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Difesa e Sicurezzasabato 20 giugno 2026

Nuovi missili britannici per Kiev: test riusciti, armi senza vincoli Usa

Londra ha completato le prove sul progetto Brakestop, pensato per fornire all’Ucraina vettori a lungo raggio a basso costo, aggirando i veti di Washington; Mosca denuncia il coinvolgimento occidentale.

Il Regno Unito ha testato con successo i nuovi missili a lungo raggio destinati all’Ucraina, nell’ambito del programma Project Brakestop. I lanci, avvenuti sulle isole Ebridi, hanno coinvolto tre fornitori: MBDA UK, già produttrice degli Storm Shadow, MGI Engineering e Rotron Aerospace. Gli ordigni sono progettati per essere più economici e rapidi da fabbricare rispetto ai sistemi precedenti: secondo i dati diffusi dalla stampa britannica, possono colpire bersagli ad almeno 500 chilometri, trasportano una testata da circa 225-250 chilogrammi e viaggiano a oltre 600 km/h. La tempistica resta serrata: le prime forniture potrebbero avvenire entro un anno, con una produzione stimata in venti esemplari al mese e un costo unitario di circa 400.000 sterline.

Il tratto distintivo del progetto, sottolineato da fonti del ministero della Difesa britannico, è l’assenza di componenti statunitensi, che esclude la necessità di autorizzazioni da Washington per l’impiego operativo. Si tratta di una scelta strategica che risponde alle restrizioni imposte dagli Stati Uniti con l’International Traffic in Arms Regulations (ITAR), le quali avevano inizialmente frenato l’uso dei missili Storm Shadow contro obiettivi in profondità nel territorio russo. Secondo analisti della difesa atlantica, la mossa di Londra inaugura un modello di cooperazione industriale che rafforza l’autonomia europea nelle forniture letali a Kiev, in un momento in cui l’amministrazione americana mantiene una linea prudente sulle escalation. Il programma si estende anche al missile balistico Nightfall, annunciato a gennaio 2026, con gittata superiore ai 500 chilometri e testata da 200 chili, destinato a integrare le capacità ucraine.

Da Mosca, la reazione è stata immediata. Le agenzie russe richiamano gli avvertimenti del presidente Putin, secondo cui i paesi occidentali che forniscono armi di precisione a lunga distanza diventano parte del conflitto e minano la sicurezza globale. Il ministro degli Esteri Lavrov ha ribadito che i convogli militari diretti in Ucraina sono obiettivi legittimi. Nell’ottica di analisti russi, lo sviluppo di missili “ITAR-free” viene interpretato come un aggiramento deliberato dei paletti americani, che rischia di estendere il perimetro dello scontro senza l’esplicito consenso di Washington. D’altra parte, le capitali europee appaiono ormai prive di restrizioni: già nel maggio 2024 il Regno Unito, insieme a Germania e Francia, aveva riconosciuto il diritto di Kiev a colpire il territorio russo con armi fornite dagli alleati.

Sul piano delle implicazioni pratiche, la disponibilità crescente di vettori in grado di raggiungere obiettivi oltre i 500 chilometri consentirebbe alle forze armate ucraine di minacciare linee logistiche, centri di comando e depositi situati nelle retrovie russe, accelerando i tempi del conflitto. Le nuove capacità si inseriscono in uno sforzo europeo più ampio: i Paesi Bassi hanno stanziato 500 milioni di euro per le forniture a Kiev, la Svezia 108 milioni di dollari per l’acquisto di armi negli Stati Uniti, la Norvegia 127 milioni di dollari per droni navali. Restano da superare i test aggiuntivi previsti nei prossimi mesi, ma il governo di Londra conta di consegnare i primi lotti operativi entro la fine del 2026. Il dossier sarà con tutta probabilità al centro dei prossimi vertici NATO, dove i partner europei misureranno il grado di autonomia strategica raggiunto dal Vecchio Continente nel suo fianco orientale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

48%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa russa e CSI
Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
PragmatismoDistacco

British defence officials confirmed successful tests of a new long-range cruise missile designed for Ukraine. The weapon, developed under Project Brakestop, can strike targets up to 500 km away and is intended to be cheaper and faster to produce than existing systems like Storm Shadow. Delivery to Ukraine is expected within months, with the UK aiming to reduce reliance on US components for operational flexibility.

Stampa russa e CSI/ Statale
AllarmeRevanscismo

British tests of a new long-range missile for Ukraine are cast as a deliberate provocation aimed at escalating the conflict. Sources highlight that the weapon is built without US parts to bypass restrictions on strikes deep into Russian territory. Commentators warn that such moves risk triggering a harsh Russian response.

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sabato 20 giugno 2026

Nuovi missili britannici per Kiev: test riusciti, armi senza vincoli Usa

Londra ha completato le prove sul progetto Brakestop, pensato per fornire all’Ucraina vettori a lungo raggio a basso costo, aggirando i veti di Washington; Mosca denuncia il coinvolgimento occidentale.

Il Regno Unito ha testato con successo i nuovi missili a lungo raggio destinati all’Ucraina, nell’ambito del programma Project Brakestop. I lanci, avvenuti sulle isole Ebridi, hanno coinvolto tre fornitori: MBDA UK, già produttrice degli Storm Shadow, MGI Engineering e Rotron Aerospace. Gli ordigni sono progettati per essere più economici e rapidi da fabbricare rispetto ai sistemi precedenti: secondo i dati diffusi dalla stampa britannica, possono colpire bersagli ad almeno 500 chilometri, trasportano una testata da circa 225-250 chilogrammi e viaggiano a oltre 600 km/h. La tempistica resta serrata: le prime forniture potrebbero avvenire entro un anno, con una produzione stimata in venti esemplari al mese e un costo unitario di circa 400.000 sterline.

Il tratto distintivo del progetto, sottolineato da fonti del ministero della Difesa britannico, è l’assenza di componenti statunitensi, che esclude la necessità di autorizzazioni da Washington per l’impiego operativo. Si tratta di una scelta strategica che risponde alle restrizioni imposte dagli Stati Uniti con l’International Traffic in Arms Regulations (ITAR), le quali avevano inizialmente frenato l’uso dei missili Storm Shadow contro obiettivi in profondità nel territorio russo. Secondo analisti della difesa atlantica, la mossa di Londra inaugura un modello di cooperazione industriale che rafforza l’autonomia europea nelle forniture letali a Kiev, in un momento in cui l’amministrazione americana mantiene una linea prudente sulle escalation. Il programma si estende anche al missile balistico Nightfall, annunciato a gennaio 2026, con gittata superiore ai 500 chilometri e testata da 200 chili, destinato a integrare le capacità ucraine.

Da Mosca, la reazione è stata immediata. Le agenzie russe richiamano gli avvertimenti del presidente Putin, secondo cui i paesi occidentali che forniscono armi di precisione a lunga distanza diventano parte del conflitto e minano la sicurezza globale. Il ministro degli Esteri Lavrov ha ribadito che i convogli militari diretti in Ucraina sono obiettivi legittimi. Nell’ottica di analisti russi, lo sviluppo di missili “ITAR-free” viene interpretato come un aggiramento deliberato dei paletti americani, che rischia di estendere il perimetro dello scontro senza l’esplicito consenso di Washington. D’altra parte, le capitali europee appaiono ormai prive di restrizioni: già nel maggio 2024 il Regno Unito, insieme a Germania e Francia, aveva riconosciuto il diritto di Kiev a colpire il territorio russo con armi fornite dagli alleati.

Sul piano delle implicazioni pratiche, la disponibilità crescente di vettori in grado di raggiungere obiettivi oltre i 500 chilometri consentirebbe alle forze armate ucraine di minacciare linee logistiche, centri di comando e depositi situati nelle retrovie russe, accelerando i tempi del conflitto. Le nuove capacità si inseriscono in uno sforzo europeo più ampio: i Paesi Bassi hanno stanziato 500 milioni di euro per le forniture a Kiev, la Svezia 108 milioni di dollari per l’acquisto di armi negli Stati Uniti, la Norvegia 127 milioni di dollari per droni navali. Restano da superare i test aggiuntivi previsti nei prossimi mesi, ma il governo di Londra conta di consegnare i primi lotti operativi entro la fine del 2026. Il dossier sarà con tutta probabilità al centro dei prossimi vertici NATO, dove i partner europei misureranno il grado di autonomia strategica raggiunto dal Vecchio Continente nel suo fianco orientale.

Divergenza delle fonti

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Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale40%
Critico60%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa russa e CSI
Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
PragmatismoDistacco

British defence officials confirmed successful tests of a new long-range cruise missile designed for Ukraine. The weapon, developed under Project Brakestop, can strike targets up to 500 km away and is intended to be cheaper and faster to produce than existing systems like Storm Shadow. Delivery to Ukraine is expected within months, with the UK aiming to reduce reliance on US components for operational flexibility.

Stampa russa e CSI/ Statale
AllarmeRevanscismo

British tests of a new long-range missile for Ukraine are cast as a deliberate provocation aimed at escalating the conflict. Sources highlight that the weapon is built without US parts to bypass restrictions on strikes deep into Russian territory. Commentators warn that such moves risk triggering a harsh Russian response.

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