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Neymar rientra per la Scozia, ma il Brasile perde Raphinha: Ancelotti cerca certezze

Il 3-0 su Haiti ha rimesso la Seleção in carreggiata, ma ora il ct italiano deve fronteggiare l’emergenza in attacco a pochi giorni dal match di Miami che può valere la qualificazione.

Ritmo e gol. La vittoria per 3-0 su Haiti, nella notte italiana di Filadelfia, ha ridato slancio al Brasile di Carlo Ancelotti, capace di reagire all’iniziale pareggio con il Marocco con una prestazione autoritaria. Decisivo Matheus Cunha, autore di una doppietta nel primo tempo – la prima rete sfruttando una respinta del portiere – che ha strappato lacrime di commozione alla madre in tribuna; a completare il tabellino il solito Vinicius Junior, sempre più uomo chiave nelle geometrie del tecnico italiano. Con questi tre punti, la Seleção guida il Gruppo C a quota 4, appaiata al Marocco ma in vantaggio per differenza reti: mercoledì 24 giugno a Miami basterà un pareggio contro la Scozia per staccare il pass per i sedicesimi.

La sosta di campionato è stata sfruttata da Ancelotti per gestire le energie: nel primo allenamento domenicale hanno riposato sette titolari, dai difensori Danilo e Marquinhos ai centrocampisti Casemiro e Bruno Guimarães, mentre in campo sono rimasti soltanto Alisson, Paquetá e Vinicius. Il messaggio è chiaro: turnover e condizione conteranno più delle scelte fisse. “Il Brasile non vuole un’identità definita, ma molte”, aveva spiegato Ancelotti dopo Haiti, alludendo a un repertorio che spazia dalla difesa bassa all’aggressività offensiva. Una filosofia che richiama il pragmatismo tattico della tradizione italiana e che qui si traduce in venti giocatori già impiegati su ventisei (il 77 per cento).

Il ritorno di Neymar, assente dal 17 maggio per una lesione di secondo grado al polpaccio destro, scalda l’ambiente. Lunedì il fantasista del Santos si è allenato per la prima volta senza restrizioni con il resto della squadra e, secondo le indiscrezioni raccolte dai media brasiliani, sarà almeno in panchina contro la Scozia. “Si allenerà individualmente e poi sarà con la squadra, sarà disponibile”, ha confermato Ancelotti. Il presidente Lula, con un sorriso, lo ha ribattezzato “il primo giocatore in smart working della nazionale”, ma per i tifosi l’importante è che il numero 10 possa tornare a illuminare un attacco orfano, da oggi, anche di Raphinha.

L’esterno del Barcellona ha lasciato il campo al 40’ di Brasile-Haiti per una distrazione muscolare alla coscia destra. Gli esami hanno confermato il problema, che probabilmente lo terrà fuori per almeno due settimane e potrebbe fargli saltare anche l’eventuale turno dei sedicesimi. Poiché la FIFA ha chiuso la finestra per sostituzioni in lista già prima dell’esordio, Ancelotti non può convocare nuovi elementi e dovrà scegliere tra le risorse interne: in pole position c’è il diciannovenne Rayan, già subentrato a Raphinha nella sfida con Haiti, ma anche Luiz Henrique e Endrick reclamano spazio. La sensazione diffusa a Rio e San Paolo è che contro una Scozia compatta e fisica serviranno accelerazione e fantasia.

Mercoledì, alle 19 locali (notte italiana), in un Hard Rock Stadium che si annuncia rovente, andrà in scena la resa dei conti. La Scozia, con 3 punti, deve vincere per sperare nella qualificazione diretta; un pareggio potrebbe invece sorridere a entrambe. Ma il Brasile, forte del percorso netto mostrato contro Haiti e della ritrovata verve offensiva, cercherà il successo per consolidare il primo posto del girone e garantirsi un tabellone più agevole, restando negli Stati Uniti anziché trasferirsi in Messico. Ancelotti, da buon italiano, sa che in questi frangenti conta più la gestione dello spogliatoio che la perfezione del modulo: e lui, fin qui, ha azzeccato tutte le mosse.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa latinoamericanaStampa sud-est asiatica
Stampa latinoamericana/ Mercato
PragmatismoTrionfo

Il Brasile si mobilita per trovare il sostituto di Raphinha, infortunato, mentre il rientro di Neymar infonde speranza alla squadra. L'ampio impiego dei giocatori da parte di Ancelotti mostra pragmatismo, e i tifosi scrutano con entusiasmo le opzioni in attacco. L'atmosfera è quella di un gruppo concentrato sulla conquista del sesto titolo mondiale.

Stampa sud-est asiatica
DistaccoUrgenza

Dall'Indonesia e dal Sud-est asiatico, l'attenzione è sulle difficoltà del Brasile: l'infortunio di Raphinha è visto come una minaccia, mentre Neymar accelera il recupero. Si riportano le lacrime della madre di Cunha, aggiungendo un tocco emotivo, ma nel complesso prevale un resoconto distaccato e fattuale.

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domenica 21 giugno 2026

Neymar rientra per la Scozia, ma il Brasile perde Raphinha: Ancelotti cerca certezze

Il 3-0 su Haiti ha rimesso la Seleção in carreggiata, ma ora il ct italiano deve fronteggiare l’emergenza in attacco a pochi giorni dal match di Miami che può valere la qualificazione.

Ritmo e gol. La vittoria per 3-0 su Haiti, nella notte italiana di Filadelfia, ha ridato slancio al Brasile di Carlo Ancelotti, capace di reagire all’iniziale pareggio con il Marocco con una prestazione autoritaria. Decisivo Matheus Cunha, autore di una doppietta nel primo tempo – la prima rete sfruttando una respinta del portiere – che ha strappato lacrime di commozione alla madre in tribuna; a completare il tabellino il solito Vinicius Junior, sempre più uomo chiave nelle geometrie del tecnico italiano. Con questi tre punti, la Seleção guida il Gruppo C a quota 4, appaiata al Marocco ma in vantaggio per differenza reti: mercoledì 24 giugno a Miami basterà un pareggio contro la Scozia per staccare il pass per i sedicesimi.

La sosta di campionato è stata sfruttata da Ancelotti per gestire le energie: nel primo allenamento domenicale hanno riposato sette titolari, dai difensori Danilo e Marquinhos ai centrocampisti Casemiro e Bruno Guimarães, mentre in campo sono rimasti soltanto Alisson, Paquetá e Vinicius. Il messaggio è chiaro: turnover e condizione conteranno più delle scelte fisse. “Il Brasile non vuole un’identità definita, ma molte”, aveva spiegato Ancelotti dopo Haiti, alludendo a un repertorio che spazia dalla difesa bassa all’aggressività offensiva. Una filosofia che richiama il pragmatismo tattico della tradizione italiana e che qui si traduce in venti giocatori già impiegati su ventisei (il 77 per cento).

Il ritorno di Neymar, assente dal 17 maggio per una lesione di secondo grado al polpaccio destro, scalda l’ambiente. Lunedì il fantasista del Santos si è allenato per la prima volta senza restrizioni con il resto della squadra e, secondo le indiscrezioni raccolte dai media brasiliani, sarà almeno in panchina contro la Scozia. “Si allenerà individualmente e poi sarà con la squadra, sarà disponibile”, ha confermato Ancelotti. Il presidente Lula, con un sorriso, lo ha ribattezzato “il primo giocatore in smart working della nazionale”, ma per i tifosi l’importante è che il numero 10 possa tornare a illuminare un attacco orfano, da oggi, anche di Raphinha.

L’esterno del Barcellona ha lasciato il campo al 40’ di Brasile-Haiti per una distrazione muscolare alla coscia destra. Gli esami hanno confermato il problema, che probabilmente lo terrà fuori per almeno due settimane e potrebbe fargli saltare anche l’eventuale turno dei sedicesimi. Poiché la FIFA ha chiuso la finestra per sostituzioni in lista già prima dell’esordio, Ancelotti non può convocare nuovi elementi e dovrà scegliere tra le risorse interne: in pole position c’è il diciannovenne Rayan, già subentrato a Raphinha nella sfida con Haiti, ma anche Luiz Henrique e Endrick reclamano spazio. La sensazione diffusa a Rio e San Paolo è che contro una Scozia compatta e fisica serviranno accelerazione e fantasia.

Mercoledì, alle 19 locali (notte italiana), in un Hard Rock Stadium che si annuncia rovente, andrà in scena la resa dei conti. La Scozia, con 3 punti, deve vincere per sperare nella qualificazione diretta; un pareggio potrebbe invece sorridere a entrambe. Ma il Brasile, forte del percorso netto mostrato contro Haiti e della ritrovata verve offensiva, cercherà il successo per consolidare il primo posto del girone e garantirsi un tabellone più agevole, restando negli Stati Uniti anziché trasferirsi in Messico. Ancelotti, da buon italiano, sa che in questi frangenti conta più la gestione dello spogliatoio che la perfezione del modulo: e lui, fin qui, ha azzeccato tutte le mosse.

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PragmatismoTrionfo

Il Brasile si mobilita per trovare il sostituto di Raphinha, infortunato, mentre il rientro di Neymar infonde speranza alla squadra. L'ampio impiego dei giocatori da parte di Ancelotti mostra pragmatismo, e i tifosi scrutano con entusiasmo le opzioni in attacco. L'atmosfera è quella di un gruppo concentrato sulla conquista del sesto titolo mondiale.

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DistaccoUrgenza

Dall'Indonesia e dal Sud-est asiatico, l'attenzione è sulle difficoltà del Brasile: l'infortunio di Raphinha è visto come una minaccia, mentre Neymar accelera il recupero. Si riportano le lacrime della madre di Cunha, aggiungendo un tocco emotivo, ma nel complesso prevale un resoconto distaccato e fattuale.

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