
Londra vieta il sostegno ai pasdaran, Teheran denuncia una violazione del diritto internazionale
Il governo britannico qualifica i Guardiani della Rivoluzione come minaccia alla sicurezza nazionale, scatenando la condanna dell'Iran e reazioni politiche contrastanti nel Regno Unito.
Il governo del Regno Unito ha presentato in parlamento un disegno di legge che rende illegale il sostegno al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Irgc) e ad altre due organizzazioni, punibile con pene fino a quattordici anni di reclusione. La decisione, annunciata lunedì dal primo ministro Keir Starmer, ha immediatamente provocato la convocazione dell’ambasciatore britannico a Teheran e la minaccia iraniana di contromisure «proporzionate» ai sensi del diritto internazionale. Il provvedimento, che modifica il National Security Act del 2023, colma un vuoto normativo: finora la legislazione antiterrorismo britannica non consentiva di colpire gruppi sostenuti da Stati esteri.
Secondo il ministero degli Esteri di Teheran, la designazione dell’Irgc – definito «parte integrante e ufficiale delle forze armate» – costituisce un atto «ingiustificato, irresponsabile e contrario ai principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite», in particolare la sovrana eguaglianza degli Stati e il divieto di ingerenza. La diplomazia iraniana accusa Londra di agire su «accuse di sicurezza infondate» e di sostenere, con il suo passato coloniale in Asia occidentale, le aggressioni militari di Stati Uniti e Israele. Al contrario, fonti dell’opposizione iraniana, tra cui il principe ereditario Reza Pahlavi, hanno accolto con favore la mossa, chiedendo ai governi occidentali di andare oltre e appoggiare «la lotta del popolo iraniano per la libertà».
Sul fronte politico britannico, la decisione ha diviso il parlamento. L’esponente laburista Andy Burnham l’ha definita «buona», sottolineando che sostenere gruppi legati a minacce di morte e attentati sul suolo britannico «deve essere assolutamente illegale». Di segno opposto le reazioni di deputati della sinistra radicale come Zarah Sultana e George Galloway, che hanno denunciato una restrizione della libertà di espressione; Galloway ha parlato di un precedente in cui un parlamentare potrebbe finire in carcere «letteralmente per le proprie opinioni». Il disegno di legge prende di mira anche i proxy e i volontari dell’intelligence militare russa (Gru) e il Movimento islamico dei Compagni della Retta Via, gruppo legato all’Iran e accusato di attacchi incendiari contro sinagoghe e ambulanze della comunità ebraica londinese.
La stretta arriva in un contesto di crescente tensione regionale e di ripetuti episodi di violenza sul territorio britannico. All’inizio del mese un tribunale di Londra ha condannato due cittadini romeni per l’accoltellamento, avvenuto nel 2024, del giornalista di Iran International Pouria Zeraati, un’azione che la corte ha attribuito a mandanti iraniani. Secondo gli analisti di Bruxelles, il nuovo strumento legislativo allinea il Regno Unito a una strategia più ampia di contenimento delle attività ibride di Teheran e Mosca, mentre da Pechino si leva un appello alla moderazione per evitare che i combattimenti si estendano e colpiscano la navigazione nello Stretto di Hormuz. Il voto parlamentare è atteso entro la settimana; in caso di approvazione, le tre organizzazioni saranno le prime a essere designate in base alla nuova normativa, mentre l’Iran si riserva di adottare misure di ritorsione politica, giuridica e diplomatica.
| Stampa iraniana e affini | −1.00 | critical |
|---|---|---|
| Stampa israeliana | 0.00 | neutral |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
L'Iran condanna fermamente la decisione del Regno Unito e avverte che Teheran si riserva il diritto di adottare misure reciproche.
La ripetizione di termini come 'ostile', 'ingiustificato' e 'contrario al diritto internazionale' crea una cornice di vittimismo e legittima la minaccia di ritorsioni.
Non menziona le accuse specifiche contro l'IRGC o il gruppo collegato che hanno motivato la decisione britannica.
Israele riporta la condanna iraniana, ma sottolinea il contesto di conflitto con gli Stati Uniti, suggerendo che l'Iran è un attore ostile.
L'inclusione del contesto 'in guerra con gli Stati Uniti' inserisce la decisione britannica in una narrazione più ampia di conflitto, delegittimando implicitamente la posizione iraniana.
Non include la motivazione legale del Regno Unito né le accuse specifiche contro l'IRGC che hanno portato alla designazione.
L'America Latina riporta in modo neutrale la dichiarazione iraniana, senza prendere posizione.
La brevità e l'assenza di commento rendono la notizia puramente fattuale, evitando qualsiasi interpretazione.
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