
Ucraina, Koretskyi premier per l’inverno di guerra: proteste per la rimozione del ministro della Difesa
Il Parlamento di Kiev approva il manager dell’energia Serhii Koretskyi come nuovo capo del governo, mentre la destituzione del popolare Mykhailo Fedorov scatena manifestazioni.
Il Parlamento ucraino ha approvato giovedì 16 luglio 2026 la nomina di Serhii Koretskyi, amministratore delegato della compagnia energetica statale Naftogaz, a nuovo primo ministro con 289 voti favorevoli su 318. La decisione, parte di un ampio rimpasto di governo voluto dal presidente Volodymyr Zelenskyy, arriva mentre centinaia di manifestanti si radunavano davanti alla Verkhovna Rada per protestare contro la contestuale rimozione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, in carica da soli sei mesi. Koretskyi, 48 anni, privo di esperienza politica pregressa, ha guidato Naftogaz durante la campagna di bombardamenti russi contro le infrastrutture energetiche ucraine, garantendo – ha rivendicato nel suo discorso prima del voto – forniture ininterrotte di gas nonostante le gravi perdite produttive.
Secondo la presidenza ucraina, la scelta di Koretskyi risponde alla necessità di preparare il Paese ad affrontare un altro inverno di guerra, con la Russia che si prevede intensificherà gli attacchi alla rete energetica. Zelenskyy lo ha definito «la persona più preparata» per l’incarico, sottolineando l’urgenza di una gestione pubblica efficiente in un settore strategico. La prima ministra uscente, Yulia Svyrydenko, si è dimessa martedì dopo meno di un anno al governo; secondo fonti vicine all’esecutivo, dovrebbe restare nell’amministrazione con un altro incarico di alto livello. La nomina di un tecnico estraneo ai giochi politici ha colto di sorpresa gli osservatori a Kiev, ma viene letta da analisti occidentali come un tentativo di blindare la macchina statale in una fase critica del conflitto.
La rimozione di Fedorov ha invece innescato una reazione ben diversa. Il ministro uscente godeva di ampia popolarità per aver modernizzato in pochi mesi l’approccio alla guerra, puntando su droni, robotica e sul blocco dei terminali Starlink in uso alle forze russe. Ambienti della società civile e alcuni parlamentari ucraini avvertono che la sua sostituzione potrebbe incrinare la fiducia dei partner occidentali e rallentare le riforme della difesa proprio mentre Kiev cerca di consolidare i rapporti con la NATO. Secondo fonti militari, i rapporti tra Fedorov e il capo delle forze armate Oleksandr Syrskyi erano tesi, ma la decisione di Zelenskyy – non ancora motivata pubblicamente – ha spinto migliaia di cittadini a scendere in piazza con cartelli come «Fedorov è il ministro della Difesa» e «Non cambiate ciò che funziona». La sostituzione dovrebbe essere Ihor Klymenko, attuale ministro dell’Interno.
Per l’Europa e per l’Italia, che seguono con attenzione la tenuta del fronte ucraino anche in vista dei negoziati per la ricostruzione, il rimpasto segnala la volontà di Kiev di rafforzare la resilienza energetica in un momento in cui gli attacchi russi potrebbero nuovamente mettere a dura prova le reti elettriche e del gas, con possibili ripercussioni sui mercati energetici continentali. Il Parlamento è atteso nelle prossime ore all’approvazione di ulteriori nomine ministeriali, tra cui quella del nuovo titolare della Difesa, mentre resta aperto il dossier sulle reali motivazioni del cambio di guardia in un dicastero chiave per lo sforzo bellico.
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Il governo ucraino agisce con pragmatismo per garantire la stabilità energetica durante l'inverno bellico.
La narrazione istituzionalizza il rimpasto come una normale procedura parlamentare, minimizzando le proteste e focalizzandosi sulle qualifiche tecniche del nuovo premier.
Non menziona che il presidente Zelensky non ha spiegato pubblicamente le ragioni del rimpasto, né che il ministro della Difesa destituito era popolare.
L'Ucraina sceglie un tecnocrate per guidare il governo in tempo di guerra.
La narrazione enfatizza la natura non politica del nuovo premier, suggerendo che la competenza manageriale sia più importante della carriera politica.
Omette completamente le proteste popolari e la mancanza di trasparenza sulle motivazioni del rimpasto.
Il presidente Zelensky agisce senza trasparenza, provocando malcontento popolare in piena guerra.
La narrazione mette in luce l'assenza di spiegazioni ufficiali e la popolarità del ministro destituito, creando un contrasto tra la decisione del governo e il sentimento pubblico.
Non enfatizza l'esperienza energetica di Koretsky come preparazione per l'inverno, a differenza di altri resoconti.
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