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Geopolitica e Politicagiovedì 16 luglio 2026

Trump fissa un tetto di quattro anni ai visti per studenti e giornalisti stranieri

Il Dipartimento della Sicurezza Interna abolisce il sistema della “durata dello status” e introduce scadenze rigide, suscitando l’allarme delle università e delle organizzazioni per la libertà di stampa.

L’amministrazione Trump ha messo fine, con una regola definitiva pubblicata il 16 luglio, al principio della “duration of status” che per quasi mezzo secolo aveva consentito a studenti, visitatori di scambio e giornalisti stranieri di trattenersi negli Stati Uniti senza una data di scadenza prefissata, purché rispettassero le condizioni del visto. D’ora in poi i titolari di visto F (studenti) e J (scambi culturali) saranno ammessi per un massimo di quattro anni per singolo periodo di permanenza, mentre i giornalisti con visto I vedranno il proprio soggiorno limitato a 240 giorni, con la possibilità di chiedere proroghe. Per i cittadini cinesi il tetto scende a 90 giorni. La norma, che entrerà in vigore sessanta giorni dopo la pubblicazione nel Registro Federale e resta soggetta a revisione del Congresso a maggioranza repubblicana, rappresenta uno dei tasselli più incisivi della stretta migratoria avviata dal presidente repubblicano fin dal suo ritorno alla Casa Bianca.

Secondo il Department of Homeland Security, il vecchio meccanismo aveva creato una categoria di “studenti eterni” che si iscrivevano a corsi su corsi per evitare di lasciare il Paese, minando la capacità di sorveglianza delle autorità e generando rischi per la sicurezza nazionale. Il segretario Markwayne Mullin ha parlato di un sistema che “ha compromesso la sicurezza” e ha rivendicato la necessità di ripristinare controlli periodici, anche attraverso la raccolta di dati biometrici e verifiche antifrode in sede di richiesta di estensione. Il DHS cita inoltre l’impennata delle ammissioni: oltre 1,8 milioni di ingressi con visto studentesco nel 2024, in crescita dell’11 per cento, e più di 37 mila visti per operatori dei media nello stesso anno fiscale.

La reazione del mondo accademico e della stampa è stata immediata e trasversale. Le associazioni delle università americane, come NAFSA e la Presidents’ Alliance on Higher Education and Immigration, denunciano un “ostacolo burocratico inutile” che dissuaderà i talenti internazionali proprio mentre gli atenei registrano già un calo delle immatricolazioni dall’estero dopo la revoca di migliaia di visti e il congelamento di fondi federali per la ricerca. Sul fronte dei media, organizzazioni come Reporter Senza Frontiere e il Committee to Protect Journalists parlano di un “colpo diretto alla libertà di stampa” e di un meccanismo che costringerà i corrispondenti a rinnovi continui, esponendoli al rischio di ritorsioni qualora la loro copertura risultasse sgradita all’amministrazione. L’ambasciata del Giappone e un centinaio di testate internazionali, tra cui l’AFP, avevano chiesto invano periodi di ammissione compresi tra due e cinque anni.

La dimensione geopolitica della misura emerge con chiarezza dal trattamento differenziato riservato ai giornalisti cinesi, il cui limite di 90 giorni per ingresso – esclusi i passaporti di Hong Kong e Macao – era già stato sperimentato durante la prima presidenza Trump e poi allentato da Biden. Pechino aveva bollato la proposta come discriminatoria, e la sua reintroduzione rischia di inasprire le già tese relazioni bilaterali, offrendo a Pechino un ulteriore argomento per limitare la presenza dei corrispondenti statunitensi sul proprio territorio. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, l’impatto è duplice: da un lato le migliaia di studenti italiani iscritti a dottorati, master e scuole di specializzazione medica negli Stati Uniti dovranno affrontare un percorso a ostacoli fatto di rinnovi, costi aggiuntivi e incertezza sull’effettiva durata del soggiorno; dall’altro i corrispondenti dei principali gruppi editoriali europei vedranno compressa la propria autonomia operativa, con possibili ripercussioni sulla qualità e continuità della copertura informativa dagli Stati Uniti.

La regola era stata proposta nell’agosto 2025 e ha raccolto circa 22 mila commenti pubblici, rimanendo pressoché invariata nella stesura finale. Il Congresso ha ora la facoltà di bloccarla, ma la maggioranza repubblicana rende l’ipotesi altamente improbabile. Se confermata, la nuova disciplina scatterà a metà settembre, proprio all’inizio dell’anno accademico, e si inserisce in un quadro più ampio che comprende la revoca di migliaia di visti studenteschi, la sospensione di miliardi di dollari per la ricerca e l’irrigidimento dei criteri per la green card. Un insieme di misure che, secondo gli analisti di Bruxelles, potrebbe spingere l’Unione Europea a valutare meccanismi di reciprocità, in un contesto in cui la competizione globale per i cervelli e per l’informazione di qualità si fa sempre più aspra.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Valutazione della politica
21%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.50 a 0.00
Critici dell'inasprimentoCronaca neutrale
LATRUSIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana0.00neutral
Stampa russa e CSI−0.20neutral
Stampa indiana e sudasiatica−0.50critical
Stampa latinoamericana0.00
Voce

Il governo statunitense modifica le regole sui visti, introducendo scadenze fisse per studenti e giornalisti stranieri.

Meccanismocronaca pura

La notizia viene presentata come un fatto amministrativo, senza attribuire responsabilità o conseguenze, normalizzando il cambiamento.

Omissione

Non vengono menzionati gli effetti specifici su determinate nazionalità né le critiche da parte delle associazioni studentesche.

DistaccoPragmatismo
Stampa russa e CSI−0.20
Voce

Gli Stati Uniti inaspriscono il regime dei visti per giornalisti e studenti stranieri, introducendo limiti di soggiorno.

Meccanismoenfasi sulla restrizione

L'uso del termine 'inasprire' e 'restrizioni' crea un'impressione di ostilità, senza menzionare le motivazioni ufficiali di sicurezza.

Omissione

Non viene riportato che la misura è stata proposta dal Dipartimento della Sicurezza Nazionale e che è ancora in fase di analisi.

AllarmeScetticismo
Stampa indiana e sudasiatica−0.50
Voce

Gli Stati Uniti colpiscono gli studenti indiani con nuove restrizioni sui visti, mettendo a rischio la loro permanenza legale.

Meccanismovittimizzazione selettiva

Si enfatizza l'impatto negativo sulla comunità indiana, utilizzando dati numerici e scenari di rischio per suscitare empatia e critica.

Omissione

Non viene menzionato che la regola si applica a tutti gli studenti internazionali, non solo agli indiani, né che esistono eccezioni per programmi più brevi.

AllarmeVittimismo

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Trump fissa un tetto di quattro anni ai visti per studenti e giornalisti stranieri

Il Dipartimento della Sicurezza Interna abolisce il sistema della “durata dello status” e introduce scadenze rigide, suscitando l’allarme delle università e delle organizzazioni per la libertà di stampa.

L’amministrazione Trump ha messo fine, con una regola definitiva pubblicata il 16 luglio, al principio della “duration of status” che per quasi mezzo secolo aveva consentito a studenti, visitatori di scambio e giornalisti stranieri di trattenersi negli Stati Uniti senza una data di scadenza prefissata, purché rispettassero le condizioni del visto. D’ora in poi i titolari di visto F (studenti) e J (scambi culturali) saranno ammessi per un massimo di quattro anni per singolo periodo di permanenza, mentre i giornalisti con visto I vedranno il proprio soggiorno limitato a 240 giorni, con la possibilità di chiedere proroghe. Per i cittadini cinesi il tetto scende a 90 giorni. La norma, che entrerà in vigore sessanta giorni dopo la pubblicazione nel Registro Federale e resta soggetta a revisione del Congresso a maggioranza repubblicana, rappresenta uno dei tasselli più incisivi della stretta migratoria avviata dal presidente repubblicano fin dal suo ritorno alla Casa Bianca.

Secondo il Department of Homeland Security, il vecchio meccanismo aveva creato una categoria di “studenti eterni” che si iscrivevano a corsi su corsi per evitare di lasciare il Paese, minando la capacità di sorveglianza delle autorità e generando rischi per la sicurezza nazionale. Il segretario Markwayne Mullin ha parlato di un sistema che “ha compromesso la sicurezza” e ha rivendicato la necessità di ripristinare controlli periodici, anche attraverso la raccolta di dati biometrici e verifiche antifrode in sede di richiesta di estensione. Il DHS cita inoltre l’impennata delle ammissioni: oltre 1,8 milioni di ingressi con visto studentesco nel 2024, in crescita dell’11 per cento, e più di 37 mila visti per operatori dei media nello stesso anno fiscale.

La reazione del mondo accademico e della stampa è stata immediata e trasversale. Le associazioni delle università americane, come NAFSA e la Presidents’ Alliance on Higher Education and Immigration, denunciano un “ostacolo burocratico inutile” che dissuaderà i talenti internazionali proprio mentre gli atenei registrano già un calo delle immatricolazioni dall’estero dopo la revoca di migliaia di visti e il congelamento di fondi federali per la ricerca. Sul fronte dei media, organizzazioni come Reporter Senza Frontiere e il Committee to Protect Journalists parlano di un “colpo diretto alla libertà di stampa” e di un meccanismo che costringerà i corrispondenti a rinnovi continui, esponendoli al rischio di ritorsioni qualora la loro copertura risultasse sgradita all’amministrazione. L’ambasciata del Giappone e un centinaio di testate internazionali, tra cui l’AFP, avevano chiesto invano periodi di ammissione compresi tra due e cinque anni.

La dimensione geopolitica della misura emerge con chiarezza dal trattamento differenziato riservato ai giornalisti cinesi, il cui limite di 90 giorni per ingresso – esclusi i passaporti di Hong Kong e Macao – era già stato sperimentato durante la prima presidenza Trump e poi allentato da Biden. Pechino aveva bollato la proposta come discriminatoria, e la sua reintroduzione rischia di inasprire le già tese relazioni bilaterali, offrendo a Pechino un ulteriore argomento per limitare la presenza dei corrispondenti statunitensi sul proprio territorio. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, l’impatto è duplice: da un lato le migliaia di studenti italiani iscritti a dottorati, master e scuole di specializzazione medica negli Stati Uniti dovranno affrontare un percorso a ostacoli fatto di rinnovi, costi aggiuntivi e incertezza sull’effettiva durata del soggiorno; dall’altro i corrispondenti dei principali gruppi editoriali europei vedranno compressa la propria autonomia operativa, con possibili ripercussioni sulla qualità e continuità della copertura informativa dagli Stati Uniti.

La regola era stata proposta nell’agosto 2025 e ha raccolto circa 22 mila commenti pubblici, rimanendo pressoché invariata nella stesura finale. Il Congresso ha ora la facoltà di bloccarla, ma la maggioranza repubblicana rende l’ipotesi altamente improbabile. Se confermata, la nuova disciplina scatterà a metà settembre, proprio all’inizio dell’anno accademico, e si inserisce in un quadro più ampio che comprende la revoca di migliaia di visti studenteschi, la sospensione di miliardi di dollari per la ricerca e l’irrigidimento dei criteri per la green card. Un insieme di misure che, secondo gli analisti di Bruxelles, potrebbe spingere l’Unione Europea a valutare meccanismi di reciprocità, in un contesto in cui la competizione globale per i cervelli e per l’informazione di qualità si fa sempre più aspra.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Valutazione della politica
21%Bassa
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Critici dell'inasprimentoCronaca neutrale
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Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana0.00neutral
Stampa russa e CSI−0.20neutral
Stampa indiana e sudasiatica−0.50critical
Stampa latinoamericana0.00
Voce

Il governo statunitense modifica le regole sui visti, introducendo scadenze fisse per studenti e giornalisti stranieri.

Meccanismocronaca pura

La notizia viene presentata come un fatto amministrativo, senza attribuire responsabilità o conseguenze, normalizzando il cambiamento.

Omissione

Non vengono menzionati gli effetti specifici su determinate nazionalità né le critiche da parte delle associazioni studentesche.

DistaccoPragmatismo
Stampa russa e CSI−0.20
Voce

Gli Stati Uniti inaspriscono il regime dei visti per giornalisti e studenti stranieri, introducendo limiti di soggiorno.

Meccanismoenfasi sulla restrizione

L'uso del termine 'inasprire' e 'restrizioni' crea un'impressione di ostilità, senza menzionare le motivazioni ufficiali di sicurezza.

Omissione

Non viene riportato che la misura è stata proposta dal Dipartimento della Sicurezza Nazionale e che è ancora in fase di analisi.

AllarmeScetticismo
Stampa indiana e sudasiatica−0.50
Voce

Gli Stati Uniti colpiscono gli studenti indiani con nuove restrizioni sui visti, mettendo a rischio la loro permanenza legale.

Meccanismovittimizzazione selettiva

Si enfatizza l'impatto negativo sulla comunità indiana, utilizzando dati numerici e scenari di rischio per suscitare empatia e critica.

Omissione

Non viene menzionato che la regola si applica a tutti gli studenti internazionali, non solo agli indiani, né che esistono eccezioni per programmi più brevi.

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