
SpaceX brucia 600 miliardi in tre sedute: la più grande IPO della storia incontra la realtà
Il titolo crolla del 16% e scende sotto il prezzo di debutto, mentre Musk annuncia un’emissione obbligazionaria da almeno 20 miliardi di dollari. La febbre degli investitori retail si raffredda.
In una sola seduta, SpaceX ha cancellato oltre 150 miliardi di dollari di valore di mercato, chiudendo lunedì a 154,60 dollari per azione, sotto i 160,90 del giorno del debutto. Dal picco del 16 giugno, quando il titolo toccò i 225,64 dollari, la capitalizzazione è scesa di circa 928 miliardi, portandosi attorno ai 2.000 miliardi. La fortuna personale di Elon Musk, che detiene circa il 38% della società, si è contratta da 1,45 a 1,1 trilioni di dollari: una perdita di 350 miliardi in pochi giorni, che tuttavia non gli toglie lo status di primo trilionario della storia.
La correzione è stata innescata da una combinazione di fattori. La società ha annunciato la sua prima emissione di obbligazioni senior non garantite, per un importo atteso di almeno 20 miliardi di dollari, destinata a rifinanziare il prestito-ponte utilizzato per l’acquisizione di xAI. L’operazione ha sollevato interrogativi sulla sostenibilità del debito e sul rischio di future diluizioni, acuiti dalla recente acquisizione in azioni della startup Cursor per 60 miliardi. Nello stesso giorno, l’indice MSCI ha assegnato a SpaceX un rating ESG CCC, il più basso nella sua scala a sette livelli, segnalando gravi carenze nella gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance. Gli analisti di KeyBanc hanno avviato la copertura con un giudizio equivalente a “mantenere”, mentre Morningstar stima un fair value di appena 62 dollari per azione. Da Zurigo, Swissquote ha evocato il rischio di una “meme stock”, alimentata più dall’attesa di ulteriori acquisti che dai fondamentali.
L’ondata di acquisti retail che aveva accompagnato l’IPO – con il 30% delle azioni riservato ai piccoli investitori e un afflusso netto di 405 milioni di dollari nelle prime cinque sedute, superiore a quello registrato su tutte le “Magnifiche Sette” messe insieme – ha perso slancio. Il raffreddamento si inserisce in un contesto di mercato più ampio: il Nasdaq ha ceduto l’1,3%, appesantito dal calo di Alphabet e dal riposizionamento degli investitori in vista dei dati sull’inflazione PCE di giovedì. La Federal Reserve, sotto la nuova presidenza di Kevin Warsh, ha adottato un tono restrittivo che ha spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury, mentre il petrolio è sceso grazie ai progressi nei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran.
Per l’Europa e l’Italia, la vicenda SpaceX ha un impatto indiretto ma significativo: la volatilità di un titolo da 2.000 miliardi di dollari si propaga attraverso gli indici globali e i fondi pensione, in un momento in cui le grandi piattaforme tecnologiche stanno raccogliendo oltre 300 miliardi di dollari di debito legato all’intelligenza artificiale. La solidità di cassa di SpaceX, che ha dichiarato 100,8 miliardi di dollari al 19 giugno, offre un cuscinetto, ma il percorso verso la redditività dei razzi Starship e delle iniziative IA resta incerto. I prossimi appuntamenti da monitorare sono la pubblicazione dei risultati trimestrali di Micron Technology, i dati sull’inflazione statunitense e i dettagli definitivi sull’emissione obbligazionaria, che chiariranno le condizioni e la domanda istituzionale per il debito della società di Musk.
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