
Meloni chiede il ritorno alla normalità con gli Usa, mentre i sondaggi indeboliscono Trump
Dopo lo scontro verbale al G7, la premier italiana invita a disinnescare la polemica e ribadisce la sovranità sulle basi; il calo di popolarità del presidente americano rafforza la sua posizione.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto la via del disinnesco pubblico, dichiarando a Roma che «la cooperazione bilaterale con gli Stati Uniti deve tornare alla normalità» e di non voler «alimentare la polemica» con Donald Trump. L’intervento, pronunciato durante un evento organizzato dal quotidiano La Verità, arriva dopo una settimana di scambi sempre più aspri: il presidente americano aveva sostenuto che Meloni lo avesse «supplicato» per una foto al G7 in Francia, accusa che la premier ha definito «completamente inventata», e aveva collegato la richiesta a una presunta debolezza di popolarità della leader italiana.
La reazione di Meloni non si è limitata alla smentita. In un video su Instagram aveva già invitato Trump a «occuparsi della propria popolarità», mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani, pur annullando un viaggio negli Stati Uniti, ha ribadito che l’alleanza con Washington «non solo è sostenibile, ma indispensabile» e che i canali diplomatici non si sono mai interrotti. Secondo fonti vicine all’amministrazione Trump, il presidente avrebbe interpretato il rifiuto italiano di concedere l’uso delle basi per le operazioni contro l’Iran come un gesto di scarsa lealtà, mentre nell’ottica di Roma la decisione rientra negli accordi bilaterali che «non possono essere violati finché sono premier».
La tensione ha radici più profonde. Già in primavera Meloni aveva condannato la guerra in Iran e difeso Papa Leone XIV dagli attacchi di Trump, segnando una distanza politica che, secondo analisti di Bruxelles, ha incrinato l’immagine di sintonia tra la destra italiana e l’amministrazione repubblicana. Tuttavia, la fermezza della premier sembra produrre un effetto interno: diversi osservatori in Italia notano che lo scontro la rafforza come simbolo di un conservatorismo europeo autonomo, capace di dire no a Washington senza rompere l’alleanza. Nel frattempo, nuovi sondaggi statunitensi – dall’American Research Group alla Marquette Law School – registrano un’approvazione per Trump scesa al 30-38%, con un deterioramento marcato sui temi economici, offrendo un riscontro numerico alla battuta di Meloni.
Sul piano operativo, al momento non si segnalano conseguenze immediate: né nuovi dazi né un ritiro delle truppe americane dalle basi in Italia, come ha precisato lo stesso Tajani. L’Italia resta, nelle valutazioni del Pentagono, un partner strategico nel Mediterraneo, in Africa e nei Balcani. Il prossimo passaggio diplomatico sarà il vertice Nato di Ankara del mese prossimo, indicato da fonti della Alleanza come un’occasione per verificare la tenuta del rapporto transatlantico. Il segretario di Stato Marco Rubio, secondo quanto filtra da ambienti diplomatici europei, è consapevole della necessità di mantenere aperti i canali, ma la vicenda ha già mostrato quanto le dinamiche interne statunitensi possano riverberarsi sugli equilibri con gli alleati.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La premier italiana ha dichiarato di non voler continuare ad alimentare il conflitto con Trump e ha auspicato un ritorno alla normalità nelle relazioni bilaterali con gli Stati Uniti. Parlando a un forum a Roma, ha ribadito la necessità di una cooperazione costruttiva.
La premier italiana ha risposto a Trump invitandolo a concentrarsi sulla propria popolarità, dopo che il presidente americano aveva messo in dubbio la sua. La disputa si è inasprita con scambi di accuse, e Meloni ha definito gli attacchi di Trump insensati e non provocati.
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