Accedi
Edizione delle 20:00 CETmartedì 23 giugno 2026
307 testate · 17 lingue270 briefing oggi
Economia e Mercatilunedì 22 giugno 2026

La sterlina ai minimi dopo l’addio di Starmer: il Regno Unito verso il settimo premier in dieci anni

L’annuncio delle dimissioni del premier laburista alimenta l’incertezza fiscale, con la sterlina vicina ai minimi del 2026 e i rendimenti dei gilt ai massimi dalla crisi del 2008.

La sterlina è scivolata fino a 1,319 dollari, sui minimi da tre mesi, dopo che il primo ministro Keir Starmer ha annunciato le dimissioni da leader laburista e capo del governo, aprendo la strada a una successione che dovrebbe concludersi entro settembre. I rendimenti dei titoli di Stato decennali britannici, i gilt, sono rimasti ancorati intorno al 4,85%, non lontani dai massimi toccati dopo la crisi finanziaria del 2008. Il Regno Unito sopporta già i costi di finanziamento più elevati del G7, appesantiti da un debito pubblico vicino al 94% del Pil, un deficit di bilancio attorno al 5% e anni di crescita anemica.

La pressione sulla valuta e sui bond riflette un disagio fiscale di lungo corso, che le dimissioni di Starmer – il settimo premier in un decennio – riportano in primo piano. Secondo gli analisti della City, il favorito Andy Burnham, ex sindaco di Manchester, è percepito come più a sinistra del premier uscente, ma ha già dichiarato di voler rispettare le regole fiscali fissate dal ministro delle Finanze Rachel Reeves. Per gli operatori londinesi, una successione rapida e senza competizione accesa potrebbe offrire un sollievo temporaneo a sterlina e gilt; una contesa prolungata, al contrario, rischierebbe di trascinare i candidati in impegni di spesa difficili da finanziare, aggravando la volatilità.

Dalla prospettiva degli investitori internazionali, il nodo è la sostenibilità del debito britannico in un contesto di spesa sociale crescente e gettito fiscale già al limite. Gli economisti di Tokyo osservano che non è chiaro dove Burnham troverebbe le risorse per eventuali nuove uscite, mentre i gestori patrimoniali svizzeri sottolineano che il Regno Unito vive al di sopra delle proprie possibilità e dipende in misura crescente dalla disponibilità dei finanziatori esteri, che oggi detengono quasi un terzo dei gilt in circolazione. La pazienza di quegli «estranei gentili», già messa alla prova durante la crisi del governo Truss nel 2022, resta un fattore di rischio strutturale. Anche per l’Italia e l’Europa, la debolezza della sterlina – il cambio con l’euro viaggia attorno a 1,15 – si inserisce in un quadro di instabilità politica britannica che, dopo la Brexit, continua a generare un premio di rischio sulle attività denominate in pound.

Le candidature alla leadership laburista si apriranno il 9 luglio e si chiuderanno il 16 luglio. Il nuovo premier entrerà in carica prima della ripresa dei lavori parlamentari di settembre. I mercati terranno d’occhio non solo l’esito della selezione, ma anche i primi segnali sulla squadra economica e sulla credibilità degli impegni fiscali del successore di Starmer.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

44%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa del Golfo araboStampa europea continentale
Stampa del Golfo arabo
PragmatismoDistacco

La sterlina è scivolata e i costi di finanziamento britannici sono aumentati dopo le dimissioni del premier Starmer, lasciando gli investitori senza chiarezza sui piani economici del prossimo leader. Con Andy Burnham in netto vantaggio, i mercati guardano all'affidabilità fiscale in un contesto di debito già elevato e crescita anemica.

Stampa europea continentale/ Mediterranea
ScetticismoIronia

Le dimissioni di Starmer gettano il Regno Unito in un'ennesima fase di incertezza politica, con la sterlina ai minimi dell'anno. Il Paese si avvia ad avere il settimo primo ministro in dieci anni, riportando in vita quel caos che la vittoria schiacciante laburista avrebbe dovuto archiviare.

Articoli correlati

Leggi di più
Ultim'ora
Giocattoli, supereroi e Minions: l'estate del cinema familiare tra addii mancati e nuovi inizi·Tra boom dell’IA e crisi di governo, le nuove geometrie del commercio globale·Messi, 18 gol mondiali: il record che accende la sfida generazionale con Mbappé·Riprendono a Washington i colloqui Libano-Israele, mentre l’intesa Usa-Iran ridisegna gli equilibri·Rubio nel Golfo per rassicurare gli alleati dopo l’intesa con l’Iran·L’invecchiamento biologico accelera: come pochi minuti di esercizio possono proteggere la salute maschile·Alibaba cita in giudizio il Pentagono: «Non siamo un’azienda militare»·Turisti intrappolati in una sparatoria a Rio: quattro morti, nessuno tra i visitatori·Giocattoli, supereroi e Minions: l'estate del cinema familiare tra addii mancati e nuovi inizi·Tra boom dell’IA e crisi di governo, le nuove geometrie del commercio globale·Messi, 18 gol mondiali: il record che accende la sfida generazionale con Mbappé·Riprendono a Washington i colloqui Libano-Israele, mentre l’intesa Usa-Iran ridisegna gli equilibri·Rubio nel Golfo per rassicurare gli alleati dopo l’intesa con l’Iran·L’invecchiamento biologico accelera: come pochi minuti di esercizio possono proteggere la salute maschile·Alibaba cita in giudizio il Pentagono: «Non siamo un’azienda militare»·Turisti intrappolati in una sparatoria a Rio: quattro morti, nessuno tra i visitatori·
Agg. 13:002 lingue · 4 testate
4 testate|2 lingue|3 min lettura
lunedì 22 giugno 2026

La sterlina ai minimi dopo l’addio di Starmer: il Regno Unito verso il settimo premier in dieci anni

L’annuncio delle dimissioni del premier laburista alimenta l’incertezza fiscale, con la sterlina vicina ai minimi del 2026 e i rendimenti dei gilt ai massimi dalla crisi del 2008.

La sterlina è scivolata fino a 1,319 dollari, sui minimi da tre mesi, dopo che il primo ministro Keir Starmer ha annunciato le dimissioni da leader laburista e capo del governo, aprendo la strada a una successione che dovrebbe concludersi entro settembre. I rendimenti dei titoli di Stato decennali britannici, i gilt, sono rimasti ancorati intorno al 4,85%, non lontani dai massimi toccati dopo la crisi finanziaria del 2008. Il Regno Unito sopporta già i costi di finanziamento più elevati del G7, appesantiti da un debito pubblico vicino al 94% del Pil, un deficit di bilancio attorno al 5% e anni di crescita anemica.

La pressione sulla valuta e sui bond riflette un disagio fiscale di lungo corso, che le dimissioni di Starmer – il settimo premier in un decennio – riportano in primo piano. Secondo gli analisti della City, il favorito Andy Burnham, ex sindaco di Manchester, è percepito come più a sinistra del premier uscente, ma ha già dichiarato di voler rispettare le regole fiscali fissate dal ministro delle Finanze Rachel Reeves. Per gli operatori londinesi, una successione rapida e senza competizione accesa potrebbe offrire un sollievo temporaneo a sterlina e gilt; una contesa prolungata, al contrario, rischierebbe di trascinare i candidati in impegni di spesa difficili da finanziare, aggravando la volatilità.

Dalla prospettiva degli investitori internazionali, il nodo è la sostenibilità del debito britannico in un contesto di spesa sociale crescente e gettito fiscale già al limite. Gli economisti di Tokyo osservano che non è chiaro dove Burnham troverebbe le risorse per eventuali nuove uscite, mentre i gestori patrimoniali svizzeri sottolineano che il Regno Unito vive al di sopra delle proprie possibilità e dipende in misura crescente dalla disponibilità dei finanziatori esteri, che oggi detengono quasi un terzo dei gilt in circolazione. La pazienza di quegli «estranei gentili», già messa alla prova durante la crisi del governo Truss nel 2022, resta un fattore di rischio strutturale. Anche per l’Italia e l’Europa, la debolezza della sterlina – il cambio con l’euro viaggia attorno a 1,15 – si inserisce in un quadro di instabilità politica britannica che, dopo la Brexit, continua a generare un premio di rischio sulle attività denominate in pound.

Le candidature alla leadership laburista si apriranno il 9 luglio e si chiuderanno il 16 luglio. Il nuovo premier entrerà in carica prima della ripresa dei lavori parlamentari di settembre. I mercati terranno d’occhio non solo l’esito della selezione, ma anche i primi segnali sulla squadra economica e sulla credibilità degli impegni fiscali del successore di Starmer.

Divergenza delle fonti

Economia e Mercati · 4 testate · 2 lingue

44%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale33%
Critico67%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa del Golfo araboStampa europea continentale
Stampa del Golfo arabo
PragmatismoDistacco

La sterlina è scivolata e i costi di finanziamento britannici sono aumentati dopo le dimissioni del premier Starmer, lasciando gli investitori senza chiarezza sui piani economici del prossimo leader. Con Andy Burnham in netto vantaggio, i mercati guardano all'affidabilità fiscale in un contesto di debito già elevato e crescita anemica.

Stampa europea continentale/ Mediterranea
ScetticismoIronia

Le dimissioni di Starmer gettano il Regno Unito in un'ennesima fase di incertezza politica, con la sterlina ai minimi dell'anno. Il Paese si avvia ad avere il settimo primo ministro in dieci anni, riportando in vita quel caos che la vittoria schiacciante laburista avrebbe dovuto archiviare.

Questa notizia è apparsa su

4 testate · 2 lingue

Articoli correlati

Sport

Messi e Ronaldo, una notte di record: il Mondiale 2026 parla la lingua dei trentanovenne

13 lingue · 93 testate

Geopolitica e Politica

Il Senato americano vota per fermare la guerra in Iran, sfida simbolica a Trump

15 lingue · 56 testate

Sport

Trump e Infantino insieme sul podio: la Coppa del Mondo 2026 cambia cerimonia

11 lingue · 35 testate

Leggi di più