
Colombia avanza, Ronaldo nella storia: il Gruppo K si infiamma
La Colombia batte 1-0 la RD Congo e si qualifica; il Portogallo travolge l'Uzbekistan 5-0 con doppietta di CR7, primo marcatore in sei Mondiali.
A Guadalajara, la Colombia ha dovuto sudare più del previsto per piegare la resistenza della Repubblica Democratica del Congo, ma il gol di Daniel Muñoz al 76’ – una deviazione beffarda su tiro del terzino del Crystal Palace – ha regalato ai Cafeteros la seconda vittoria consecutiva e la certezza matematica del passaggio ai sedicesimi di finale. La partita è stata a lungo un monologo colombiano contro il muro eretto dal portiere Lionel Mpasi, autore di almeno sette interventi decisivi su James Rodríguez, Luis Díaz e Jhon Arias. La stampa latinoamericana ha celebrato la pazienza tattica della squadra di Néstor Lorenzo, capace di mantenere il controllo (64% di possesso, venti conclusioni) senza smarrire l’equilibrio difensivo, qualità che in passato era spesso mancata alla Tricolor nei momenti di stallo. Il Congo, che all’esordio aveva fermato il Portogallo sull’1-1, esce a testa alta e conserva ancora una chance di qualificazione come una delle migliori terze, a patto di battere l’Uzbekistan nell’ultimo turno.
A Houston, il Portogallo ha invece cancellato le ombre del deludente pareggio con i Leopardi travolgendo l’Uzbekistan 5-0 in una serata che ha riscritto i libri di statistica. Cristiano Ronaldo, finito sotto accusa dopo la prova incolore della prima giornata, ha risposto con una doppietta in sei minuti e trentanove minuti, diventando il primo calciatore della storia a segnare in sei edizioni diverse dei Mondiali – un primato che nemmeno Lionel Messi, a secco nel 2010, può eguagliare. Con dieci reti in carriera nella fase finale, CR7 ha superato Eusébio come miglior marcatore portoghese nella competizione. I media europei, da Lisbona a Madrid, hanno sottolineato la dimensione quasi testamentaria del gesto: il capitano lusitano, a 41 anni e 138 giorni, è il secondo goleador più anziano di sempre dopo Roger Milla, e dopo il fischio finale ha urlato in telecamera «I’m back, I’m back», confessando poi di aver vissuto «una settimana buia, in cui sembravo già ritirato». Il Portogallo ha ritrovato fluidità offensiva anche grazie a Nuno Mendes, a un autogol di Nematov e al sigillo di Rafael Leão, mostrando una maturità che il ct Roberto Martínez ha definito «giocare con la testa, non solo con il cuore».
Con questi risultati, il Gruppo K si presenta all’ultima giornata con la Colombia saldamente in vetta a quota 6 punti, il Portogallo a 4, il Congo a 1 e l’Uzbekistan già eliminato a 0. Sabato 27 giugno, a Miami, andrà in scena Colombia-Portogallo, uno scontro diretto che assegnerà il primato del girone e, di riflesso, un accoppiamento potenzialmente più morbido nei sedicesimi. Ai lusitani basta un pareggio per blindare il passaggio del turno, ma una vittoria li proietterebbe in testa scavalcando i sudamericani. In contemporanea, ad Atlanta, il Congo cercherà contro l’Uzbekistan i tre punti che, uniti a una differenza reti favorevole, potrebbero valere la storica qualificazione agli ottavi di finale.
La notte di Houston ha riacceso, inevitabilmente, il riflettore sul duello a distanza tra Ronaldo e Messi. Mentre il portoghese infrangeva il record di longevità realizzativa, l’argentino – che compie 39 anni proprio oggi – aveva già portato a 18 le sue reti mondiali, issandosi in vetta alla classifica all-time. Entrambi, per una curiosa simmetria statistica, hanno ora esattamente vent’anni e sei giorni di distanza tra il primo e l’ultimo gol in Coppa del Mondo. Se i percorsi nei tabelloni a eliminazione diretta dovessero incrociarsi, il Mondiale 2026 potrebbe regalare l’ultimo, definitivo faccia a faccia tra i due fuoriclasse che hanno dominato il calcio del XXI secolo. Per ora, però, l’attenzione resta sul campo: la Colombia vuole confermarsi rivelazione, il Portogallo è chiamato a dimostrare che la goleada non è stato solo un exploit contro un avversario fragile, ma l’inizio di una marcia convincente verso le fasi calde del torneo.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Cristiano Ronaldo ha firmato un record eterno segnando nel suo sesto Mondiale, un'impresa che sembra impossibile da eguagliare. Il gol ha scatenato l'euforia a Houston e scrollato di dosso la pressione sul Portogallo. Soprannominato 'El Comandante', l'attaccante lusitano arriva a 10 reti mondiali, consolidando la sua leggenda dal 2006.
Cristiano Ronaldo ha impiegato solo sei minuti contro l'Uzbekistan per diventare il primo giocatore a segnare in sei diverse edizioni del Mondiale. La superstar portoghese ha ora segnato in ogni torneo dal 2006 al 2026, raggiungendo dieci gol mondiali. Il traguardo viene riportato con precisione fattuale e senza enfasi.
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