
Trump e Infantino insieme sul podio: la Coppa del Mondo 2026 cambia cerimonia
Il presidente FIFA annuncia che Donald Trump consegnerà il trofeo al MetLife Stadium il 19 luglio, rompendo il protocollo delle ultime edizioni e riaccendendo il dibattito globale.
La finale del Mondiale 2026 avrà due protagonisti sul palco della premiazione. Gianni Infantino ha confermato in diretta a Fox & Friends che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarà al suo fianco per consegnare la coppa al capitano della squadra campione. «Saremo insieme al presidente a goderci la finale e a consegnare il trofeo al vincitore, ovviamente insieme», ha dichiarato il numero uno della FIFA, aggiungendo un secco «Certo» alla domanda se la consegna sarà congiunta. L’annuncio segna una rottura con le edizioni di Russia 2018 e Qatar 2022, quando Infantino aveva gestito da solo il momento clou, e riporta la cerimonia a una tradizione più antica, che vide la regina Elisabetta II premiare Bobby Moore nel 1966 e re Juan Carlos consegnare la coppa a Dino Zoff nel 1982.
La decisione arriva dopo il precedente del Mondiale per Club FIFA 2025, sempre al MetLife Stadium. In quell’occasione Trump consegnò il trofeo al capitano del Chelsea Reece James, ma rimase sul podio durante i festeggiamenti, tra lo stupore dei giocatori e i fischi di una parte del pubblico. Lo stesso James spiegò in conferenza stampa: «Mi avevano detto che avrebbe consegnato il trofeo e poi sarebbe uscito dal palco, invece è voluto rimanere». Il gesto generò reazioni contrastanti: negli Stati Uniti venne letto come una ricerca di centralità mediatica, mentre in Europa e in America Latina i commentatori sportivi sottolinearono l’imbarazzo dei calciatori. La FIFA, dal canto suo, ha blindato la nuova cerimonia con la formula della consegna congiunta, che tiene Infantino accanto al presidente per tutta la durata del rito.
Il rapporto tra Trump e Infantino si è intensificato negli ultimi mesi. A dicembre, durante il sorteggio dei gironi a Washington, il presidente FIFA aveva consegnato a Trump il primo FIFA Peace Prize, definendolo «un caro amico». La mossa attirò critiche da organizzazioni per i diritti umani e dalla federazione norvegese, mentre in Medio Oriente e in Asia l’episodio fu interpretato come un ulteriore segnale della diplomazia sportiva americana. Nei giorni scorsi, la presenza di Marco Rubio alla partita inaugurale degli Stati Uniti contro il Paraguay aveva già anticipato l’interesse dell’amministrazione per il torneo. Trump, che non ha ancora assistito a nessuna gara del Mondiale, ha preferito finora altri palcoscenici: la finale NBA al Madison Square Garden e un evento UFC alla Casa Bianca.
L’annuncio ha innescato reazioni globali. Sui social network, utenti di varie nazionalità hanno ironizzato sull’ipotesi di una vittoria dell’Iran o suggerito che i giocatori dovrebbero rifiutarsi di sollevare il trofeo finché Trump non lascia il campo. In Messico e Canada, paesi co-organizzatori, ci si interroga sull’assenza dei rispettivi capi di Stato dalla cerimonia: la presidente Claudia Sheinbaum non ha partecipato alla partita inaugurale della sua nazionale, donando il proprio biglietto VIP a una giovane indigena, mentre il premier Mark Carney ha seguito il Canada contro il Qatar. Secondo analisti europei, la scelta di Infantino consolida un’alleanza personale che mescola sport e politica, mentre negli Stati Uniti il gesto viene letto come un’estensione della strategia comunicativa di Trump, che ama «lasciare la gente in attesa», come ha dichiarato Andrew Giuliani, direttore della task force della Casa Bianca per il Mondiale.
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La finale del Mondiale sarà una vetrina economica e politica. Trump consegnerà il trofeo insieme a Infantino, con cui ha un rapporto sempre più cordiale, suggellato dal Premio per la Pace della Fifa. La presenza del presidente alimenta aspettative di impulso a commercio e turismo, anche se la sua precedente apparizione a un evento per club aveva suscitato reazioni contrastanti.
Il presidente Trump sarà presente alla finale della Coppa del Mondo per consegnare il trofeo insieme al presidente della Fifa Infantino. L'annuncio è stato dato dallo stesso Infantino in un'intervista a Fox News, senza ulteriori commenti.
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