
Colombia, Cepeda riconosce la sconfitta: De la Espriella proclamato presidente
Il candidato progressista ha accettato il verdetto delle urne dopo il ballottaggio più serrato della storia recente, aprendo la strada alla transizione.
Con un margine inferiore al punto percentuale – circa 251 mila voti su oltre 26 milioni di schede – il Consiglio Nazionale Elettorale colombiano ha dichiarato ufficialmente presidente eletto Abelardo de la Espriella. Il riconoscimento della sconfitta da parte del senatore progressista Iván Cepeda, giunto nella mattinata di mercoledì dopo tre giorni di scrutinio, ha chiuso la fase di incertezza post-elettorale. La verifica ufficiale, secondo la missione di osservazione dell’Unione Europea, ha confermato una coincidenza del 99,997% con il conteggio rapido di domenica, respingendo di fatto le ipotesi di irregolarità sistematiche.
Cepeda, erede politico del presidente uscente Gustavo Petro, ha motivato la concessione come «atto di responsabilità democratica», ma ha denunciato con forza l’ingerenza straniera, citando gli endorsement espliciti del presidente statunitense Donald Trump e l’uso di intelligenza artificiale per manipolare l’elettorato. Da Città del Messico, il partito di governo Morena ha espresso solidarietà alla sinistra colombiana, evocando il precedente del 2006 e chiedendo un riconteggio integrale, mentre da Washington l’amministrazione Trump ha salutato la vittoria come una svolta nella lotta al narcotraffico. De la Espriella, dal canto suo, ha definito «positivo» il passo dell’avversario e ha assicurato che governerà per tutti i colombiani, pur ribadendo l’intenzione di aderire allo «Scudo delle Americhe», la coalizione regionale voluta dalla Casa Bianca per contrastare i gruppi criminali.
L’esito consolida un riallineamento continentale che, secondo analisti di Bruxelles, vede ormai solo quattro Paesi latinoamericani guidati da esecutivi di sinistra. De la Espriella, avvocato e imprenditore con doppia cittadinanza colombiana e statunitense, incarna una destra estranea ai partiti tradizionali, che ha costruito il consenso su promesse di tolleranza zero verso la criminalità, costruzione di megacarceri e rilancio del settore estrattivo. La sua vittoria, tuttavia, non gli garantisce una maggioranza parlamentare: il blocco progressista resta il primo gruppo al Senato, mentre il partito uribista Centro Democrático si è già dichiarato forza di governo, offrendo un appoggio esterno che sarà decisivo per l’agenda legislativa.
Petro, che nei giorni scorsi aveva ventilato l’ipotesi di un annullamento del voto, ha infine annunciato l’avvio formale del passaggio di consegne. La cerimonia di insediamento è fissata per il 7 agosto, data in cui De la Espriella riceverà un Paese spaccato a metà e con una opposizione che ha già promesso «resistenza civile pacifica». Nei prossimi giorni è attesa la composizione del gabinetto, mentre il neopresidente dovrà avviare negoziati con le forze centriste per tradurre in decreti le riforme promesse in campagna elettorale.
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La vittoria di Abelardo de la Espriella segna una svolta decisiva verso Washington, rafforzando lo 'Scudo delle Americhe' antidroga e consolidando l'influenza di Trump nella regione. La concessione di Cepeda, dopo un testa a testa, apre la strada a una transizione ordinata e a una nuova era di cooperazione sulla sicurezza.
La risicata vittoria del candidato di ultradestra, accettata da Cepeda tra accuse di compravendita di voti e interferenze esterne, solleva interrogativi sull'integrità democratica e sul crescente allineamento con l'agenda di Trump. Lo spostamento della Colombia riflette una più ampia tendenza a destra in America Latina che preoccupa gli osservatori europei.
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