
Trump accusa gli alleati: «Delusi sull’Iran». Rutte tenta la ricucitura in vista del vertice Nato
Il presidente americano rimprovera Londra, Parigi, Berlino e Madrid per il mancato sostegno nella guerra contro Teheran, mentre il segretario generale mostra grafici sulla spesa e difende il contributo europeo.
L’incontro nello Studio Ovale tra Donald Trump e il segretario generale della Nato Mark Rutte ha messo a nudo la frattura più profonda che attraversa l’Alleanza atlantica dai tempi della guerra in Iraq. Il presidente americano ha elencato uno per uno i partner europei – Regno Unito, Germania, Francia, Italia e una Spagna definita «uno spettacolo orribile» – accusandoli di aver «deluso» Washington rifiutando qualsiasi forma di sostegno, anche solo politico, alla campagna militare contro l’Iran avviata il 28 febbraio scorso senza consultazione preventiva. «Non avevamo bisogno del loro aiuto, abbiamo distrutto l’Iran nella prima settimana», ha dichiarato Trump, aggiungendo però che dagli alleati si aspetta «lealtà, non denaro».
Di fronte alle critiche, Rutte ha scelto la via di una diplomazia che a Bruxelles molti giudicano eccessivamente accomodante. Ha esibito cartelloni con grafici dorati – ribattezzati «il trilione di Trump» – per dimostrare che dal 2017 la spesa per la difesa dei paesi europei e del Canada è cresciuta di oltre 1.200 miliardi di dollari, generando ricadute industriali e occupazionali negli Stati Uniti. Ha ricordato che durante il conflitto tra i quattromila e i cinquemila velivoli americani sono decollati da basi in Europa, e ha definito «casi isolati» le reticenze denunciate da Trump. Secondo fonti diplomatiche, il segretario generale ha cercato di scongiurare il rischio che la frustrazione della Casa Bianca si traduca in una riduzione unilaterale della presenza militare americana nel continente, ipotesi già prefigurata dal segretario alla Difesa Pete Hegseth con l’annuncio di una revisione semestrale dei contingenti.
La partita si gioca su più tavoli. Sul piano militare, l’amministrazione americana contesta la mancata partecipazione alle operazioni nello Stretto di Hormuz, dove l’Oman ha istituito un corridoio marittimo temporaneo per garantire la navigazione, mentre il prezzo del petrolio Brent è sceso sotto i 75 dollari al barile per la prima volta dall’inizio delle ostilità. Sul piano politico, Trump ha elogiato il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, che su sua richiesta sarebbe rimasto fuori dal conflitto nonostante le tensioni con Israele, e ha lasciato intendere che gli Stati Uniti potrebbero rivedere il blocco alla vendita di caccia F-35 ad Ankara. Una mossa che, nell’ottica di Washington, servirebbe a premiare un alleato ritenuto leale, ma che secondo analisti europei rischia di incrinare ulteriormente la coesione interna all’Alleanza.
Il vertice Nato di Ankara, in programma tra due settimane, si annuncia dunque come un passaggio delicato. I leader dei trentadue paesi membri dovranno misurarsi con la richiesta americana di portare la spesa militare al 5 per cento del Pil, un obiettivo che diverse capitali europee considerano irrealistico nel breve periodo. Al contempo, dovranno offrire a Trump garanzie sufficienti a scongiurare un disimpegno che, secondo fonti della Nato, lascerebbe l’Europa esposta sul fianco orientale proprio mentre la Russia mantiene una postura aggressiva. La dichiarazione di Rutte – «Trump è completamente impegnato nell’Alleanza» – tenta di rassicurare, ma il dossier resta aperto e il negoziato si preannuncia serrato.
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Incontrando Rutte, Trump ha nuovamente lamentato la mancata partecipazione europea all'aggressione contro l'Iran, segnalando frustrazione per il sostegno insufficiente. L'Iran osserva con soddisfazione le divisioni transatlantiche che indeboliscono il fronte bellico.
Trump ha elogiato Rutte ma ha criticato gli alleati NATO per il loro sostegno insufficiente nella guerra in Iran, mentre emergono divisioni europee sull'uso delle basi. L'Italia avrebbe concesso basi per l'offensiva, ma Roma smentisce, e la Spagna si rifiuta, evidenziando la distanza crescente tra Washington e l'alleanza.
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