
Neymar, 981 giorni dopo: il ritorno in lacrime e il Brasile vola agli ottavi
Contro la Scozia l'ingresso al 76' del numero 10, assente dall'ottobre 2023 per un grave infortunio al ginocchio, regala alla Seleção il simbolo ritrovato per la fase a eliminazione diretta.
Ci sono voluti 981 giorni perché Neymar tornasse a indossare la maglia del Brasile in una partita ufficiale. L'ultima volta, il 17 ottobre 2023 a Montevideo contro l'Uruguay, si era interrotta con una rottura del legamento crociato anteriore e del menisco del ginocchio sinistro, un infortunio che ha ridefinito la traiettoria recente del fuoriclasse. Mercoledì sera, all'Hard Rock Stadium di Miami, il numero 10 è entrato al 76' minuto della sfida contro la Scozia, sul punteggio di 3-0, sostituendo Matheus Cunha. L'ovazione dei tifosi brasiliani ha accompagnato ogni suo passo, mentre il giocatore, visibilmente commosso, si asciugava le lacrime già durante il breve riscaldamento a bordo campo.
La partita, valida per la terza giornata del Gruppo C del Mondiale 2026, era già indirizzata dalla doppietta di Vinícius Júnior e dalla rete dello stesso Cunha. L'ingresso di Neymar non ha modificato l'inerzia del match, ma ha restituito al calcio internazionale l'immagine di un atleta che, a 34 anni, ha dovuto affrontare un calvario fisico e psicologico. Dopo l'intervento chirurgico e otto mesi di stop, il ritorno al Santos, club che lo lanciò, è stato segnato da nuovi stop muscolari: un problema al polpaccio destro lo aveva tenuto fuori dalle prime due gare del torneo, il pareggio per 1-1 contro il Marocco e la vittoria per 3-0 su Haiti. Contro la Scozia, Carlo Ancelotti lo ha gettato nella mischia a risultato acquisito, consentendogli di toccare subito qualche pallone, calciare due corner e una punizione, e provare un destro dal limite respinto dal portiere Angus Gunn.
La cronaca sportiva sudamericana, in particolare quella brasiliana, sottolinea come la convocazione stessa di Neymar fosse stata a lungo in bilico. Secondo analisti vicini alla Seleção, Ancelotti avrebbe preferito puntare sull'esperienza del capocannoniere storico della nazionale (79 gol in 129 presenze) piuttosto che su profili emergenti, nonostante i persistenti problemi fisici. La stampa europea, da parte sua, ha evidenziato il paradosso di un fuoriclasse che, dopo le esperienze a Barcellona e Parigi, è tornato in patria per ritrovare continuità, sfiorando addirittura la retrocessione con il Santos. Il suo pianto a fine partita, immortalato dalle telecamere mentre abbracciava compagni e il figlio Davi Lucca in tribuna, è diventato immediatamente virale, interpretato da molti osservatori come lo scioglimento di una tensione accumulata in quasi tre anni di assenza.
Con questo successo, il Brasile chiude il girone al primo posto con 7 punti, a pari merito con il Marocco ma con una migliore differenza reti, e stacca il biglietto per i sedicesimi di finale. Neymar, dal canto suo, eguaglia il record di quattro partecipazioni mondiali con almeno una presenza, raggiungendo icone come Djalma Santos, Pelé e Cafú. La sua disponibilità per la fase a eliminazione diretta rappresenta una risorsa tattica e psicologica per Ancelotti, che potrà gestirlo come arma a partita in corso.
Il prossimo impegno della Seleção è fissato per lunedì 29 giugno a Houston, dove affronterà la seconda classificata del Gruppo F, che comprende Olanda, Giappone e Svezia. L'accesso agli ottavi riaccende le ambizioni di un Brasile che non vince il titolo dal 2002 e che ora può contare su un Neymar emotivamente rigenerato, seppur ancora a caccia della migliore condizione.
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Dopo 981 giorni di inferno, Neymar torna in campo con la Seleção in un Mondiale, regalando un momento di pura emozione ai tifosi. L'ingresso contro la Scozia è stato un trionfo personale, suggellato dall'abbraccio con il figlio sugli spalti.
Neymar ha fatto il suo debutto nel Mondiale 2026, entrando nella ripresa della vittoria per 3-0 contro la Scozia. L'attaccante, assente per infortunio nelle prime due partite, ha giocato i suoi primi minuti nella competizione.
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