
Il supertifone Bavi si abbatte su Rota, danni ingenti nell’isola americana del Pacifico
Le autorità locali segnalano “danni maggiori” sull’isola di Rota, mentre il ciclone si allontana rapidamente senza che si registrino al momento vittime confermate.
Il supertifone Bavi, equivalente a un uragano di categoria 5, ha colpito nella notte tra domenica e lunedì l’isola di Rota, la più meridionale dell’arcipelago statunitense delle Marianne Settentrionali, con venti sostenuti fino a 290 km/h e raffiche che, secondo i servizi meteorologici americani, hanno raggiunto i 350 km/h. Il portavoce del centro operativo municipale di Rota, Lou Rosario, ha dichiarato che l’isola sta subendo “venti violenti e inondazioni” e che “alcune persone segnalano già danni maggiori”. La caduta di una torre di telefonia mobile ha interrotto i servizi in alcune zone, mentre l’intera isola, che conta circa 1.500 abitanti, è stata attraversata dal muro dell’occhio del ciclone.
L’allerta per venti estremi è stata diramata anche per Guam, Saipan e Tinian, territori che ospitano complessivamente circa 210.000 persone. A Saipan, l’aeroporto internazionale ha registrato raffiche superiori a 161 km/h. Il National Weather Service aveva avvertito che un impatto diretto su Rota avrebbe potuto rendere l’isola “inabitabile per settimane”, con la distruzione delle abitazioni non in cemento armato e interruzioni prolungate dell’energia elettrica. A Guam, dove vivono 170.000 persone, sono stati aperti cinque centri di evacuazione e predisposte scorte di acqua, cibo e generatori.
Il passaggio di Bavi giunge a meno di tre mesi dal supertifone Sinlaku, che in aprile aveva causato 17 vittime e danni per 1,5 miliardi di dollari nella stessa regione, lasciando decine di migliaia di persone senza elettricità. L’Organizzazione meteorologica mondiale ha confermato l’inizio di un episodio di El Niño nel Pacifico tropicale, fenomeno che, secondo gli analisti del settore, tende a ridurre il numero complessivo di cicloni ma ad aumentare l’intensità di quelli che si formano. Le acque eccezionalmente calde del Pacifico occidentale hanno favorito una rapidissima intensificazione di Bavi, che in 36 ore ha accresciuto la propria forza di circa 160 km/h.
Al momento, le autorità locali non hanno segnalato vittime, ma la valutazione dei danni è ancora in corso. Il meteorologo Landon Aydlett del NWS ha comunicato che il tifone sta lasciando l’area e che le condizioni miglioreranno gradualmente, a differenza di quanto accaduto con Sinlaku, che aveva stazionato a lungo sulle isole. La traiettoria prevista indica che Bavi si dirigerà verso le acque a est di Taiwan nei prossimi giorni, senza rappresentare una minaccia diretta per le Filippine, secondo l’agenzia meteorologica di Manila.
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Le autorità americane attivano le evacuazioni per proteggere la popolazione di Guam e delle Marianne.
L'uso di cifre precise e citazioni ufficiali rende il resoconto credibile e urgente.
Non menziona il precedente tifone Sinlaku che ha colpito la regione ad aprile.
I territori del Pacifico, già segnati da Sinlaku, si preparano a un nuovo tifone.
Il richiamo a un evento passato crea una cornice di vulnerabilità e resilienza.
Non menziona le evacuazioni in corso.
Il tifone Bavi, paragonato a un grattacielo, minaccia di causare danni catastrofici.
L'uso di un'analogia visiva e numeri impressionanti amplifica la percezione del pericolo.
Non menziona né evacuazioni né il precedente tifone.
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