
Dazi fino al 500%: Washington sblocca le sanzioni sull'energia russa
Quattro senatori annunciano l'intesa con l'amministrazione Trump per una legge che colpirebbe gli acquirenti di petrolio e gas russo, con l'obiettivo di forzare Mosca al tavolo negoziale.
L'amministrazione Trump ha acconsentito a sbloccare un disegno di legge bipartisan che autorizzerebbe il presidente a imporre dazi fino al 500 per cento sui paesi che continuano ad acquistare petrolio e gas naturale dalla Russia. L'annuncio è stato dato venerdì 10 luglio dai senatori Lindsey Graham, Roger Wicker, Richard Blumenthal e Jeanne Shaheen, i quali hanno parlato di un'intesa raggiunta con la Casa Bianca dopo mesi di stallo. La mossa rappresenta un cambiamento di rotta rispetto alla precedente riluttanza dell'esecutivo, che aveva congelato iniziative simili per non aggravare la volatilità dei prezzi energetici globali.
Secondo i promotori, la legge è concepita come uno strumento di pressione per indurre la Russia a porre fine al conflitto in Ucraina. «Nel momento in cui la Russia intensifica il massacro di civili, è imperativo che legislativo ed esecutivo collaborino per imporre un costo elevato a chi alimenta la macchina bellica di Putin», hanno dichiarato i senatori. Da Kiev, il presidente Volodymyr Zelensky ha accolto con favore l'iniziativa, vedendovi un rafforzamento della posizione ucraina sul campo e nei futuri negoziati. Fonti diplomatiche russe, per contro, hanno minimizzato la portata delle nuove sanzioni: la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha affermato che la Russia «si è già adattata a qualsiasi pressione», lasciando intendere che l'impatto reale potrebbe essere inferiore alle attese.
Il disegno di legge non impone sanzioni automatiche, ma conferisce al presidente la facoltà di attivarle a propria discrezione, una clausola che secondo gli analisti di Washington risponde alla richiesta della Casa Bianca di mantenere margine di manovra. Le misure colpirebbero in primo luogo Cina e India, i due maggiori acquirenti di greggio russo, ma potrebbero estendersi a Turchia, Ungheria e Slovacchia, paesi che continuano a importare energia da Mosca. Per l'Europa, che ha già ridotto drasticamente la dipendenza dal gas russo, l'effetto diretto sarebbe contenuto, ma l'inasprimento delle sanzioni secondarie potrebbe creare attriti con quegli Stati membri ancora legati alle forniture via condotta. La tempistica dell'accordo, fanno notare fonti del Congresso, è stata favorita dal raffreddamento del conflitto con l'Iran, che ha fatto scendere i prezzi del petrolio e reso più accettabile un intervento di questo tipo.
L'iter legislativo dovrebbe entrare nel vivo già nelle prossime settimane, con il Senato che tornerà a riunirsi lunedì. Il disegno di legge gode di un ampio sostegno trasversale – oltre ottanta senatori lo avevano appoggiato in una precedente versione – e la sua approvazione appare probabile. Resta da vedere con quale rapidità e in quale misura il presidente Trump sceglierà di esercitare i nuovi poteri, in un quadro in cui l'amministrazione continua a perseguire un canale diplomatico con Mosca. La Casa Bianca non ha ancora rilasciato commenti ufficiali, ma l'intesa con i senatori segnala che la leva economica resta un pilastro della strategia americana per il conflitto ucraino.
| Stampa russa e CSI | −0.80 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.70 | aligned |
| Stampa europea continentale | +0.20 | neutral |
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
La Russia denuncia le sanzioni come un atto di aggressione economica da parte degli Stati Uniti, che cercano di strangolare l'economia russa.
Ripetendo l'aggettivo 'schiaccianti' e sottolineando la designazione terroristica del promotore, la narrazione presenta l'azione USA come illegittima e ostile, facendo leva sul vittimismo e l'orgoglio nazionale.
Il blocco russo omette la natura bipartisan del disegno di legge e l'obiettivo dichiarato di porre fine alla guerra in Ucraina, presentando invece le sanzioni come aggressione unilaterale.
Gli Stati Uniti e i loro alleati stanno agendo con decisione per porre fine alla guerra in Ucraina imponendo costi elevati alle entrate energetiche della Russia.
Enfatizzando il sostegno bipartisan e l'obiettivo della pace, la narrazione presenta le sanzioni come uno strumento necessario e misurato, minimizzando le potenziali conseguenze negative per i mercati energetici globali.
Il blocco atlantico omette la cifra specifica del dazio del 500% e la designazione terroristica del senatore Graham da parte del governo russo.
L'Ucraina e i suoi partner europei accolgono le sanzioni statunitensi come un passo cruciale per tagliare i fondi di guerra russi e forzare una soluzione diplomatica.
Citando l'annuncio del senatore Graham a Kiev e sottolineando l'autorità conferita al presidente, la narrazione presenta l'accordo come un risultato concreto che diventerà presto legge, creando un senso di inevitabilità.
Il blocco europeo continentale omette la cornice russa delle sanzioni come atto di aggressione e la designazione di Graham come terrorista.
Il Brasile e altri paesi latinoamericani osservano con cautela le nuove sanzioni statunitensi, notando l'incoerenza dei cambi di politica di Trump.
Sottolineando che le sanzioni erano state bloccate da Trump, la narrazione suggerisce che la decisione è più una mossa politica che una strategia coerente, generando scetticismo.
Il blocco latinoamericano omette il sostegno bipartisan al disegno di legge e la specifica tariffa del 500%, concentrandosi invece sul precedente blocco di Trump.
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