
Lacrime e polemiche: Slavko Vincic arbitrerà la finale del Mondiale 2026
Lo sloveno, primo fischietto della sua nazione a dirigere l'atto conclusivo, porta con sé l'emozione della designazione e l'ombra di un arresto nel 2020.
Quando Pierluigi Collina, presidente del comitato arbitrale della FIFA, ha pronunciato il suo nome davanti alla terna riunita, Slavko Vincic si è portato le mani al volto ed è scoppiato in lacrime. Il video, diffuso immediatamente dalla federazione internazionale, ha fatto il giro del mondo: il quarantaseienne di Maribor, internazionale dal 2010, è il primo sloveno a dirigere una finale di Coppa del Mondo. Domenica 19 luglio, al MetLife Stadium di East Rutherford, sarà lui a fischiare Spagna-Argentina, l'atto conclusivo di un torneo a 48 squadre che ha già visto esplodere aspre polemiche arbitrali.
La carriera di Vincic è costellata di grandi appuntamenti: la finale di Europa League del 2022, quella di Champions League del 2024 tra Real Madrid e Borussia Dortmund, e già tre partite in questo Mondiale – Brasile-Marocco, Algeria-Giordania e l'ottavo di finale Messico-Ecuador, in cui espulse Piero Hincapié per essersi coperto la bocca durante un confronto verbale. Eppure, a sei anni di distanza, il profilo del fischietto sloveno resta segnato da un episodio extra-calcistico. Nel maggio 2020, durante la pandemia, Vincic fu fermato in un ranch a Bijeljina, in Bosnia ed Erzegovina, nel corso di un'operazione di polizia contro un presunto giro di prostituzione, traffico di droga e armi. Rilasciato senza accuse dopo alcune ore, l'arbitro spiegò di aver accettato un invito a pranzo che si rivelò «il più grande errore della mia vita». La federcalcio slovena lo difese, parlando di una «sfortunata coincidenza», e la UEFA non gli ritirò mai la fiducia.
La designazione ha suscitato reazioni contrastanti nelle due sponde dell'Atlantico. In Slovenia, i media celebrano un traguardo storico per un paese che non è riuscito a qualificarsi alla fase finale. In Argentina, il ricordo corre subito a Qatar 2022: fu proprio Vincic a dirigere la sconfitta per 2-1 contro l'Arabia Saudita, ultimo ko dell'Albiceleste in un Mondiale. La stampa di Buenos Aires sottolinea con una punta di apprensione quel precedente, mentre i commentatori spagnoli fanno notare che la Roja è imbattuta in cinque partite dirette dallo sloveno, inclusa la semifinale di Euro 2024 vinta contro la Francia. Non mancano voci critiche: alcuni analisti iberici hanno giudicato negativa la sua stagione europea, citando un'espulsione per doppia ammonizione a Eduardo Camavinga in un quarto di Champions League che avrebbe condizionato l'eliminazione del Real Madrid.
La finale oppone i campioni in carica dell'Argentina, capaci di rimontare l'Inghilterra in semifinale con un gol di Lautaro Martínez al 92', alla Spagna campione d'Europa, che ha spento la Francia con un secco 2-0. Per Vincic sarà la sesta partita in una fase finale iridata, la quarta in questa edizione. Sarà assistito dai connazionali Tomaž Klančnik e Andraž Kovačič, con il giordano Adham Makhadmeh come quarto uomo e il tedesco Bastian Dankert al VAR. L'incarico arriva in un clima già surriscaldato dalle polemiche: dal caso Balogun, con l'intervento di Donald Trump per far revocare un'espulsione, alle critiche del ct francese Deschamps all'arbitraggio in semifinale, fino al rifiuto del visto statunitense al somalo Omar Artan. Collina ha difeso a spada tratta l'integrità dei suoi direttori di gara, ma la scelta di un arbitro con un passato così chiacchierato aggiunge un ulteriore strato di pressione su una partita che assegnerà la quarta stella all'Argentina o la seconda alla Spagna.
| Stampa latinoamericana | −0.50 | critical |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
L'Argentina mette in guardia contro un arbitro dal passato oscuro, che ha già danneggiato la squadra.
Si enfatizza il passato personale dell'arbitro per minare la fiducia nella sua imparzialità, trasformando una designazione tecnica in una questione di sospetto.
Non si menziona l'esperienza di Vincic in altre finali importanti, come la Champions League, né la sua reputazione professionale complessiva.
La FIFA annuncia la designazione senza commenti, limitandosi ai fatti.
Si riportano solo i dati ufficiali (nomi, date, luogo) senza aggiungere interpretazioni o giudizi.
Si omette qualsiasi riferimento alle controversie passate dell'arbitro o ai precedenti con le squadre.
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