
Spahn si dimette: la Germania conservatrice e il tabù della gestazione per altri
Il capogruppo della CDU/CSU lascia dopo le polemiche per il figlio avuto con madre surrogata negli USA, pratica vietata in patria e osteggiata dal partito.
Jens Spahn, presidente del gruppo parlamentare CDU/CSU al Bundestag, ha rassegnato le dimissioni sabato 18 luglio 2026, travolto dalle polemiche per aver avuto un figlio con il marito ricorrendo alla gestazione per altri negli Stati Uniti. La pratica è vietata in Germania e la CDU, partito del cancelliere Friedrich Merz, ne ha ribadito il divieto durante il congresso di febbraio. Merz ha definito la decisione «giusta e inevitabile», ricordando che «la credibilità è il bene più prezioso in politica». Spahn, nella lettera ai colleghi, ha ammesso l’incompatibilità tra la propria felicità personale e l’incarico politico, pur sostenendo di non aver violato alcuna legge tedesca, poiché la filiazione da madre surrogata all’estero è riconosciuta in determinate circostanze.
La pressione per le dimissioni è montata in pochi giorni, alimentata dalle richieste di esponenti regionali della CDU e dalle accuse di ipocrisia giunte dall’opposizione. Secondo fonti della Linke, il caso «rivela un doppio standard: la legge vale per i cittadini comuni, ma per i politici di vertice sembra applicarsi solo finché non hanno abbastanza denaro per aggirarla all’estero». Anche i Verdi hanno parlato di una decisione attesa da tempo, pur augurando a Spahn il meglio sul piano personale. La vicenda ha messo in imbarazzo la CDU in una fase politica delicata: a settembre sono in programma elezioni regionali in tre Länder orientali, e la leadership del partito, secondo analisti berlinesi, teme che la contraddizione tra la linea ufficiale e il comportamento di un suo esponente di punta possa erodere consensi presso l’elettorato conservatore.
Spahn, 46 anni, ex ministro della Sanità durante la pandemia e figura di spicco dell’ala destra cristiano-democratica, aveva in passato espresso riserve personali sulla gestazione per altri, definendola difficile da conciliare con la propria fede cristiana. La sua scelta di diventare padre attraverso una madre surrogata negli Stati Uniti ha così riacceso il dibattito etico e giuridico in Germania, dove l’Embryonenschutzgesetz del 1991 vieta la maternità surrogata e la donazione di ovuli. La CDU, che al congresso di Stoccarda ha confermato la propria opposizione anche ai modelli altruistici, si trova ora a gestire le ricadute di una vicenda che, secondo osservatori europei, riflette tensioni più ampie sul diritto alla genitorialità e sulla regolamentazione delle tecniche di procreazione assistita. In Italia, dove la gestazione per altri è parimenti vietata e il governo ha recentemente introdotto sanzioni penali anche per chi vi ricorre all’estero, il caso Spahn è seguito con attenzione sia dagli ambienti conservatori sia da quelli progressisti, come cartina di tornasole delle contraddizioni tra morale pubblica e scelte private.
La guida ad interim del gruppo parlamentare è stata affidata al vicepresidente Alexander Hoffmann. Merz, d’intesa con il leader della CSU Markus Söder, avvierà le consultazioni per il successore; la decisione è attesa prima della riunione del gruppo prevista per l’8 settembre. Il cancelliere ha escluso modifiche alla legge tedesca, ma il dibattito sulla gestazione per altri, in Germania come in Europa, appare destinato a rimanere aperto.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.70 | critical |
Le dimissioni sono una diretta conseguenza di una violazione di regole; non serve ulteriore commento morale.
Concentrandosi esclusivamente sulla sequenza fattuale degli eventi e omettendo la precedente opposizione di Spahn alla gestazione per altri e la pressione di Merz, la narrazione appare neutrale e ovvia.
Il blocco atlantico omette il precedente ruolo di Spahn come ministro della Sanità che si opponeva alla gestazione per altri, e il fatto che Merz lo abbia spinto a dimettersi, elementi che metterebbero in luce ipocrisia e conflitto interno.
Le dimissioni di Spahn sono una conseguenza giusta e inevitabile della sua ipocrisia; la posizione morale della CDU viene smascherata come un doppio standard.
Enfatizzando la precedente opposizione di Spahn alla gestazione per altri, la pressione di Merz e usando un linguaggio drammatico come 'terremoto' e 'bufera', la narrazione costruisce una storia di fallimento morale e tradimento politico.
Il blocco europeo continentale omette la possibilità che la felicità personale di Spahn fosse genuina e che le sue dimissioni fossero un atto volontario per proteggere il partito, il che attenuerebbe le critiche.
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