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Sportvenerdì 24 luglio 2026

Ferrari detta legge in Ungheria, Hamilton e Leclerc in cima; Antonelli arranca e la classifica trema

La doppietta delle rosse nelle libere del venerdì riaccende le speranze iridate, mentre il leader del mondiale fatica lontano dal passo gara. Colapinto a muro, tensione post-Mondiale.

La prima giornata sull’asfalto dell’Hungaroring consegna un verdetto che profuma di rivincita: la Ferrari è tornata. Lewis Hamilton e Charles Leclerc hanno monopolizzato la cima della lista tempi in entrambe le sessioni, un dominio scolpito nel pomeriggio dal giro in 1’18’’729 del sette volte campione del mondo, unico, assieme al compagno di squadra, a infrangere il muro dell’1’19’’. Un’intesa tecnica e psicologica che a Maranello mancava da inizio stagione e che ora, proprio alla vigilia della pausa estiva, riapre scenari di classifica fino a ieri considerati blindati.

La sessione mattutina aveva già indicato la strada, con Leclerc capace di stampare un 1’19’’075 nonostante un principio di noie meccaniche nel finale. Alle sue spalle Verstappen e lo stesso Hamilton, in un copione che la seconda libera ha ribaltato ma solo nell’ordine interno alla rossa. Il pomeriggio ha visto il britannico cesellare il giro perfetto al quarto d’ora dalla bandiera a scacchi, approfittando di una pista che, con il passare dei minuti e l’aumentare della gommatura, ha sorriso alle caratteristiche della SF-26. Il monegasco, staccato di un decimo e mezzo, ha confermato un bilanciamento che sui saliscendi magiari esalta la trazione e il carico aerodinamico della rossa, mentre Norris, terzo a mezzo secondo, e Verstappen, quarto a quasi sette decimi, recitavano il ruolo di comprimari. Russell, quinto, ha raccolto i cocci di una Mercedes apparsa spaesata dopo i fasti di inizio campionato.

Il dato più rilevante, per gli uomini di Toto Wolff, è però la tredicesima posizione di Andrea Kimi Antonelli. Il leader del mondiale, che in mattinata aveva ceduto il volante al rookie Vesti, non è riuscito a trovare il passo sul giro secco, preferendo un programma di lavoro orientato alla simulazione di gara. Fuori dalla top ten, il bolognese ha faticato a tenere in pista una W16 che Russell ha definito “terribile” nell’equilibrio. I quindici punti di vantaggio su Hamilton in classifica (204 contro 159, con Mercedes a quota 358 costruttori contro i 285 di una Ferrari seconda) appaiono oggi meno rassicuranti. E se è vero che il passo gara di Antonelli è parso meno disastroso del giro lanciato, la sensazione è che la lotta per il titolo, complice il rush finale di agosto, possa riaprirsi proprio sul tracciato dove il pilota italiano incassò nel 2025 una delle sue rare anonime prestazioni.

A movimentare il venerdì magiaro ci ha pensato anche Franco Colapinto. L’argentino, rimasto ai box nella prima sessione per lasciare il sedile al collaudatore Paul Aron come da regolamento rookie, è stato protagonista di un incidente alla curva 14 nel secondo turno: il posteriore dell’Alpine ha perso aderenza, scaraventando la monoposto contro le barriere e danneggiando vistosamente ala e sospensione. “Giornata corta, auto difficile da guidare con poco carico”, ha commentato il pilota, che ha visto sfumare tempo prezioso. Al di là del cordoglio per il danno, la sua frustrazione è stata amplificata dagli strascichi della finale del Mondiale di calcio, sulla quale Colapinto aveva ironizzato con parole poco lusinghiere verso i tifosi spagnoli – un episodio che ha surriscaldato l’atmosfera del paddock, ma che non ha scalfito il sostegno del team principal Flavio Briatore, apparso sui social con un messaggio di incoraggiamento.

Domani la qualifica si preannuncia decisiva. Le rosse dovranno confermare un passo che, se replicato sulla distanza, può trasformare il passo d’addio alle vacanze in un trampolino per la rimonta. La Mercedes, dal canto suo, sconta un deficit di messa a punto che a Budapest, circuito dove le gerarchie si decidono al sabato, può rivelarsi fatale. Gli occhi sono puntati su Antonelli: nella terra dei magi, il leader dovrà mostrare di saper resistere all’assalto delle frecce di Maranello.

Divergenza — chi la racconta come
5%Bassa
2 blocchi · posizioni da +0.30 a +0.40
CriticoFavorevole
LATEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana+0.40aligned
Stampa europea continentale+0.30aligned
Stampa latinoamericana+0.40
Voce

Il fine settimana di Franco Colapinto è la storia: il pilota argentino salta le FP1 per decisione regolamentare della squadra, ma punta a confermarsi dopo il successo in Belgio.

Meccanismopersonalizzazione

Concentrando ogni evento sul percorso personale di Colapinto, la copertura trasforma la logistica di routine in una narrazione di sforzo e opportunità individuale.

Omissione

Manca l'analisi dettagliata della prestazione del leader del campionato Kimi Antonelli e della lotta per il titolo, concentrandosi esclusivamente su Colapinto.

PragmatismoDistacco
Stampa europea continentale+0.30
Voce

Kimi Antonelli è la storia: il leader del campionato punta ad allungare il vantaggio dopo la vittoria in Belgio, mentre Hamilton e Leclerc cercano di avvicinarsi.

Meccanismofocalizzazione sul leader

Inquadrando l'intero fine settimana sulle aspirazioni al titolo di Antonelli, la copertura eleva la sua narrazione sopra tutte le altre, marginalizzando l'assenza di Colapinto.

Omissione

Manca qualsiasi menzione dell'assenza di Colapinto dalle FP1 e della sua recente prestazione, concentrandosi esclusivamente sulle dinamiche del campionato tra i piloti di testa.

TrionfoPragmatismo

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venerdì 24 luglio 2026

Ferrari detta legge in Ungheria, Hamilton e Leclerc in cima; Antonelli arranca e la classifica trema

La doppietta delle rosse nelle libere del venerdì riaccende le speranze iridate, mentre il leader del mondiale fatica lontano dal passo gara. Colapinto a muro, tensione post-Mondiale.

La prima giornata sull’asfalto dell’Hungaroring consegna un verdetto che profuma di rivincita: la Ferrari è tornata. Lewis Hamilton e Charles Leclerc hanno monopolizzato la cima della lista tempi in entrambe le sessioni, un dominio scolpito nel pomeriggio dal giro in 1’18’’729 del sette volte campione del mondo, unico, assieme al compagno di squadra, a infrangere il muro dell’1’19’’. Un’intesa tecnica e psicologica che a Maranello mancava da inizio stagione e che ora, proprio alla vigilia della pausa estiva, riapre scenari di classifica fino a ieri considerati blindati.

La sessione mattutina aveva già indicato la strada, con Leclerc capace di stampare un 1’19’’075 nonostante un principio di noie meccaniche nel finale. Alle sue spalle Verstappen e lo stesso Hamilton, in un copione che la seconda libera ha ribaltato ma solo nell’ordine interno alla rossa. Il pomeriggio ha visto il britannico cesellare il giro perfetto al quarto d’ora dalla bandiera a scacchi, approfittando di una pista che, con il passare dei minuti e l’aumentare della gommatura, ha sorriso alle caratteristiche della SF-26. Il monegasco, staccato di un decimo e mezzo, ha confermato un bilanciamento che sui saliscendi magiari esalta la trazione e il carico aerodinamico della rossa, mentre Norris, terzo a mezzo secondo, e Verstappen, quarto a quasi sette decimi, recitavano il ruolo di comprimari. Russell, quinto, ha raccolto i cocci di una Mercedes apparsa spaesata dopo i fasti di inizio campionato.

Il dato più rilevante, per gli uomini di Toto Wolff, è però la tredicesima posizione di Andrea Kimi Antonelli. Il leader del mondiale, che in mattinata aveva ceduto il volante al rookie Vesti, non è riuscito a trovare il passo sul giro secco, preferendo un programma di lavoro orientato alla simulazione di gara. Fuori dalla top ten, il bolognese ha faticato a tenere in pista una W16 che Russell ha definito “terribile” nell’equilibrio. I quindici punti di vantaggio su Hamilton in classifica (204 contro 159, con Mercedes a quota 358 costruttori contro i 285 di una Ferrari seconda) appaiono oggi meno rassicuranti. E se è vero che il passo gara di Antonelli è parso meno disastroso del giro lanciato, la sensazione è che la lotta per il titolo, complice il rush finale di agosto, possa riaprirsi proprio sul tracciato dove il pilota italiano incassò nel 2025 una delle sue rare anonime prestazioni.

A movimentare il venerdì magiaro ci ha pensato anche Franco Colapinto. L’argentino, rimasto ai box nella prima sessione per lasciare il sedile al collaudatore Paul Aron come da regolamento rookie, è stato protagonista di un incidente alla curva 14 nel secondo turno: il posteriore dell’Alpine ha perso aderenza, scaraventando la monoposto contro le barriere e danneggiando vistosamente ala e sospensione. “Giornata corta, auto difficile da guidare con poco carico”, ha commentato il pilota, che ha visto sfumare tempo prezioso. Al di là del cordoglio per il danno, la sua frustrazione è stata amplificata dagli strascichi della finale del Mondiale di calcio, sulla quale Colapinto aveva ironizzato con parole poco lusinghiere verso i tifosi spagnoli – un episodio che ha surriscaldato l’atmosfera del paddock, ma che non ha scalfito il sostegno del team principal Flavio Briatore, apparso sui social con un messaggio di incoraggiamento.

Domani la qualifica si preannuncia decisiva. Le rosse dovranno confermare un passo che, se replicato sulla distanza, può trasformare il passo d’addio alle vacanze in un trampolino per la rimonta. La Mercedes, dal canto suo, sconta un deficit di messa a punto che a Budapest, circuito dove le gerarchie si decidono al sabato, può rivelarsi fatale. Gli occhi sono puntati su Antonelli: nella terra dei magi, il leader dovrà mostrare di saper resistere all’assalto delle frecce di Maranello.

Divergenza — chi la racconta come
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2 blocchi · posizioni da +0.30 a +0.40
CriticoFavorevole
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Il fine settimana di Franco Colapinto è la storia: il pilota argentino salta le FP1 per decisione regolamentare della squadra, ma punta a confermarsi dopo il successo in Belgio.

Meccanismopersonalizzazione

Concentrando ogni evento sul percorso personale di Colapinto, la copertura trasforma la logistica di routine in una narrazione di sforzo e opportunità individuale.

Omissione

Manca l'analisi dettagliata della prestazione del leader del campionato Kimi Antonelli e della lotta per il titolo, concentrandosi esclusivamente su Colapinto.

PragmatismoDistacco
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Kimi Antonelli è la storia: il leader del campionato punta ad allungare il vantaggio dopo la vittoria in Belgio, mentre Hamilton e Leclerc cercano di avvicinarsi.

Meccanismofocalizzazione sul leader

Inquadrando l'intero fine settimana sulle aspirazioni al titolo di Antonelli, la copertura eleva la sua narrazione sopra tutte le altre, marginalizzando l'assenza di Colapinto.

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