
Musk ammette l'eccesso politico con il Doge, mentre coltiva visioni di abbondanza robotica
Dopo il caos del Dipartimento per l'Efficienza, il miliardario guarda all'IA e ai robot, ma i costi umani e le difficoltà tecniche smorzano l'entusiasmo.
L'ammissione di Elon Musk di essersi «lasciato coinvolgere un po' troppo dalla politica» durante la sua direzione del Dipartimento per l'Efficienza Governativa (Doge) segna lo spegnimento ufficioso di un esperimento radicale. Nell'intervista all'Economist, il fondatore di Tesla ha riconosciuto l'eccesso, ha difeso i tagli drastici e i licenziamenti di massa che hanno ridisegnato l'apparato federale americano, dallo smantellamento di USAID all'uscita di oltre 272.000 dipendenti.
Le conseguenze di quelle scelte si misurano ora in vite umane. Un'analisi pubblicata su The Lancet attribuisce agli aiuti di USAID il salvataggio di 92 milioni di persone in due decenni; la sua interruzione, secondo i ricercatori, avrebbe già causato centinaia di migliaia di morti per malattie infettive e malnutrizione, soprattutto tra i bambini. Musk respinge queste cifre come «sciocchezze» e invita a guardare altrove – alla fondazione Gates o ai finanziatori privati – per colmare il vuoto.
Lo stesso slancio visionario che ha alimentato il Doge spinge ora le previsioni sul futuro dell'intelligenza artificiale. Musk descrive un orizzonte in cui, entro cinque anni, i sistemi di IA supereranno l'intelligenza umana complessiva e i robot renderanno il lavoro «opzionale». La sua conclusione filosofica, dopo anni di allarmi, è «vedere il lato positivo»: un'era di abbondanza tale da rendere il denaro irrilevante e richiedere redistribuzioni di reddito su larga scala. Una prospettiva che a Bruxelles si scontra con la cautela regolatoria dell'AI Act, in fase di prima applicazione nell'Unione.
In Europa, l'eco del Doge ha suscitato reazioni contrastanti. In Svezia, il dibattito su una «commissione anti-sprechi» si è arenato di fronte all'esempio americano: «Non abbiamo bisogno di un ministro con la motosega», ha scritto la stampa di Stoccolma, sottolineando come i tagli indiscriminati abbiano prodotto danni sproporzionati. Anche in Italia, le periodiche proposte di spending review restano lontane dal modello muschiano, privilegiando la ricerca di efficienze senza strappi istituzionali.
Sul fronte tecnologico, la costruzione del robot umanoide Optimus sta rivelando difficoltà che lo stesso Musk definisce «il prodotto più difficile da scalare» nella storia di Tesla. La mancanza di una filiera, la complessità della mano umana e i problemi di memoria e logica frenano la produzione di massa, rimandando a un futuro non precisato la promessa di un milione di robot operativi. La prossima scadenza da monitorare è l'udienza della Corte Suprema statunitense sulle numerose cause contro il Doge, che chiarirà i limiti costituzionali dell'esecutivo.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.70 | critical |
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L'amministrazione Musk-Trump ha confessato: si è fatta prendere la mano, ma il danno è fatto. Il futuro dell'AI non cancella i tagli che hanno ucciso centinaia di migliaia di persone.
Le parole dello stesso Musk vengono utilizzate come prova auto-incriminante, trasformando la sua dichiarazione in una condanna giudiziale.
Le potenzialità positive dell'AI e la visione di Musk per il futuro non vengono menzionate.
Musk guarda avanti: l'AI e Marte sono il futuro, mentre la politica è solo un capitolo chiuso. Le critiche passano in secondo piano di fronte all'abbondanza imminente.
Il futuro viene presentato come inevitabile e positivo, spostando l'attenzione dalle controversie attuali verso orizzonti lontani.
Le conseguenze negative dei tagli DOGE e le critiche alla gestione di Musk vengono tralasciate.
La Svezia non ha bisogno di un Doge: un governo che non spreca non richiede motoseghe. Musk ha causato danni inutili, ma il modello svedese è diverso.
Il caso americano viene relativizzato attraverso il confronto con la situazione svedese, ridimensionando la portata del modello Musk.
La visione ottimistica di Musk sull'AI e il futuro non viene affrontata.
L'AI è qui e non possiamo fermarla: meglio godersela. Musk ci porta verso un futuro di abbondanza, le paure sono infondate.
I rischi dell'AI vengono normalizzati presentandoli come parte di un progresso inevitabile e benefico, con una retorica rassicurante.
Le critiche e le accuse di danni causati da DOGE vengono omesse.
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