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Scienza e Salutevenerdì 24 luglio 2026

Ebola avanza in Congo, parte la sperimentazione umana del vaccino; intanto l’India approva il primo vaccino contro la dengue

Il ceppo Bundibugyo causa un’epidemia senza precedenti per velocità, mentre Oxford testa un candidato vaccinale su volontari e Nuova Delhi autorizza Qdenga tra interrogativi sull’efficacia contro i sierotipi circolanti.

Con oltre 2.900 casi e quasi 1.300 morti aggiornati al 22 luglio, l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha raggiunto la soglia dei mille decessi in appena due mesi, un ritmo tre volte più rapido di quello registrato durante la devastante epidemia in Africa occidentale del 2014-2016. L’attuale focolaio, dichiarato il 15 maggio e concentrato nelle province orientali dell’Ituri e del Nord Kivu, è causato dal raro ceppo Bundibugyo, per il quale non esistono vaccini o terapie approvati. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il rischio di diffusione regionale resta alto, anche a causa dei conflitti armati e degli sfollamenti che ostacolano il tracciamento dei contatti, coperto solo nel 77% dei casi contro il 95% ritenuto necessario per spezzare la catena di trasmissione.

Proprio la mancanza di strumenti specifici ha impresso una forte accelerazione alla ricerca: presso l’Università di Oxford è partita la prima sperimentazione clinica sull’uomo del vaccino ChAdOx1 BDBV, basato sulla stessa piattaforma a vettore adenovirale del vaccino anti-Covid di Oxford/AstraZeneca. Lo studio di Fase I, condotto su volontari adulti sani, valuterà sicurezza e immunogenicità del candidato, prodotto in tempi record dal Serum Institute of India, che ha già accumulato circa 620.000 dosi. Il programma, sostenuto dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) con 8,6 milioni di dollari, ha portato il candidato dal concept alla clinica in sole otto settimane, un traguardo che i ricercatori attribuiscono a una collaborazione internazionale senza precedenti.

Sul fronte di altre malattie trasmesse da vettori, l’India ha nel frattempo autorizzato Qdenga, il vaccino tetravalente di Takeda contro la dengue, primo nella storia del Paese ad ottenere il via libera regolatorio. Il prodotto, già approvato in oltre quaranta nazioni e prequalificato dall’OMS, può essere somministrato senza screening per infezione pregressa, a differenza del predecessore Dengvaxia. Tuttavia, permangono incertezze sull’efficacia verso i sierotipi DENV-3 e DENV-4 in soggetti mai esposti al virus, proprio mentre la prevalenza di DENV-3 è in crescita nel subcontinente. Il regime a due dosi a distanza di tre mesi solleva inoltre interrogativi sulla protezione durante la stagione dei monsoni, specie tra i lavoratori migranti più difficili da raggiungere con il richiamo.

Entrambi gli sviluppi riflettono una fase di intensa mobilitazione globale contro le malattie infettive emergenti. Per l’epidemia congolese, il prossimo snodo sarà la disponibilità dei dati preliminari di sicurezza e immunogenicità del vaccino ChAdOx1 BDBV, attesi nei mesi a venire. Per quanto riguarda Qdenga, l’attenzione è rivolta alla negoziazione del prezzo da parte del governo indiano, determinante per garantire l’accesso alle popolazioni urbane più vulnerabili.

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venerdì 24 luglio 2026

Ebola avanza in Congo, parte la sperimentazione umana del vaccino; intanto l’India approva il primo vaccino contro la dengue

Il ceppo Bundibugyo causa un’epidemia senza precedenti per velocità, mentre Oxford testa un candidato vaccinale su volontari e Nuova Delhi autorizza Qdenga tra interrogativi sull’efficacia contro i sierotipi circolanti.

Con oltre 2.900 casi e quasi 1.300 morti aggiornati al 22 luglio, l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha raggiunto la soglia dei mille decessi in appena due mesi, un ritmo tre volte più rapido di quello registrato durante la devastante epidemia in Africa occidentale del 2014-2016. L’attuale focolaio, dichiarato il 15 maggio e concentrato nelle province orientali dell’Ituri e del Nord Kivu, è causato dal raro ceppo Bundibugyo, per il quale non esistono vaccini o terapie approvati. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il rischio di diffusione regionale resta alto, anche a causa dei conflitti armati e degli sfollamenti che ostacolano il tracciamento dei contatti, coperto solo nel 77% dei casi contro il 95% ritenuto necessario per spezzare la catena di trasmissione.

Proprio la mancanza di strumenti specifici ha impresso una forte accelerazione alla ricerca: presso l’Università di Oxford è partita la prima sperimentazione clinica sull’uomo del vaccino ChAdOx1 BDBV, basato sulla stessa piattaforma a vettore adenovirale del vaccino anti-Covid di Oxford/AstraZeneca. Lo studio di Fase I, condotto su volontari adulti sani, valuterà sicurezza e immunogenicità del candidato, prodotto in tempi record dal Serum Institute of India, che ha già accumulato circa 620.000 dosi. Il programma, sostenuto dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) con 8,6 milioni di dollari, ha portato il candidato dal concept alla clinica in sole otto settimane, un traguardo che i ricercatori attribuiscono a una collaborazione internazionale senza precedenti.

Sul fronte di altre malattie trasmesse da vettori, l’India ha nel frattempo autorizzato Qdenga, il vaccino tetravalente di Takeda contro la dengue, primo nella storia del Paese ad ottenere il via libera regolatorio. Il prodotto, già approvato in oltre quaranta nazioni e prequalificato dall’OMS, può essere somministrato senza screening per infezione pregressa, a differenza del predecessore Dengvaxia. Tuttavia, permangono incertezze sull’efficacia verso i sierotipi DENV-3 e DENV-4 in soggetti mai esposti al virus, proprio mentre la prevalenza di DENV-3 è in crescita nel subcontinente. Il regime a due dosi a distanza di tre mesi solleva inoltre interrogativi sulla protezione durante la stagione dei monsoni, specie tra i lavoratori migranti più difficili da raggiungere con il richiamo.

Entrambi gli sviluppi riflettono una fase di intensa mobilitazione globale contro le malattie infettive emergenti. Per l’epidemia congolese, il prossimo snodo sarà la disponibilità dei dati preliminari di sicurezza e immunogenicità del vaccino ChAdOx1 BDBV, attesi nei mesi a venire. Per quanto riguarda Qdenga, l’attenzione è rivolta alla negoziazione del prezzo da parte del governo indiano, determinante per garantire l’accesso alle popolazioni urbane più vulnerabili.

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