
Stati Uniti: 2.318 casi di morbillo in sette mesi, record da 35 anni
Il crollo delle coperture vaccinali e la sfiducia nelle autorità sanitarie alimentano focolai che minacciano lo status di eliminazione raggiunto nel 2000.
Nel 2026 gli Stati Uniti hanno già registrato 2.318 casi confermati di morbillo in soli sette mesi, superando il totale dell’intero 2025 (2.289) e segnando il picco più alto dal 1991, quando il virus aveva colpito quasi diecimila persone. Un traguardo amaro per un Paese che nel 2000 aveva dichiarato eliminata la malattia grazie alle vaccinazioni di massa, e che ora vede incrinarsi quel primato sanitario.
Dietro la recrudescenza c’è un progressivo calo delle coperture vaccinali: solo il 92,5% dei bambini in età scolare risulta immunizzato, ben al di sotto della soglia del 95% necessaria per l’immunità di gregge. La diffidenza verso i vaccini, alimentata anche dalle posizioni ambigue del segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., ha eroso la fiducia nelle istituzioni. Kennedy, noto scettico, ha promosso rimedi non provati, ridimensionato gli organi consultivi federali e congelato i finanziamenti ai dipartimenti locali. Secondo i dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) di Atlanta, oltre il 93% dei contagiati non era vaccinato o aveva uno stato vaccinale sconosciuto.
L’impatto è pesante soprattutto sui minori: la metà delle infezioni riguarda bambini e ragazzi tra 5 e 19 anni, e un quinto i bambini sotto i cinque anni. Nel 2026 si contano già più di 150 ricoveri (quasi quattrocento se si somma l’anno precedente), e nel 2025 si erano verificati tre decessi, tra cui due bambine. Focolai estesi sono attivi in South Carolina, Utah, Arizona, Texas e Virginia, con conteggi ufficiali che gli epidemiologi statali ritengono sottostimati anche di tre o quattro volte a causa della mancata notifica di molti casi lievi.
La trasmissione ininterrotta da oltre dodici mesi in Stati come lo Utah mette a rischio lo status di eliminazione: a novembre l’Organizzazione Panamericana della Sanità deciderà se gli Stati Uniti hanno perso il traguardo del 2000, come già accaduto al Canada. Mentre i pediatri e gli infettivologi americani parlano di un fallimento evitabile della sanità pubblica, l’Europa osserva con preoccupazione: il morbillo resta endemico in diverse aree continentali e le coperture vaccinali sotto il 95% aprono varchi al contagio, nonostante in Italia il vaccino trivalente sia gratuito e raccomandato dal Servizio sanitario nazionale.
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