
Un codice del III secolo a.C. in tour promozionale: così Nolan ha riletto l’Odissea
Mentre il film divide la critica tra fedeltà e reinvenzione, il più antico esemplare dell’Odissea esce dalla biblioteca per il junket e gli ascolti Spotify esplodono tra i giovani.
Un codice di pergamena risalente al III secolo a.C., racchiuso tra due lastre di vetro per preservarlo dall’umidità, ha lasciato per qualche giorno la John Rylands Library di Manchester per finire sotto i riflettori dei junket hollywoodiani. Le sue pagine, vergate da uno scriba egiziano con numeri di libro ancora visibili — e corrette da un secondo lettore antico — contengono frammenti dei libri XII-XV e XVIII-XXIV dell’Odissea, proprio quelli che narrano il ritorno di Ulisse a Itaca. Accanto a Matt Damon e Anne Hathaway, il più antico testimone del poema omerico in forma di codice è diventato un muto protagonista della promozione, prima di tornare nella sua teca a Manchester.
L’Odissea firmata Christopher Nolan, uscita nelle sale di tutto il mondo il 17 luglio 2026, trasforma l’astuto eroe omerico nel tipico protagonista nolaniano: un uomo tormentato, prigioniero dei sensi di colpa, emotivamente piatto e scettico verso il sovrannaturale. Nel suo viaggio decennale verso casa — un percorso di elaborazione del trauma più che di avventure mitiche — Calipso diventa una sorta di terapeuta e Atena un’amica immaginaria. Il cast stellare (Damon, Hathaway, Tom Holland, Zendaya, Robert Pattinson) incarna una Odissea demitizzata, dove le armature dei Lestrigoni richiamano vecchi costumi di Batman e le magie di Circe si riducono a un decadente stufato medievale.
La fedeltà a Omero è il terreno di scontro. In Italia, diverse voci critiche hanno accolto l’operazione con scetticismo: il film, secondo questa prospettiva, sacrifica la dimensione mitica a uno «spieghino pseudo-antropologico», riducendo il poema a un polpettone non privo di sequenze imbarazzanti. Oltreoceano, invece, l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha tributato standing ovation durante le proiezioni riservate ai suoi membri a Los Angeles, New York e Londra, con commenti anonimi che parlano di «regista definitivo del nostro tempo» e profetizzano Oscar per l’interpretazione di Damon. In Europa, i puristi della tradizione classica si interrogano sul senso di spogliare la storia più antica del suo incanto divino, mentre negli Stati Uniti il film si inserisce nella scia dei blockbuster autoriali nolaniani, già consacrata da Oppenheimer.
L’effetto più tangibile, tuttavia, è la rinascita del testo originale. Secondo i dati di Circana BookScan, nel mercato statunitense le vendite di copie fisiche dell’Odissea sono aumentate del 76% in tutte le edizioni; su Spotify, gli streaming degli audiolibri sono balzati del 500% il giorno dell’uscita del film, con un ascolto cumulativo che supera i 43 anni di riproduzione continua. Il 36% degli ascoltatori appartiene alla Generazione Z e il 45% ai Millennial: un pubblico giovane, prevalentemente maschile (63%), che probabilmente non aveva mai aperto Omero. Un fenomeno che gli editori europei osservano con attenzione, mentre il kolossal di Nolan — costato 250 milioni di dollari — ne incassa oltre 320 nel primo fine settimana globale.
Mentre il codice di Manchester riposa di nuovo nella sua biblioteca, e le sale continuano a proiettare le tre ore del film, l’Odissea si conferma specchio di ogni epoca. Oggi, il ritorno a casa di Ulisse passa per algoritmi e audiocuffie, dove i racconti di Poseidone e delle Sirene risuonano con la voce di nuovi ospiti digitali, in attesa della prossima metamorfosi.
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
| Stampa russa e CSI | +0.80 | aligned |
| Stampa israeliana | +0.10 | neutral |
We continental Europeans greet Nolan's Odyssey with ambivalence: we admire its visual power but doubt its Homeric fidelity. The debate is open, between those who applaud the audacity and those who frown.
Continental European press builds plausibility by alternating criticism and admiration, thus balancing overall judgment. The use of terms like 'cringe' lowers the film's solemnity, while referencing the fidelity debate places it in a cultural frame.
It does not mention the enthusiasm of Oscar voters or the display of the ancient codex, central in other blocs.
Noi atlantici vediamo l'Odissea di Nolan come l'ennesimo autoritratto del regista, più che un adattamento dell'epica greca. Lodiamo la maestria tecnica ma restiamo scettici sulla sua capacità di catturare lo spirito di Omero.
L'analisi atlantica rende plausibile la sua posizione interpretando il film come una proiezione delle ossessioni di Nolan, usando il confronto con le sue opere precedenti. Ciò sposta il criterio di giudizio dalla fedeltà all'autorialità.
Non fa cenno all'antico codice in mostra né all'impatto commerciale sulle vendite del libro di Omero.
We Russians celebrate Nolan's Odyssey as an absolute masterpiece, superior to Oppenheimer. Academy members are delighted, and the film is destined to triumph at the Oscars. It is the director's crowning achievement.
Russian press builds plausibility through anonymous testimony from Academy members, creating an effect of truth and consensus. The emphasis on surpassing Oppenheimer establishes a hierarchy of success.
It silences the European criticisms regarding fidelity to Homer and the historical presence of the codex.
We Israelis look at Nolan's Odyssey with historical interest: the ancient codex on display is a bridge between past and present. We focus on the unique piece, not on the film itself.
Israeli press makes its antiquarian perspective plausible by focusing on the material object (the codex) as a bridge between eras, avoiding judgment of the film. This creates a critical distance that appears objective.
It does not report discussions on the film's fidelity or the enthusiasm of Academy members.
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