
Rosalía, un video e l’orgoglio argentino: la tournée tra fischi e disdette
La condivisione di un video considerato offensivo scatena una tempesta di reazioni, tra biglietti restituiti e omaggi cancellati, mentre la popstar spagnola prova a ricucire con le scuse.
La sera del 23 luglio, sull'account Instagram del Museo Metropolitano de Arte Urbano di Córdoba compare un avviso: «Per ragioni estranee all'organizzazione e a tutela degli artisti, l'evento Rosalía en Concierto - Ensamble Sinfónico è cancellato». Nessuna musica, nessun tributo: gli orchestrali avevano già provato per mesi, ma la produzione aveva ricevuto «messaggi d'odio» legati a una polemica che in poche ore ha travolto la popstar catalana e il suo pubblico argentino, a una manciata di giorni dai quattro concerti in programma al Movistar Arena di Buenos Aires.
Tutto ha inizio con un gesto digitale: il repost su TikTok di un breve filmato dell'ex attrice Mia Khalifa che, sulle note di "La Perla", recitava «Come suona la vita ora che le perle sono state sconfitte». In Spagna, "perla" è un insulto colloquiale per indicare una persona inaffidabile; in Argentina, dopo la sconfitta per 1-0 contro la Spagna nella finale dei Mondiali 2026, quel video è stato interpretato come una provocazione diretta. Rosalía ha subito cancellato il post e chiesto scusa: «Ho condiviso perché c'era la mia canzone, non ho letto il testo. Solo amore per l'Argentina», ha scritto in una storia di Instagram accanto a una bandiera albiceleste. Ma la macchina dell'indignazione era già in moto.
Per un paese che ha fatto del calcio un tratto identitario quasi religioso, la sconfitta mondiale ha acceso focolai emotivi. La figura di Khalifa – ex attrice pornografica diventata influencer polemica – aveva già alimentato durante il torneo una narrazione «antiargentina» fatta di frecciate a Messi e accuse di giochi sporchi. Quando Rosalía, artista amatissima e attesa come un'icona pop globale, ha condiviso quel contenuto, molti fan hanno vissuto il gesto come un tradimento. La vicenda segna un cortocircuito tra la dimensione globale del pop e le fedeltà locali, dove un semplice tap su uno schermo può scatenare una tempesta identitaria. Rosalía, che in Argentina ha costruito un rapporto speciale – i suoi brani mescolano flamenco e ritmi urbani, e i biglietti per il Lux Tour erano andati esauriti in poche ore – si è trovata al centro di una bufera che sfugge alle logiche della promozione musicale.
La polemica ha oltrepassato i social network, generando conseguenze concrete. Un servizio di trasporto dalla periferia bonariense ha annunciato la cancellazione dei pullman per «tutte le date». I reclami per il rimborso dei biglietti sono cresciuti, ma la piattaforma del Movistar Arena ha ricordato che le condizioni di acquisto consentono la restituzione solo entro dieci giorni dalla transazione, non in prossimità dello spettacolo – un dettaglio che ha sollevato un dibattito sulla protezione dei consumatori negli acquisti online. Mentre alcuni personaggi pubblici, come il musicista Gastón Sardelli degli Airbag, giudicavano le polemiche una «sovrareazione», altri, come il conduttore Ángel de Brito, chiedevano apertamente la cancellazione dei concerti. Un tentativo di mediazione su X tra tifosi spagnoli e argentini è degenerato in insulti.
Le quattro date di agosto restano confermate, senza comunicati ufficiali che annuncino variazioni. Eppure, l'immagine che persiste è quella di un'assenza: la platea sinfonica di Córdoba silenziosa, e lo sguardo dei fan diviso tra la voglia di festeggiare un'artista camaleontica e il peso di un orgoglio nazionale che, nel calcio come nella musica, non ammette ambiguità.
| Stampa latinoamericana | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
La stampa latinoamericana presenta la vicenda come un affronto nazionale: Rosalía ha condiviso un video offensivo dopo la sconfitta dell'Argentina ai Mondiali, scatenando una reazione furiosa. I media argentini danno voce alla delusione e alla rabbia dei fan, evidenziando le conseguenze pratiche come la cancellazione di trasferte e omaggi, e sottolineando che la cantante si è scusata ma il danno è fatto.
Rosalía ha commesso un errore in un video, ma la reazione argentina sembra sproporzionata; i suoi concerti restano in programma.
La cronaca si mantiene imparziale e ridimensiona la portata dell’evento, contrapponendo i fatti concreti (concerti confermati) all’emotività della risposta.
Non vengono approfonditi i dettagli del contenuto del video né il contesto della rivalità calcistica, riducendo la polemica a un semplice incidente.
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