
YPF cede la maggioranza upstream a Eni e XRG per blindare il GNL argentino
L’accordo assegna agli italiani e agli emiratini il 64% della società veicolo che alimenterà l’impianto di liquefazione, avvicinando la decisione finale d’investimento.
L’annuncio congiunto di YPF, Eni e XRG ridisegna la governance del progetto Argentina LNG: la compagnia di Stato argentina ha venduto a ciascuno dei due partner internazionali una quota del 32% nella società veicolo UPCO ARLNG I S.A.U., trattenendo il 36% residuo. L’operazione, soggetta all’approvazione regolatoria della cessione delle aree, trasferisce di fatto il controllo di maggioranza del segmento upstream a soggetti esteri, con l’obiettivo di ancorare il finanziamento dell’intera filiera e accelerare la decisione finale d’investimento attesa per il secondo semestre del 2026.
La società sarà titolare di cinque blocchi non convenzionali nel bacino di Vaca Muerta – Meseta Buena Esperanza I e II, Aguada Villanueva Norte, Las Tacanas I e II – che YPF aveva consolidato al 100% appena il 30 aprile scorso rilevando da Pluspetrol la metà delle partecipazioni tramite uno scambio di asset. I giacimenti alimenteranno in via esclusiva due unità galleggianti di liquefazione (FLNG) da 6 milioni di tonnellate annue ciascuna, per una capacità iniziale di 12 MTPA espandibile a 18, da installare sulla costa di Sierra Grande, nella provincia di Río Negro. L’intesa segue l’accordo di sviluppo congiunto per il downstream già siglato a febbraio 2026 e completa l’architettura integrata del consorzio.
Dal punto di vista italiano ed europeo, l’ingresso di Eni nell’upstream argentino consente al gruppo di presidiare l’intera catena del valore, dalla produzione di gas non convenzionale alla fornitura di GNL ai clienti internazionali. In un contesto di riorganizzazione dei flussi energetici globali dopo le tensioni in Medio Oriente, il progetto offre una fonte di approvvigionamento lontana da aree di conflitto e potenzialmente complementare alle rotte atlantiche e mediterranee. Per XRG, braccio internazionale di ADNOC, l’operazione rappresenta un tassello della strategia di costruzione di una piattaforma globale del gas che punta a 20-25 MTPA di capacità GNL entro il 2035, con un’esposizione diretta su una delle riserve di shale gas più ricche al mondo.
Per Buenos Aires la posta in gioco è la trasformazione di Vaca Muerta in un motore di esportazioni stabili, con stime che indicano ricavi potenziali tra 20 e 25 miliardi di dollari l’anno a regime. L’amministrazione Milei conta sull’afflusso di valuta forte per rafforzare le riserve e consolidare la credibilità monetaria. Il prossimo passaggio concreto sarà il via libera dell’autorità competente al trasferimento delle concessioni, seguito dall’avanzamento dell’ingegneria di base e dalla preparazione del pacchetto finanziario in vista della FID del 2026.
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YPF ha siglato un'alleanza strategica con Eni e XRG per sviluppare il segmento upstream del progetto Argentina LNG, gettando solide basi per le ambizioni di esportazione di gas del paese. La vendita di quote di minoranza in blocchi chiave di Vaca Muerta viene presentata come un passo decisivo per garantire finanziamenti e trasformare le risorse naturali in miliardi di dollari di entrate annuali. La narrazione celebra l'emergere dell'Argentina come attore energetico globale.
XRG, il braccio di investimento internazionale di ADNOC, ha acquisito una quota del 32% in blocchi upstream che alimenteranno il progetto Argentina LNG, portando avanti la sua strategia di costruire una piattaforma globale resiliente per gas e GNL. L'operazione, insieme a Eni, garantisce una fonte di approvvigionamento a lungo termine e posiziona l'azienda come partner chiave nello sviluppo energetico argentino. L'inquadramento è pragmatico, con enfasi sulla diversificazione del portafoglio e sulla crescita strategica.
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