
Trump rilancia la candidatura mondiale degli USA, ma senza Messico e Canada
Al ricevimento FIFA a New York il presidente propone un’edizione solitaria per il 2038, evoca un’ipotesi con la Cina e rivela il proprio intervento sul caso Balogun.
A due giorni dalla finale di East Rutherford, il presidente statunitense Donald Trump ha chiesto a Gianni Infantino di assegnare nuovamente agli Stati Uniti l’organizzazione di un campionato del mondo maschile, questa volta escludendo gli attuali co-organizzatori. «Scegliete di nuovo gli Stati Uniti d’America. Questa volta lasceremo fuori Canada e Messico», ha dichiarato durante un ricevimento alla Trump Tower, secondo quanto riportato da fonti presenti. La proposta, avanzata in un contesto di reciproci elogi con il presidente della FIFA, si inserisce in un quadro in cui l’amministrazione statunitense rivendica il successo commerciale e organizzativo del torneo in corso, definito da Infantino «il sogno americano diventato realtà».
La prospettiva di Washington, così come emerge dalle parole del presidente, è quella di capitalizzare l’esperienza del 2026 per consolidare una candidatura in solitaria, rompendo l’alleanza nordamericana che aveva portato a 78 partite su 104 disputate negli USA. Trump ha inoltre rivelato che Infantino gli avrebbe prospettato un’eventuale co-organizzazione con la Cina, liquidata con ironia come un’occasione per «voli brevi tra una partita e l’altra». Nell’ottica della FIFA, il riferimento a Pechino, per quanto informale, segnala la volontà di mantenere aperti canali con tutte le grandi potenze economiche, in un momento in cui il processo di assegnazione delle edizioni future è già rigidamente scandito: il 2030 andrà a Spagna, Portogallo e Marocco (con gare inaugurali in Sudamerica), mentre il 2034 è stato attribuito all’Arabia Saudita.
Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, la mossa di Trump ha implicazioni indirette ma significative. Secondo analisti di Bruxelles, l’eventuale candidatura statunitense per il 2038 – l’edizione più vicina ancora aperta – ridurrebbe ulteriormente gli spazi per un ritorno del torneo nel Vecchio Continente, già escluso dalle rotazioni fino al 2042 in base alle regole attuali. La norma che impedisce a una confederazione di ospitare due edizioni consecutive rende eleggibili per il 2038 solo il Nord America e l’Oceania, aprendo la strada a una competizione che potrebbe coinvolgere anche Australia o Nuova Zelanda. In questo scenario, la dichiarazione di Trump assume i contorni di un avvio informale della campagna, con l’obiettivo di blindare una decisione che la FIFA dovrà prendere con anni di anticipo.
Sullo sfondo, il presidente ha confermato di aver contattato personalmente Infantino per chiedere la revoca della squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun, espulso negli ottavi di finale contro la Bosnia-Erzegovina. La FIFA ha successivamente sospeso la giornata di stop, una decisione definita «eccezionale» da osservatori del calcio internazionale e che ha attirato critiche in diverse capitali. Il dossier della governance FIFA torna così al centro del dibattito, mentre domenica Trump assisterà alla finale tra Argentina e Spagna e consegnerà il trofeo. La partita per il 2038, invece, è appena cominciata.
| Stampa latinoamericana | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
L'America Latina denuncia l'esclusione di Messico e Canada come un atto di arroganza statunitense.
Enfatizzando l'esclusione di Messico e Canada, si appella all'identità regionale e al senso di offesa.
Omette il riferimento a una possibile coppa congiunta con la Cina, presente in altri blocchi.
L'Iran guarda con scetticismo alla proposta di Trump, vedendola come un altro segno dell'egemonia statunitense.
Riportando la proposta senza commenti diretti ma in un contesto di altre notizie critiche, insinua la natura unilaterale dell'azione.
Non menziona il suggerimento di una coppa congiunta con la Cina, presente in altri blocchi.
L'Europa analizza la proposta di Trump come una mossa politica che potrebbe destabilizzare la cooperazione internazionale nel calcio.
Contestualizzando la proposta nella geopolitica del calcio, la presenta come un rischio per la governance globale dello sport.
Non menziona la possibilità di una coppa congiunta con la Cina, che appare nella stampa del sud-est asiatico.
Il Sud-est asiatico prende la proposta di Trump con umorismo, evidenziandone la natura informale e poco seria.
Sottolineando il tono scherzoso di Trump, minimizza la serietà della proposta ed evita un'analisi approfondita.
Omette qualsiasi reazione critica dall'America Latina o analisi geopolitica, concentrandosi solo sull'aspetto leggero.
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