
L’ultima danza di Deschamps finisce 6-4: «Dovevamo darti un finale migliore»
La sconfitta con l’Inghilterra nella finale per il terzo posto del Mondiale 2026 chiude l’era del ct campione del mondo, tra il rimpianto di Mbappé e l’ombra di Zidane.
L’ultima partita di Didier Deschamps sulla panchina della Francia si è conclusa con una sconfitta per 6-4 contro l’Inghilterra nella finale per il terzo posto del Mondiale 2026, disputata all’Hard Rock Stadium di Miami. Un addio amaro per il tecnico che in quattordici anni ha riportato i Bleus sul tetto del mondo, ma che lascia dopo un torneo chiuso ai piedi del podio, lontano dalla terza finale consecutiva sfumata in semifinale contro la Spagna.
La partita ha raccontato due volti opposti della squadra: un primo tempo disastroso, chiuso sotto 4-0 con tripletta di Bukayo Saka e reti di Declan Rice ed Ezri Konsa, e una ripresa di orgoglio in cui la Francia ha sfiorato l’impossibile rimonta, portandosi sul 4-3 grazie alla doppietta di Kylian Mbappé e ai gol di Bradley Barcola e Ousmane Dembélé. Ma i rigori di Saka e il sigillo finale di Jude Bellingham hanno spento ogni speranza, fissando il punteggio sul 6-4 e consegnando all’Inghilterra il terzo posto, il suo miglior risultato dal 1966.
Prima del fischio d’inizio, il capitano Mbappé aveva affidato ai social un messaggio di addio carico di gratitudine e rimpianto: «Oggi è la tua ultima danza. Tu che ci hai dato tanto. Avremmo dovuto offrirti un finale migliore, ma abbiamo fallito». Parole che, secondo gli osservatori francesi, riflettono un sentimento diffuso nello spogliatoio, consapevole di non aver onorato fino in fondo il percorso del selezionatore. Lo stesso Mbappé, capocannoniere del torneo con dieci reti, ha poi ammesso: «Nel primo tempo abbiamo dato l’impressione di averlo deluso. Non era quello che volevamo».
Deschamps lascia un’eredità imponente: campione del mondo da giocatore nel 1998 e da allenatore nel 2018, è il terzo uomo dopo Zagallo e Beckenbauer a riuscire nell’impresa. Sotto la sua guida, la Francia ha vinto anche la Nations League 2021, ha raggiunto la finale dell’Europeo 2016 e quella del Mondiale 2022, persa ai rigori contro l’Argentina. In quattordici anni ha plasmato una squadra solida, spesso criticata per un calcio poco spettacolare ma capace di una regolarità ai vertici che ha pochi eguali nel panorama internazionale. «Questa partita non macchierà la leggenda di Didier Deschamps», ha dichiarato Mbappé, sintetizzando il pensiero di molti.
La successione appare già delineata: secondo la stampa francese, Zinedine Zidane firmerà il contratto il primo settembre, raccogliendo un gruppo di talento straordinario ma con la necessità di rinnovare un ciclo. Per la Francia si chiude un’era, mentre l’Italia osserva da lontano, ancora alle prese con la ricostruzione dopo le delusioni recenti, e l’Europa del calcio si prepara a un nuovo capitolo della rivalità tra le grandi nazionali.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
| Stampa europea continentale | +0.20 | neutral |
Il tributo è un riconoscimento misurato dell'eredità di Deschamps, concentrandosi sui fatti del suo mandato e sul rammarico della squadra.
Presentando il tributo come una semplice notizia con citazioni dirette, il report stabilisce credibilità attraverso una cronaca fattuale.
Il blocco atlantica omette la critica di Mbappé al pubblico per non aver apprezzato la grandezza di Deschamps.
A Deschamps non è stato dato il finale che meritava, e la mancanza di apprezzamento del pubblico è una vergogna.
Amplificando il linguaggio emotivo del rammarico e del fallimento, la narrazione crea un senso di ingiustizia e simpatia per Deschamps.
L'ultima partita di Deschamps è un momento per celebrare il suo immenso contributo al calcio francese.
Inquadrando il tributo come un 'bellissimo omaggio' e concentrandosi sull'eredità di Deschamps, il report posiziona l'evento come una celebrazione piuttosto che un fallimento.
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