
Magdeburgo, ergastolo per l’attentatore del mercatino: «Colpevolezza eccezionale»
Il tribunale ha riconosciuto la particolare gravità della colpa, escludendo di fatto la liberazione anticipata dopo quindici anni e riservandosi la custodia di sicurezza.
Il Landgericht di Magdeburgo ha condannato venerdì al carcere a vita Taleb Jawad al‑Abdulmohsen, il medico psichiatra saudita che il 20 dicembre 2024 lanciò un SUV BMW a noleggio sulla folla del mercatino natalizio della città, uccidendo sei persone e ferendone oltre trecento. I giudici hanno riconosciuto la «particolare gravità della colpa» (besondere Schwere der Schuld), un istituto che nel sistema penale tedesco rende estremamente improbabile la scarcerazione dopo il periodo minimo di quindici anni, e hanno disposto il riesame della custodia di sicurezza al termine della pena, accogliendo solo in parte la richiesta della procura generale che la pretendeva immediata.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’attacco – durato appena un minuto e quattro secondi – fu pianificato per settimane e condotto senza complici. La procura generale della Sassonia‑Anhalt ha escluso un movente ideologico strutturato, descrivendo l’imputato come mosso da «motivazioni esclusivamente personali»: una miscela di frustrazione per una causa civile persa contro un’associazione laica di aiuto ai rifugiati, il fallimento di diversi esposti penali e un bisogno patologico di attenzione. Un perito psichiatrico ha diagnosticato un disturbo narcisistico di personalità, pur riconoscendo la piena imputabilità. La difesa, pur non contestando la responsabilità materiale, ha negato la volontarietà dell’investimento e si è opposta alla custodia di sicurezza, mentre le oltre duecento parti civili, assistite da una quarantina di avvocati, hanno sostenuto la richiesta della pena massima.
La sentenza arriva dopo un processo-fiume ospitato in un’aula temporanea costruita per l’occasione, segnato da interruzioni tecniche, da uno sciopero della fame dell’imputato e da sue dichiarazioni spesso confuse, intrise di teorie del complotto. Al‑Abdulmohsen, giunto in Germania nel 2006 e riconosciuto rifugiato politico nel 2016, si era costruito un profilo pubblico di attivista anti‑islamico e simpatizzante dell’estrema destra, esprimendo sostegno ad Alternative für Deutschland e descrivendosi come difensore dei diritti delle donne saudite. Le autorità tedesche, che pure avevano ricevuto nel 2023 una segnalazione da Riad giudicata però troppo vaga, lo hanno definito un attentatore «atipico», non inquadrabile nelle categorie del terrorismo jihadista che aveva già colpito i mercatini di Berlino nel 2016.
L’attentato, consumatosi a poche settimane dalle elezioni federali del febbraio 2025, ha riacceso con forza il dibattito sull’immigrazione e sulla sicurezza interna, fornendo argomenti alle forze politiche che chiedevano un giro di vite. Parallelamente, una commissione parlamentare d’inchiesta del Land ha documentato gravi carenze nella protezione del mercatino: varchi aperti, frammentazione delle informazioni tra le agenzie di sicurezza e una gestione orientata al contenimento dei costi. Il rapporto ha inoltre criticato l’ordine dei medici e la clinica psichiatrica di Bernburg dove l’uomo lavorava, per non averne valutato adeguatamente l’idoneità professionale nonostante i segnali di allarme. Il verdetto non è ancora passato in giudicato: la difesa può presentare appello, e la decisione definitiva sulla custodia di sicurezza sarà riesaminata solo al termine della detenzione.
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