
Londra vieta gli energy drink ai minori di 16 anni: multe fino a 2.500 sterline
La proposta del governo laburista, attesa per aprile 2027, segue i divieti già in vigore in sei Paesi UE e accende il dibattito anche in Italia, dove i consumi tra i giovani sono in crescita.
Il governo britannico ha presentato una proposta di legge per vietare in Inghilterra la vendita di bevande energetiche ad alto contenuto di caffeina ai minori di 16 anni. Il divieto, che dovrà ricevere l’approvazione del Parlamento, riguarderà tutte le bevande con più di 150 milligrammi di caffeina per litro – esclusi tè e caffè – e si applicherà a negozi, ristoranti, distributori automatici e piattaforme online. Per i venditori che non rispetteranno le nuove regole sono previste sanzioni fino a 2.500 sterline. L’entrata in vigore è fissata ad aprile 2027.
Secondo i dati diffusi dal governo di Londra, circa centomila minorenni inglesi consumano quotidianamente energy drink, con una diffusione maggiore nelle aree e nelle famiglie più svantaggiate. La ministra della Sanità pubblica Sharon Hodgson ha motivato la misura affermando che «le prove sono chiare: possono causare ansia, incidere sul sonno e sulla concentrazione e avere un impatto negativo sull’istruzione». L’esecutivo laburista inserisce questa iniziativa in un quadro più ampio di tutela dei minori, che comprende anche proposte per limitare l’uso dei social sotto i 16 anni e un “coprifuoco” notturno sulle piattaforme per gli adolescenti tra i 16 e i 17 anni.
L’associazione britannica delle bevande analcoliche ha criticato il provvedimento, definendolo «non necessario» e ricordando che dal 2010 i propri membri si sono impegnati a non commercializzare né promuovere energy drink presso i minori di 16 anni, oltre ad apporre già in etichetta le avvertenze previste. Di segno opposto la reazione di organizzazioni come l’Obesity Health Alliance, la cui direttrice Katharine Jenner ha parlato di una misura «di buon senso» per proteggere la salute dei più giovani. Il divieto inglese si allinea a quanto già fatto da sei Stati membri dell’Unione Europea – Lituania, Lettonia, Polonia, Romania, Ungheria e Bulgaria – che hanno introdotto restrizioni analoghe sfruttando la flessibilità concessa dalla legislazione comunitaria.
In Italia il tema è seguito con crescente attenzione. Secondo elaborazioni di Niq per Il Sole 24Ore, tra maggio 2025 e oggi il consumo di energy drink ha raggiunto i 75 milioni di litri, per un giro d’affari di quasi 254 milioni di euro. Coldiretti ha lanciato un appello ai maturandi affinché non esagerassero con queste bevande durante la preparazione agli esami, mentre tra gli addetti ai lavori si discute della necessità di un intervento normativo. Al momento, tuttavia, non esiste un divieto nazionale. La proposta inglese dovrà ora seguire l’iter parlamentare: se approvata, entrerà in vigore attraverso una legislazione secondaria ai sensi del Food Safety Act del 1990, con l’applicazione affidata alle autorità locali. Anche Scozia, Galles e Irlanda del Nord stanno valutando misure simili.
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Il governo laburista britannico agisce per proteggere la salute dei giovani, imponendo un divieto necessario.
La narrazione si basa sull'universalizzazione del problema: i rischi per la salute sono presentati come fatti oggettivi e indiscutibili, rendendo il divieto una scelta ovvia.
Il limite specifico di caffeina (150 mg/l) e la data esatta di entrata in vigore (aprile 2027) non sono menzionati, ma sono presenti in altri resoconti.
Il Regno Unito stabilisce regole chiare e sanzioni per proteggere i minori.
La tecnica è la giuridificazione: si enfatizzano i dettagli normativi e le sanzioni, presentando la misura come una questione di legge e ordine.
Le motivazioni sanitarie dettagliate (problemi di sonno, ansia, obesità) non sono approfondite, a differenza di altri resoconti.
L'Inghilterra adotta una legge per migliorare la salute dei giovani, con multe per i trasgressori.
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Il ruolo del governo laburista e il processo parlamentare sono accennati ma non enfatizzati, mentre altri resoconti li sottolineano.
I bambini devono essere protetti dai pericoli degli energy drink, e il divieto inglese è un esempio da seguire.
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Le sanzioni pecuniarie (2.500 sterline) e la data di attuazione non sono menzionate, concentrandosi solo sui rischi per la salute.
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