
SpaceX ferma Starship a un secondo dal lancio: il titolo scende sotto il prezzo IPO
L'interruzione automatica per un guasto ai motori rinvia il tredicesimo volo di prova e innesca un calo del 3% nelle contrattazioni after-hours, mentre Musk annuncia la sostituzione di due Raptor.
Il conto alla rovescia si è fermato a meno di un secondo dal decollo. Giovedì 16 luglio, dalla base di Starbase in Texas, il tredicesimo volo di prova del razzo Starship di SpaceX è stato interrotto da un sistema automatico di sicurezza dopo che alcuni dei 33 motori Raptor del primo stadio Super Heavy non si sono accesi. L’evento, trasmesso in diretta, ha mostrato l’accensione parziale e l’immediato spegnimento, con il vettore rimasto ancorato alla piattaforma. L’effetto più immediato si è registrato sui mercati: il titolo SpaceX, quotato a Wall Street dal giugno scorso con una IPO record da oltre 85 miliardi di dollari, ha chiuso la seduta a 131,11 dollari, scendendo per la prima volta sotto il prezzo di collocamento di 135 dollari, e ha perso un ulteriore 3% nelle contrattazioni after-hours.
Il meccanismo di aborto automatico è scattato quando il sistema di controllo ha rilevato che quattro motori non avevano raggiunto le condizioni di spinta necessarie. Elon Musk, amministratore delegato dell’azienda, ha spiegato su X che “alcuni motori non sono partiti, facendo scattare l’interruzione”, e ha annunciato che due propulsori Raptor saranno rimossi e sostituiti per garantire l’affidabilità del prossimo tentativo. La telemetria mostrata in diretta ha confermato il mancato avvio di quattro unità, un’anomalia che richiederà un’indagine approfondita prima di un nuovo tentativo, giudicato improbabile già per la giornata successiva.
La missione avrebbe dovuto rappresentare un passaggio chiave nella strategia di SpaceX. Oltre a testare migliorie allo scudo termico e la riaccensione in orbita di un motore Raptor – capacità essenziale per le future missioni di lunga durata – il volo prevedeva per la prima volta il rilascio di 20 satelliti Starlink di terza generazione, destinati a bruciare nell’atmosfera al termine della traiettoria suborbitale. Sei di questi satelliti erano equipaggiati con telecamere per ispezionare le piastrelle termiche della Starship. L’obiettivo di fondo, secondo gli ingegneri della compagnia, è la piena riutilizzabilità del sistema, un traguardo che nessun altro costruttore di razzi ha finora raggiunto.
L’importanza del programma Starship va oltre i confini dell’azienda. La NASA ha affidato a SpaceX un contratto per sviluppare una versione modificata del veicolo come lander lunare per le missioni Artemis, che puntano a riportare astronauti sulla superficie della Luna entro la fine del decennio. Parallelamente, la rapida espansione della costellazione Starlink alimenta le ambizioni di Musk di realizzare centri dati orbitali per l’intelligenza artificiale. In quest’ottica, ogni ritardo nel programma di test assume un peso che travalica il singolo lancio.
La prossima finestra utile per un nuovo tentativo, secondo le indicazioni fornite da Musk, si colloca all’inizio della settimana successiva, dopo la sostituzione dei motori e le verifiche tecniche. Gli analisti di Wall Street, pur mantenendo un outlook positivo, osserveranno la rapidità della risoluzione e la ripresa dei test, in una fase in cui la valutazione di mercato resta legata ai progressi tecnici del programma Starship.
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Il razzo più grande del mondo compie un altro passo verso la Luna, ora con satelliti reali a bordo, avvicinando l'umanità al ritorno lunare.
Enfatizzando le dimensioni del razzo e il suo ruolo nei piani lunari della NASA, la narrazione normalizza il test come progressione naturale nell'esplorazione spaziale, minimizzando i rischi.
Vengono omessi gli interessi finanziari per gli investitori e la narrazione del 'primato mondiale', che aggiungerebbero un tono più urgente o celebrativo.
SpaceX sta per realizzare un primato mondiale, lanciando i satelliti Starlink di nuova generazione sul razzo più potente mai costruito, un passo critico verso Marte.
Inquadrando il lancio come 'primato mondiale' e collegandolo alla colonizzazione di Marte, la narrazione proietta un successo futuro e minimizza la natura sperimentale del test.
Vengono omessi i problemi del test precedente e la necessità di correzioni, che introdurrebbero cautela e ridurrebbero il tono celebrativo.
Questo test è decisivo per investitori e programmi spaziali, poiché deve dimostrare che i problemi precedenti sono stati risolti, e il suo successo è essenziale per internet satellitare e missioni lunari.
Evidenziando i problemi precedenti e la necessità di correzioni, la narrazione crea una gerarchia di rischi e poste in gioco, facendo apparire il test come una valutazione ad alto rischio piuttosto che un passo di routine.
Vengono omessi il 'primato mondiale' e i dettagli specifici del carico utile (20 satelliti), che aggiungerebbero una prospettiva positiva e di traguardo.
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