
Shein accelera verso Hong Kong: IPO da 3 miliardi e addio al volto pubblico Donald Tang
L’azienda ha ottenuto il via libera di Pechino e punta a quotarsi entro agosto, mentre il presidente esecutivo lascia dopo tre anni di battaglie regolatorie e scandali.
La corsa di Shein verso la Borsa di Hong Kong entra nella fase decisiva. Dopo aver ricevuto il 10 luglio l’approvazione della Commissione di regolamentazione dei valori mobiliari cinese, il colosso del fast-fashion punta a raccogliere tra 2 e 3 miliardi di dollari con un’offerta pubblica iniziale che, secondo fonti finanziarie, potrebbe essere lanciata già in agosto. L’udienza con il comitato di quotazione della Borsa di Hong Kong è fissata per il 16 luglio: se l’esito sarà positivo, la società potrà avviare il roadshow e la costruzione del libro ordini, con una finestra temporale che gli analisti di Shanghai estendono fino all’autunno.
L’accelerazione coincide con un avvicendamento al vertice. Donald Tang, presidente esecutivo e miliardario cino-americano, lascerà l’incarico per assumere un ruolo di consulente senior. Tang era stato scelto nel 2022 su indicazione di Neil Shen di HSG (ex Sequoia Capital China) proprio per traghettare Shein sui mercati pubblici, facendo da ponte tra la riservatezza del fondatore Sky Xu e le piazze finanziarie occidentali. Il suo mandato originale prevedeva lo sbarco a New York, naufragato sotto la pressione del Congresso americano, che chiedeva garanzie sull’assenza di lavoro forzato degli uiguri nella catena di fornitura legata allo Xinjiang. Il successivo tentativo su Londra si è arenato per il mancato nullaosta delle autorità cinesi, costringendo il gruppo a ripiegare su Hong Kong nell’estate 2025.
La quotazione arriva in un contesto di forte ridimensionamento delle attese. Dopo una valutazione di 100 miliardi di dollari nel 2022, scesa a 66 miliardi nel 2023, gli investitori hanno premuto per un ulteriore taglio fino a circa 30 miliardi. A pesare sono stati i dazi, la concorrenza aggressiva di Temu (controllata da PDD Holdings) e le ripetute frizioni regolatorie. In Europa, Shein ha subito multe dalle autorità francesi e italiane e, lo scorso novembre, è stata travolta dallo scandalo delle bambole sessuali con fattezze infantili vendute sulla piattaforma, che ha portato alla rimozione di un’insegna con l’immagine di Tang a Parigi e alla chiusura dell’esperimento retail nei grandi magazzini BHV.
Con l’uscita di scena di Tang, resta aperta la domanda su chi rappresenterà Shein davanti agli investitori globali. Fonti vicine al dossier indicano che sarà lo stesso Sky Xu a condurre il roadshow, un’ipotesi che segnerebbe un’inversione rispetto alla tradizionale opacità del fondatore. La partita si gioca ora tutta sull’esame della Borsa di Hong Kong: il verdetto atteso dopo l’udienza del 16 luglio determinerà tempi e condizioni di un collocamento che, nell’ottica di Pechino, rappresenta anche un banco di prova per la ritrovata sintonia tra regolatori cinesi e mercati finanziari della regione.
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La Russia registra l'operazione finanziaria come un dato di cronaca, senza giudizio.
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