
Deschamps scarica la pressione: «La Spagna è favorita», ma i numeri raccontano un equilibrio assoluto
Alla vigilia della semifinale mondiale di Dallas, il ct francese indica negli iberici i principali candidati al titolo, mentre i dati sul campo mostrano due squadre speculari per solidità e potenza offensiva.
A poche ore dalla prima semifinale della Coppa del Mondo 2026, il selezionatore della Francia Didier Deschamps ha scelto una mossa comunicativa netta: «La Spagna è la favorita». Parole pronunciate nell’AT&T Stadium di Arlington, in Texas, che spostano il peso delle aspettative sugli avversari e allo stesso tempo riconoscono la solidità di una Roja capace, dopo il pareggio a reti bianche all’esordio contro Capo Verde, di inanellare una serie di prestazioni in crescendo, subendo una sola rete nelle ultime sei partite. Deschamps ha ricordato le due sconfitte recenti della sua nazionale contro gli spagnoli – in semifinale a Euro 2024 e in Nations League nel 2025 – e ha previsto «una partita spettacolare», forte di un attacco che ha già prodotto sedici gol e di una difesa che, con la coppia Upamecano-Saliba, ha concesso appena due reti in tutto il torneo.
Il percorso delle due squadre fino a Dallas racconta di due macchine quasi perfette. La Francia, numero uno del ranking FIFA, ha vinto tutte e sei le gare fin qui disputate, con Kylian Mbappé capocannoniere a quota otto marcature e venti gol in venti partite mondiali, raggiungendo Lionel Messi nella classifica dei bomber di questa edizione. La Spagna, dal canto suo, ha costruito la propria semifinale su un’identità di possesso e controllo, esaltata dal record di imbattibilità del portiere Unai Simón (650 minuti senza subire gol, interrotto solo dal Belgio nei quarti) e dai gol decisivi del centrocampista Mikel Merino, entrato dalla panchina sia contro il Portogallo sia contro i belgi. Secondo gli analisti iberici, la squadra di Luis de la Fuente ha mostrato una maturità tattica superiore rispetto alle edizioni passate, capace di gestire i momenti di difficoltà senza snaturarsi.
Sul fronte spagnolo, la risposta alle parole di Deschamps è stata misurata. De la Fuente ha sorriso in conferenza stampa, liquidando l’etichetta di favorita come «non decisiva» e sottolineando che la pressione fa parte del dna di una nazionale abituata a vincere. Il giovane Lamine Yamal, dal canto suo, ha rivendicato con sicurezza i precedenti favorevoli: «Se qualcuno deve temere, sono loro». Negli ambienti calcistici francesi, invece, si respira la consapevolezza di una squadra che, pur rispettando l’avversario, arriva all’appuntamento con la miglior fase offensiva del torneo e con la volontà di regalare a Deschamps – che lascerà la panchina al termine del Mondiale – un’ultima finale, la terza consecutiva dopo il trionfo del 2018 e la sconfitta ai rigori del 2022.
La posta in palio va oltre il semplice accesso all’atto conclusivo. La vincente affronterà domenica 19 luglio al MetLife Stadium del New Jersey la vincente di Argentina-Inghilterra, in un torneo che per la prima volta dal 1990 vede tutte e quattro le semifinaliste già campioni del mondo. Per la Francia, il match cade il 14 luglio, giorno della festa nazionale del Bastille Day, un dettaglio che aggiunge una cornice simbolica a una sfida che, al di là delle dichiarazioni, si preannuncia come uno scontro tra due filosofie di gioco opposte ma ugualmente efficaci.
| Stampa sud-est asiatica | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | +0.10 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
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