
RD Congo e Uzbekistan, a Atlanta la notte che vale il Mondiale
I Leopardi africani cercano la prima vittoria nella loro storia iridata, i Lupi Bianchi asiatici il primo punto: solo un successo tiene aperta la porta dei sedicesimi.
Quando l’arbitro tedesco Felix Zwayer fischierà l’inizio, al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta non sarà semplicemente la terza giornata del Gruppo K. Sarà il crocevia di due attese lunghe decenni, il momento in cui la Repubblica Democratica del Congo e l’Uzbekistan si giocano, in una sola notte, la possibilità di restare aggrappati al sogno mondiale. Per entrambe, il pareggio equivale all’eliminazione. Per entrambe, la vittoria è l’unica via per sperare di figurare tra le otto migliori terze e agganciare i sedicesimi di finale.
Il Congo arriva all’appuntamento con un punto in tasca, frutto di un sorprendente 1-1 contro il Portogallo all’esordio e di una sconfitta di misura (1-0) contro la Colombia. La squadra di Sébastien Desabre ha mostrato un’organizzazione difensiva solida, capace di imbrigliare le stelle lusitane, ma ha pagato una certa sterilità offensiva. Contro l’Uzbekistan, il tecnico francese ha annunciato un cambio di passo: via il 5-3-2 conservativo, dentro un modulo più spregiudicato per cercare quei gol che mancano da cinquantadue anni, da quando i Leopardi disputarono la loro unica precedente fase finale. L’Uzbekistan, dal canto suo, è alla prima apparizione assoluta e ha già incassato otto reti in due partite, travolto 5-0 dal Portogallo e battuto 3-1 dalla Colombia. Eppure, secondo gli analisti dell’Asia Centrale, la squadra di Fabio Cannavaro non intende recitare il ruolo della vittima sacrificale: il capitano Eldor Shomurodov e il giovane Abbosbek Fayzullaev sono pronti a gettare il cuore oltre l’ostacolo, nella speranza di regalare al Paese il primo storico punto iridato.
La posta in palio è disegnata con precisione matematica. Se il Congo vince, sale a quattro punti e scavalca diverse terze classificate, rendendo molto probabile il passaggio del turno. L’Uzbekistan, invece, deve vincere con uno scarto di almeno sette gol e sperare in una combinazione favorevole di risultati, uno scenario che gli osservatori sudamericani definiscono «al limite del miracolo». La differenza di qualità vista fin qui, tuttavia, pende dalla parte africana: il Congo ha retto l’urto di due corazzate, mentre l’Uzbekistan ha mostrato fragilità difensive che Cannavaro, nonostante l’esperienza da campione del mondo, non è ancora riuscito a correggere.
Per il pubblico italiano, la sfida è visibile in esclusiva su Dazn nella notte tra sabato 27 e domenica 28 giugno, con calcio d’inizio all’1:30 ora italiana. L’attenzione, però, va oltre la diretta televisiva: il verdetto di Atlanta definirà l’incrocio con il Gruppo L, dove Inghilterra, Ghana e Croazia si contendono le posizioni di vertice. Qualunque sia l’esito, il Mercedes-Benz Stadium sarà teatro di una partita che, per entrambe le nazionali, vale molto più di tre punti: vale la conferma di un percorso di crescita che, dall’Africa centrale alle steppe dell’Asia, ha già riscritto la geografia del calcio mondiale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La stampa del Sud-est asiatico descrive la sfida come un duello da dentro o fuori per entrambe le squadre, con RD Congo e Uzbekistan costrette a vincere per sperare ancora nel passaggio del turno. L'attenzione è puntata sulla tensione immediata e sulle dichiarazioni del tecnico Cannavaro, che promette una prova totale. Viene fornita anche la guida alla visione in diretta, segno di un interesse regionale per il destino della rappresentante asiatica.
I media latinoamericani inquadrano la partita come un appuntamento chiave per la definizione del girone, sottolineando il divario minimo in classifica e le possibilità ancora aperte per entrambe. Viene dato risalto al ritorno della RD Congo dopo 52 anni e al suo storico pareggio contro il Portogallo, mentre l'Uzbekistan è descritto come una squadra ancora a secco di punti ma non del tutto fuori dai giochi. Il tono è quello di un osservatore distaccato che registra i fatti con un accenno di simpatia per l'impresa africana.
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