
Messico, investimenti in ripresa dopo 17 mesi; Giappone, salari reali in crescita ma consumi in calo
Ad aprile la formazione lorda di capitale fisso in Messico è tornata positiva, mentre in Giappone i salari reali salgono per il quinto mese ma la spesa delle famiglie resta debole.
La formazione lorda di capitale fisso in Messico ha registrato ad aprile un aumento del 5,9% su base annua secondo i dati originali diffusi dall’Istituto nazionale di statistica, interrompendo una striscia di diciassette mesi consecutivi di contrazione. La svolta è stata trainata dall’edilizia, cresciuta del 10,1% grazie a un balzo del comparto residenziale, mentre la componente macchinari e attrezzature è avanzata dell’1,3%. Sia gli investimenti privati (+5,7%) sia quelli pubblici (+7,5%) hanno contribuito al rimbalzo, che su base mensile destagionalizzata ha segnato un +4%, segnalando un’accelerazione dopo il crollo del 6,7% registrato nell’intero 2025, successivo all’euforia da nearshoring del biennio precedente.
La ripresa appare tuttavia fragile. Nel cumulato gennaio-aprile l’investimento fisso resta inferiore dell’1,0% rispetto allo stesso periodo del 2025, frenato dal calo del 4,8% della spesa in macchinari e attrezzature, con i beni di produzione nazionale in flessione dell’11%. Il consumo privato, dal canto suo, è cresciuto solo dello 0,1% mensile ad aprile, con un avanzamento annuo del 2,1% in decelerazione. La domanda interna si appoggia in misura crescente sulle importazioni (+11,7% tendenziale), mentre la spesa per beni nazionali ristagna, un’asimmetria che secondo gli analisti di Città del Messico riflette la debolezza del potere d’acquisto interno e la perdurante incertezza dopo la contrazione del PIL dello 0,6% nel primo trimestre.
In Giappone il quadro è specularmente contraddittorio. I salari reali sono saliti dell’1,4% a maggio, quinto rialzo consecutivo, sostenuti da una crescita nominale del 3,2% e da un’inflazione al consumo rallentata all’1,7% dopo l’abolizione del sovrapprezzo sulla benzina. Eppure la spesa delle famiglie è scesa dello 0,4% in termini reali, sesta flessione mensile di fila, con cali marcati per elettricità, gas e automobili (-21,6%), queste ultime penalizzate dal venir meno degli incentivi fiscali. In controtendenza, gli acquisti di mobili ed elettrodomestici sono balzati del 23%, con i condizionatori d’aria in crescita del 51,8%, anche per effetto di accaparramenti legati alle tensioni in Medio Oriente. La spesa alimentare è tornata positiva (+2,4%), ma il riso continua a calare.
Per gli esportatori europei e italiani, i segnali che giungono dalle due economie disegnano uno scenario a due velocità. La domanda messicana di beni strumentali importati (+8,8% ad aprile) potrebbe tradursi in nuove commesse per la meccanica strumentale e la componentistica, settori in cui l’Italia mantiene una presenza significativa. In Giappone, lo spostamento dei consumi verso beni durevoli e alimentari apre nicchie di opportunità, ma la debolezza complessiva della spesa delle famiglie invita alla prudenza. I prossimi dati sul PIL del secondo trimestre e le decisioni della Bank of Japan e di Banxico offriranno un banco di prova per valutare se la ripartenza degli investimenti messicani e la crescita salariale nipponica riusciranno a tradursi in una domanda interna più solida.
| Stampa latinoamericana | +0.40 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | +0.10 | neutral |
| Stampa giapponese-coreana | +0.20 | neutral |
Il Messico registra una ripresa degli investimenti dopo 17 mesi di contrazione, con l'edilizia in forte crescita.
L'uso di dati ufficiali dell'Inegi e la sottolineatura della rottura di una lunga serie negativa creano un effetto di svolta oggettiva.
Il Giappone mostra un quadro economico contraddittorio: salari in aumento ma consumi incerti.
La presentazione di dati contrastanti da fonti diverse senza risolverli lascia al lettore l'impressione di una situazione ambigua.
Il Giappone registra una crescita salariale sostenuta, ma la domanda interna resta fragile.
L'inclusione di dati negativi accanto a quelli positivi crea un tono di cautela, evitando un ottimismo eccessivo.
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