
L’obesità cala negli Stati Uniti con i farmaci GLP-1, mentre in Italia cresce tra le giovani donne
Un sondaggio Gallup registra il primo calo del tasso di obesità americano dopo il picco del 2022, in parallelo con l’impennata nell’uso dei nuovi farmaci; in Italia l’eccesso di peso resta stabile ma l’obesità giovanile femminile sale del 75% in dieci anni.
Per la prima volta da quando la curva era in costante ascesa, il tasso di obesità negli Stati Uniti è sceso in modo misurabile: dal 39,9% del 2022 al 36,4% del 2026, secondo i dati Gallup diffusi questa settimana. Nello stesso arco di tempo la quota di americani che assume farmaci GLP-1 per dimagrire ha raggiunto l’11%, tre punti in più rispetto al 2024, e la consapevolezza pubblica sul loro impiego contro il sovrappeso è salita al 91%. Il dato, ancora osservazionale, delinea una correlazione temporale che alimenta il dibattito scientifico e regolatorio su scala globale.
In Italia il quadro appare più articolato. L’eccesso di peso complessivo nella popolazione adulta è rimasto pressoché stabile nell’ultimo decennio (dal 45,9% al 46,4%), ma l’analisi Istat presentata all’ottavo Italian Barometer Obesity Forum rivela un’impennata dell’obesità tra i più giovani, con un’asimmetria di genere marcata. Tra le donne di 18-34 anni la prevalenza è passata dal 3,6% al 6,3%, con un incremento del 75% che supera nettamente il +35% registrato tra i coetanei maschi. Il fenomeno si estende alle fasce d’età contigue e, ha sottolineato in un videomessaggio il general manager di Novo Nordisk Italia Jens Pii Olesen, si innesta su uno dei tassi più alti d’Europa di obesità infantile e adolescenziale, lasciando presagire un aggravamento della pandemia quando queste generazioni diventeranno adulte.
La risposta istituzionale italiana ha trovato nella legge approvata durante questa legislatura – la prima in Europa a riconoscere l’obesità come malattia cronica e recidivante – un punto di svolta. Il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo al Forum, ha indicato nella creazione di un Osservatorio dedicato e nel Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 gli strumenti per integrare sanità, scuola, sport e comunicazione. Il Forum, sostenuto da un contributo non condizionato di Novo Nordisk, ha riunito intergruppi parlamentari, società scientifiche e associazioni di pazienti, e ha visto il conferimento al ministro del Premio Open Italy per l’impegno contro le malattie croniche non trasmissibili.
Da San Paolo del Brasile, l’endocrinologa Laiza Tabisz, fondatrice dell’Instituto Merakhi, ha portato l’attenzione su un approccio di medicina personalizzata che considera l’obesità una patologia multifattoriale e infiammatoria, guidata da fattori genetici, ormonali e metabolici. In un contesto in cui il 59,6% delle donne brasiliane è in eccesso di peso e le proiezioni dell’Atlante mondiale dell’obesità indicano una crescita del 46,2% tra le donne entro il 2030, la specialista ha ricordato che la resistenza insulinica, il cortisolo cronico e le variazioni degli ormoni sessuali agiscono come meccanismi chimici che spingono l’organismo a difendere il grasso accumulato, rendendo il dimagrimento una sfida che va oltre la volontà individuale.
Il prossimo passaggio concreto sarà l’avvio operativo dell’Osservatorio nazionale sull’obesità previsto dalla legge italiana, mentre sul fronte regolatorio internazionale l’attenzione resta puntata sull’impatto a lungo termine dei GLP-1, con la Food and Drug Administration chiamata a monitorare l’uso crescente di preparazioni magistrali non approvate, già segnalate dal 19% degli utilizzatori americani.
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.60 | critical |
L'Italia registra un allarmante aumento dell'obesità tra le giovani donne, con dati Istat che mostrano un incremento del 75% in dieci anni, mentre la popolazione generale resta stabile.
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Il Brasile affronta un'epidemia di obesità femminile, con il 59,6% delle donne in sovrappeso, mentre l'Argentina mette in guardia sull'aumento della mortalità per cancro al seno tra le giovani.
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