
Máxima balla con Curaçao: la festa reale che celebra l’epica pareggio
Dopo lo storico 0-0 contro l’Ecuador, la famiglia reale olandese irrompe nello spogliatoio caraibico e trasforma il primo punto mondiale in un abbraccio che unisce due anime del regno.
Lo 0-0 strappato all’Arrowhead Stadium di Kansas City ha il sapore di un trionfo per Curaçao, isola caraibica di centosessantamila abitanti che bagna il suo esordio iridato con il primo punto della storia. A blindarlo è Eloy Room, trentasettenne portiere del Miami FC, che con quindici parate – la seconda prestazione di sempre in una fase finale dopo le sedici dello statunitense Tim Howard nel 2014 – neutralizza l’assalto ecuadoriano, cancellando l’umiliazione del 7-1 subito all’esordio dalla Germania e tenendo in vita la qualificazione.
A partita finita, il protocollo si dissolve. Re Guglielmo Alessandro, la regina Máxima e la principessa Ariane varcano la soglia dello spogliatoio. Poche ore prima erano a Houston, dove avevano assistito alla goleada per 5-1 dei Paesi Bassi sulla Svezia. Poi il volo di mille chilometri, il cambio di colori – dall’arancione Oranje all’azzurro di Curazao – e l’ingresso in un mondo di musica papiamento e balli. “Celebrazione reale con il re e la regina” posta la federazione locale, mentre Máxima, con la maglia personalizzata, si muove al ritmo di “Mama Wa” e Guglielmo Alessandro stringe la mano all’allenatore Dick Advocaat. “Sorridono, ballano, niente è troppo per loro”, racconta il tecnico, alla guida di una squadra in cui venticinque dei ventisei convocati sono nati nei Paesi Bassi.
La scena oltrepassa i confini sportivi. Curaçao è nazione costitutiva del Regno dei Paesi Bassi: autonoma dal 2010 ma legata alla corona per difesa e relazioni estere. Quell’abbraccio nel ventre dello stadio del Missouri diventa così il simbolo di un’appartenenza vissuta senza distanze, capace di scatenare feste di strada anche a Willemstad, dove gli schermi giganti hanno raccontato l’epopea. In Europa, molti osservatori leggono nell’episodio una conferma della parabola di una monarchia che sa farsi prossima, lontana da rigidità anacronistiche.
Ora Curaçao guarda a giovedì prossimo, quando a Philadelphia affronterà la Costa d’Avorio nell’ultima sfida del Gruppo E: vincere significherebbe poter sperare negli ottavi. L’Ecuador, dal canto suo, dovrà sfidare la Germania a New York. La famiglia reale, intanto, potrebbe dover dividersi ancora, perché lo stesso giorno i Paesi Bassi giocano contro la Tunisia. Un doppio impegno che, dopo la danza di Kansas City, non sembra pesare affatto.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La coppia reale olandese ha raggiunto la squadra di Curaçao nello spogliatoio per festeggiare il primo punto mondiale. I video mostrano la regina Máxima e re Willem-Alexander ballare con i giocatori, in un momento di leggera informalità reale. La cronaca sottolinea la sorpresa gradevole della partecipazione spontanea dei monarchi.
La regina Máxima, nata in Argentina, e re Willem-Alexander hanno rotto il protocollo per festeggiare con i giocatori di Curaçao dopo lo storico 0-0 contro l'Ecuador. Il momento speciale, ripreso in video, è diventato subito virale, evidenziando l'abbraccio entusiasta della regina all'impresa della squadra. L'evento simboleggia il profondo legame tra i Paesi Bassi e il suo territorio autonomo caraibico.
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