
Liam Gallagher, l'incantesimo di Wonderwall e la semifinale che divide il cuore
Il messaggio del cantante degli Oasis scatena i social prima di Argentina-Inghilterra, mentre l'inno della band diventa il nuovo rito collettivo dei Tre Leoni e riaccende antiche scaramanzie.
A poche ore dalla semifinale del Mondiale 2026 tra Argentina e Inghilterra, in programma ad Atlanta, non è stato un gesto tecnico o una conferenza stampa ad accendere la vigilia, ma un tweet. Liam Gallagher, voce degli Oasis e da sempre dichiaratamente affascinato dal pubblico argentino, ha scritto su X: «È duro amare l’Argentina e tutta la sua bella gente senza volere che vincano». La frase, nata come risposta a un’utente, è rimbalzata immediatamente tra le tifoserie, sintetizzando la tensione emotiva di una partita che va ben oltre i novanta minuti. Per i sostenitori albicelesti, le parole del musicista sono state accolte con ironia e un pizzico di orgoglio, come un riconoscimento trasversale che conferma il peso culturale della Selección.
Dietro il messaggio di Gallagher c’è però un fenomeno più ampio che ha ridefinito il percorso dell’Inghilterra in questo torneo. Dopo la vittoria contro la Croazia, i giocatori e migliaia di tifosi hanno intonato insieme “Wonderwall” sugli spalti di Dallas, trasformando il brano del 1995 in un inno spontaneo. La scena, ripetuta a ogni successo, ha scalzato la tradizionale “Sweet Caroline” e ha generato un’impennata del 50% negli ascolti su Spotify nel Regno Unito. Noel Gallagher, autore del pezzo e fratello di Liam, ha benedetto il rito dalle colonne del Sun: «La canzone appartiene al popolo, è stato un momento magico tra la gente e i giocatori». Anche il capitano Harry Kane ha definito quei cori collettivi tra i ricordi più intensi della sua carriera in nazionale, segno di una connessione emotiva che mancava da decenni.
Eppure, nell’ottica di molti osservatori europei, e in particolare secondo la stampa italiana, proprio questa euforia rischia di riportare in superficie il peso psicologico che grava sull’Inghilterra dal 1966. Il Fatto Quotidiano ha parlato di un paradosso: la canzone che sembrava aver spezzato la maledizione di “It’s Coming Home” potrebbe ora trasformarsi in un nuovo macigno di aspettative. La scaramanzia, mai del tutto sopita nel calcio inglese, si scontra con la proclamazione dello stesso Liam Gallagher, che dopo il quarto di finale contro la Norvegia aveva twittato: «Vinceremo questa Coppa del Mondo, non so come, ma l’allenatore deve farlo accadere». Parole che hanno infiammato i tifosi, ma che hanno anche attirato gli sfottò argentini, con bandiere e immagini di Maradona e Messi a invadere i commenti.
La dimensione globale del fenomeno è emersa con forza anche da altre latitudini. In Brasile, un tifoso ha ironizzato sulla scelta di “Wonderwall” come inno, scrivendo: «Immagina di essere il paese dei Beatles, dei Queen e dei Rolling Stones e scegliere una canzone degli Oasis». La risposta di Liam Gallagher è stata immediata e tagliente: «Immagina di pensare che questa cosa abbia qualcosa a che fare con te, spunkbubble», usando un insulto gergale britannico. Lo scambio, ripreso dalla stampa brasiliana, ha mostrato come la semifinale si giochi ormai su un campo fatto di note, meme e identità nazionali, dove la musica diventa territorio di confronto.
Mercoledì 15 luglio, allo stadio Mercedes-Benz di Atlanta, l’Inghilterra scenderà in campo con il peso di una storia lunga sessant’anni e con una canzone che è già molto più di una colonna sonora. L’Argentina, dal canto suo, arriva da un percorso solido e con Lionel Messi alla prima sfida mondiale contro gli inglesi. Qualunque sia l’esito, la partita deciderà chi affronterà l’altra finalista e scriverà un nuovo capitolo di una rivalità che, ancora una volta, ha trovato nella cultura pop il suo prologo più rumoroso.
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
L'Argentina si sente provocata dal messaggio di Liam e risponde con orgoglio nazionale, mentre il Brasile prende in giro il cantante.
La rivalità calcistica viene personalizzata nella figura del musicista, trasformando un tweet in un simbolo di tensione tra paesi.
Non si menziona la superstizione inglese sul 'maleficio' delle dichiarazioni trionfaliste, che il blocco europeo sottolinea.
L'Inghilterra rischia di rompere l'incantesimo con dichiarazioni troppo sicure; la scaramanzia impone cautela.
Si costruisce una narrazione di 'maledizione' attorno alla canzone Wonderwall, trasformando un inno di festa in un potenziale presagio negativo.
Non si riconosce l'aspetto di divertimento e identità che la canzone ha per i tifosi inglesi, come descritto dal blocco asiatico.
I tifosi inglesi hanno scelto spontaneamente Wonderwall come inno, e il fenomeno è spiegato con dati e contesto culturale.
Il fenomeno musicale viene universalizzato, presentato come una scelta organica dei tifosi, senza coinvolgere rivalità o tensioni politiche.
La tensione politica o la rivalità storica tra Argentina e Inghilterra, centrale nei blocchi latinoamericano ed europeo, non viene affrontata.
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