
Washington lancia la conferenza globale contro il terrorismo di estrema sinistra
Marco Rubio riunisce oltre sessanta paesi e annuncia restrizioni sui visti, mentre i critici denunciano una svolta politicizzata della lotta al terrorismo.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha presieduto giovedì a Washington una conferenza ministeriale sul «terrorismo politico di estrema sinistra» con rappresentanti di oltre sessanta paesi, annunciando una nuova politica di restrizioni sui visti per i cittadini stranieri accusati di finanziare, reclutare o facilitare reti violente della sinistra radicale. L’iniziativa, che secondo il Dipartimento di Stato si inserisce nel quadro del National Security Presidential Memorandum-7, segna il tentativo più ambizioso dell’amministrazione Trump di internazionalizzare una priorità di sicurezza finora considerata marginale dagli alleati.
Secondo l’amministrazione statunitense, i gruppi dell’estrema sinistra – da Antifa a formazioni anarchiche europee come la Federazione Anarchica Informale e Armed Proletarian Justice – operano ormai come reti transnazionali coordinate, condividendo finanziamenti, tattiche e protezione da Stati ostili quali l’Iran e Cuba. Rubio ha evocato la stagione della violenza politica in America Latina negli anni Settanta e Ottanta, citando Montoneros, Tupamaros e Sendero Luminoso, e ha sostenuto che la dottrina antiterrorismo occidentale ha coltivato un «punto cieco» nei confronti della violenza di sinistra, oscurato dalla lotta al jihadismo. Il vicecapo di gabinetto della Casa Bianca Stephen Miller ha descritto i militanti di sinistra come «deformi» e animati da invidia, mentre il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato un’espansione delle indagini sull’uso di strutture non profit per mascherare finanziamenti illeciti.
La svolta ha suscitato reazioni critiche tra i legislatori democratici e le organizzazioni per i diritti civili. Undici deputati, tra cui il ranking member della commissione Esteri Gregory Meeks, hanno scritto a Rubio definendo la strategia «politicamente faziosa» e avvertendo che la designazione di gruppi di estrema sinistra come organizzazioni terroristiche rischia di colpire proteste legittime e oppositori politici. L’American Civil Liberties Union ha espresso timori analoghi. Sul piano dei dati, un rapporto del Center for Strategic and International Studies (CSIS) del 2025 rileva che gli attacchi di sinistra negli Stati Uniti sono aumentati nell’ultimo decennio, ma restano molto al di sotto dei livelli storici della violenza di destra e jihadista. Analisti europei osservano che la conferenza potrebbe spingere i governi del continente a riesaminare le proprie priorità antiterrorismo, ma con il rischio di strumentalizzazioni politiche interne.
Per l’Italia, che ha inviato una propria delegazione, la partita ha risvolti immediati: tra i quattro gruppi già designati da Washington come Foreign Terrorist Organizations figura la Federazione Anarchica Informale / Fronte Rivoluzionario Internazionale, attiva anche sul territorio italiano. Le nuove restrizioni sui visti, basate sulla sezione 212(a)(3)(C) dell’Immigration and Nationality Act, potrebbero colpire individui sospettati di legami con tali reti, mentre il Tesoro americano intensifica i controlli sui flussi finanziari verso organizzazioni non profit. Il Dipartimento di Stato ha fatto sapere che ulteriori designazioni sono attese a breve e che un secondo workshop operativo sarà organizzato con la Germania. La conferenza si chiude senza un documento vincolante, ma con l’impegno a rafforzare lo scambio di intelligence e il coordinamento delle forze di polizia, in un dossier destinato a ridefinire gli equilibri della cooperazione transatlantica sulla sicurezza.
| Stampa latinoamericana | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.70 | critical |
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.70 | aligned |
Il Brasile rifiuta di farsi coinvolgere in una campagna guidata dagli USA che cerca di criminalizzare il dissenso politico sotto le spoglie del contrasto al terrorismo.
Sottolineando il rifiuto del Brasile e mettendo in dubbio le designazioni, il blocco crea una narrazione di resistenza e scetticismo, minando la legittimità dell'iniziativa USA.
Il blocco omette la giustificazione dettagliata dell'amministrazione USA su una rinascita del terrorismo di estrema sinistra e la partecipazione di oltre 60 altri paesi.
Il tentativo di Washington di etichettare l'antifascismo come terrorismo è una pericolosa e ironica inversione di valori.
Il blocco usa ironia e inversione per riformulare l'iniziativa USA come una minaccia ai valori democratici, facendo apparire assurda la posizione americana.
Il blocco omette la prospettiva USA secondo cui i gruppi di estrema sinistra hanno compiuto atti violenti e che molti paesi sostengono l'iniziativa.
Gli Stati Uniti guidano una coalizione globale per affrontare la rinascita del terrorismo politico di estrema sinistra, una minaccia transnazionale ignorata per troppo tempo.
Il blocco universalizza la minaccia presentandola come un problema transnazionale che richiede un'azione coordinata, legittimando così la leadership USA.
Il blocco omette il rifiuto del Brasile e di altri paesi di partecipare, nonché le critiche secondo cui l'iniziativa prende di mira gli oppositori politici.
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