
La Russia schiera i jammer anti-Starlink, la guerra dei droni si sposta sullo spettro elettromagnetico
Mosca tenta di accecare i droni ucraini di media gittata con sistemi di disturbo prodotti in Crimea, mentre Kiev dà la caccia a questi stessi apparati in un ciclo continuo di contromisure.
Le forze armate russe hanno iniziato a dispiegare sul terreno potenti sistemi di guerra elettronica progettati per interrompere le comunicazioni dei terminali Starlink utilizzati dall’Ucraina per pilotare i droni d’attacco di media gittata. Secondo quanto riferito da comandanti e operatori ucraini, il sistema denominato Volna Kupol Garant – prodotto, stando a fonti di intelligence open source, dall’azienda Russkiy Kupol nella Crimea occupata – sarebbe in grado di destabilizzare il collegamento satellitare su un’area di circa venti chilometri quadrati, con una portata effettiva stimata fino a sedici chilometri. Le unità di Kiev hanno già individuato una decina di questi apparati, due dei quali sarebbero stati colpiti e distrutti in operazioni congiunte con i servizi di sicurezza, ripristinando immediatamente la piena operatività dei velivoli senza pilota nella zona.
Dal punto di vista degli analisti della difesa occidentali, l’impiego del Volna Kupol Garant segna un salto qualitativo nella contesa tecnologica che accompagna il conflitto. A differenza dei disturbatori tradizionali, che colpiscono segnali radio o GPS, questo sistema emette interferenze direzionali sulle frequenze usate dai terminali Starlink, saturando il canale di comunicazione e degradando il collegamento senza dover colpire fisicamente i satelliti in orbita bassa. Per gli strateghi di Bruxelles, la posta in gioco non è soltanto il teatro ucraino: la dipendenza di molti eserciti europei da connettività satellitare commerciale rende questa minaccia rilevante anche per la sicurezza del continente, spingendo diversi governi a investire in capacità di difesa elettromagnetica e in costellazioni alternative.
Sul campo, la mossa russa si inserisce in un più ampio sforzo di adattamento logistico e tattico. Fonti dell’intelligence militare ucraina descrivono un quadro in cui i convogli di carburante e munizioni vengono frazionati, scortati da pick-up armati e instradati su vie secondarie, mentre i rifornimenti viaggiano sempre più spesso su mezzi civili – autocisterne, furgoni del latte ridipinti, quad e motociclette – e vengono occultati in edifici abbandonati, strutture agricole o persino stazioni di servizio civili. L’obiettivo, secondo le stesse fonti, è ridurre la prevedibilità dei flussi e sfuggire alla sorveglianza aerea dei droni ucraini, che proprio grazie a Starlink possono colpire con precisione bersagli fino a duecento chilometri dietro le linee, interrompendo la logistica e contribuendo alla penuria di carburante in Crimea.
La reazione ucraina non si è fatta attendere. I piloti del 422° Reggimento Sistemi Senza Pilota, intervistati da Reuters nella regione di Zaporizhzhia, raccontano di aver trasformato i jammer in bersagli prioritari: una volta neutralizzati, i droni equipaggiati con Starlink tornano a volare senza interferenze. Parallelamente, la società SpaceX di Elon Musk ha adottato contromisure per impedire l’uso non autorizzato dei terminali da parte russa, dopo che blog militari di Mosca avevano segnalato disconnessioni di massa al fronte. Resta aperto il dossier sulla capacità produttiva russa: secondo Rob Lee, senior fellow del Foreign Policy Research Institute di Filadelfia, se Mosca riuscisse a incrementare la produzione di questi sistemi di disturbo, la campagna ucraina di attacchi di media profondità potrebbe incontrare ostacoli crescenti. Al momento, il ciclo di misura e contromisura prosegue senza un punto di equilibrio, mentre entrambe le parti affinano tattiche e tecnologie in un conflitto che si combatte sempre più sullo spettro elettromagnetico.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa cinese | 0.00 | neutral |
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.30 | critical |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
La Russia cerca disperatamente di disturbare Starlink per fermare i devastanti attacchi di droni ucraini, ma l'innovazione ucraina la mantiene in vantaggio.
Il blocco inquadra il disturbo russo come una misura reattiva e disperata, enfatizzando la superiorità tecnologica ucraina e l'efficacia della sua campagna di droni, ritraendo così la Russia in difficoltà.
Il blocco omette che il disturbo russo potrebbe essere parzialmente efficace e che la campagna di droni ucraina affronta anche delle sfide, così come la prospettiva russa sulla necessità di proteggere le proprie linee di rifornimento.
La Russia schiera disturbatori per contrastare i droni ucraini, mentre gli attacchi ucraini creano problemi; entrambe le parti si adattano in una corsa tecnologica.
Il blocco presenta la storia come una competizione tecnologica equilibrata, dando uguale peso alle contromisure russe e all'efficacia ucraina, senza giudizio morale.
Il blocco omette la narrazione celebrativa del successo dei droni ucraini e il tono allarmistico sul disturbo russo, così come qualsiasi menzione del costo umano o delle implicazioni strategiche.
La Russia prende di mira la rete Starlink su cui l'Ucraina fa affidamento, intensificando la guerra tecnologica, mentre i droni ucraini continuano a colpire obiettivi russi.
Il blocco utilizza un mix di linguaggio allarmistico sul disturbo russo e resoconti pragmatici sulle contromisure, creando un senso di urgenza ed escalation della minaccia.
Il blocco omette la giustificazione russa per il disturbo e qualsiasi suggerimento che la campagna di droni ucraina possa perdere efficacia.
Le forze russe usano disturbatori e mimetizzazione per contrastare i droni ucraini, secondo fonti ucraine.
Il blocco riporta i fatti senza commento, basandosi su citazioni dirette di comandanti ucraini, mantenendo una posizione neutrale di osservatore.
Il blocco omette qualsiasi analisi dell'impatto strategico o del contesto più ampio della guerra dei droni, concentrandosi esclusivamente sulle misure tattiche.
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