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Sportgiovedì 2 luglio 2026

Kane ribalta il Congo e infrange la maledizione inglese: ora l’Azteca

Con una doppietta negli ultimi quindici minuti il capitano dei Tre Leoni regala la prima rimonta in un knockout mondiale dal 1966 e aggancia Haaland nella corsa alla Scarpa d’Oro.

Ci sono voluti sessant’anni perché l’Inghilterra tornasse a vincere una partita a eliminazione diretta in un Mondiale dopo essere andata in svantaggio. L’ultima volta era stata la finale del 1966 contro la Germania Ovest. A interrompere il digiuno, nella notte di Atlanta, è stato il colpo di testa e il sinistro chirurgico di Harry Kane, che in undici minuti ha trasformato lo spettro di un’eliminazione precoce contro la Repubblica Democratica del Congo in un passaggio agli ottavi carico di significati.

La partita si era messa subito in salita per la squadra di Thomas Tuchel. Al settimo minuto Brian Cipenga aveva gelato i tifosi inglesi con un gol da posizione angolata, e per oltre un’ora il copione è stato quello di un incubo già visto: occasioni sprecate da Bellingham e Rashford, un portiere avversario – Lionel Mpasi – capace di cinque interventi decisivi, e persino un’ammonizione per simulazione a Kane. Poi, al quarto d’ora dalla fine, l’ingresso di Anthony Gordon e Bukayo Saka ha cambiato l’inerzia. Gordon ha confezionato due assist perfetti: il primo per il pareggio di testa di Kane al 75’, il secondo per il destro al volo che quattro minuti prima del fischio finale ha fissato il 2-1 e scatenato l’abbraccio tra il tecnico tedesco e il suo capitano.

La doppietta non è stata soltanto decisiva per il passaggio del turno. Ha proiettato Kane a quota cinque reti nel torneo, a una sola lunghezza dai capoclassifica Messi e Mbappé, entrambi a sei, e in compagnia di Erling Haaland. Secondo i dati diffusi dagli analisti sportivi europei, il centravanti del Bayern Monaco ha inoltre superato Pelé nella classifica dei marcatori di tutti i tempi della Coppa del Mondo, salendo a tredici centri, e ha stabilito un nuovo primato personale di gol in una stagione: settantadue reti in sessantadue partite tra club e nazionale, cifra che nell’era moderna è inferiore soltanto agli ottantadue gol di Messi nel 2011-12. Nell’ottica dei media sudamericani, il sorpasso su Pelé assume un valore simbolico che va oltre la statistica, mentre in Inghilterra si sottolinea come Kane abbia già eguagliato Ferenc Puskás a quota ottantaquattro gol in nazionale.

Al di là dei numeri, la vittoria ha permesso a Tuchel di rivendicare una ritrovata solidità mentale. «Quando la partita si fa dura, non bisogna perdere la pazienza né la fiducia», ha dichiarato il tecnico, elogiando la reazione dei suoi dopo il gol subito. Una resilienza che, secondo gli osservatori britannici, mancava da generazioni e che ora dovrà essere messa alla prova in uno degli scenari più ostili del calcio mondiale: lo stadio Azteca di Città del Messico, dove lunedì 6 luglio l’Inghilterra affronterà i padroni di casa.

Il Messico arriva all’appuntamento forte di un’imbattibilità decennale in Coppa del Mondo proprio all’Azteca e di una difesa ancora inviolata nel torneo. Su novanta partite giocate in quello stadio, El Tri ne ha perse soltanto due. Per Kane e compagni, l’altitudine e il tifo di oltre settantamila spettatori rappresentano un esame che definirà la portata della rinascita inglese.

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giovedì 2 luglio 2026

Kane ribalta il Congo e infrange la maledizione inglese: ora l’Azteca

Con una doppietta negli ultimi quindici minuti il capitano dei Tre Leoni regala la prima rimonta in un knockout mondiale dal 1966 e aggancia Haaland nella corsa alla Scarpa d’Oro.

Ci sono voluti sessant’anni perché l’Inghilterra tornasse a vincere una partita a eliminazione diretta in un Mondiale dopo essere andata in svantaggio. L’ultima volta era stata la finale del 1966 contro la Germania Ovest. A interrompere il digiuno, nella notte di Atlanta, è stato il colpo di testa e il sinistro chirurgico di Harry Kane, che in undici minuti ha trasformato lo spettro di un’eliminazione precoce contro la Repubblica Democratica del Congo in un passaggio agli ottavi carico di significati.

La partita si era messa subito in salita per la squadra di Thomas Tuchel. Al settimo minuto Brian Cipenga aveva gelato i tifosi inglesi con un gol da posizione angolata, e per oltre un’ora il copione è stato quello di un incubo già visto: occasioni sprecate da Bellingham e Rashford, un portiere avversario – Lionel Mpasi – capace di cinque interventi decisivi, e persino un’ammonizione per simulazione a Kane. Poi, al quarto d’ora dalla fine, l’ingresso di Anthony Gordon e Bukayo Saka ha cambiato l’inerzia. Gordon ha confezionato due assist perfetti: il primo per il pareggio di testa di Kane al 75’, il secondo per il destro al volo che quattro minuti prima del fischio finale ha fissato il 2-1 e scatenato l’abbraccio tra il tecnico tedesco e il suo capitano.

La doppietta non è stata soltanto decisiva per il passaggio del turno. Ha proiettato Kane a quota cinque reti nel torneo, a una sola lunghezza dai capoclassifica Messi e Mbappé, entrambi a sei, e in compagnia di Erling Haaland. Secondo i dati diffusi dagli analisti sportivi europei, il centravanti del Bayern Monaco ha inoltre superato Pelé nella classifica dei marcatori di tutti i tempi della Coppa del Mondo, salendo a tredici centri, e ha stabilito un nuovo primato personale di gol in una stagione: settantadue reti in sessantadue partite tra club e nazionale, cifra che nell’era moderna è inferiore soltanto agli ottantadue gol di Messi nel 2011-12. Nell’ottica dei media sudamericani, il sorpasso su Pelé assume un valore simbolico che va oltre la statistica, mentre in Inghilterra si sottolinea come Kane abbia già eguagliato Ferenc Puskás a quota ottantaquattro gol in nazionale.

Al di là dei numeri, la vittoria ha permesso a Tuchel di rivendicare una ritrovata solidità mentale. «Quando la partita si fa dura, non bisogna perdere la pazienza né la fiducia», ha dichiarato il tecnico, elogiando la reazione dei suoi dopo il gol subito. Una resilienza che, secondo gli osservatori britannici, mancava da generazioni e che ora dovrà essere messa alla prova in uno degli scenari più ostili del calcio mondiale: lo stadio Azteca di Città del Messico, dove lunedì 6 luglio l’Inghilterra affronterà i padroni di casa.

Il Messico arriva all’appuntamento forte di un’imbattibilità decennale in Coppa del Mondo proprio all’Azteca e di una difesa ancora inviolata nel torneo. Su novanta partite giocate in quello stadio, El Tri ne ha perse soltanto due. Per Kane e compagni, l’altitudine e il tifo di oltre settantamila spettatori rappresentano un esame che definirà la portata della rinascita inglese.

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