
Mine e petroliere in fiamme nello Stretto di Hormuz, Teheran e Washington si accusano
La Guardia rivoluzionaria iraniana denuncia l'esplosione di due tanker in un campo minato, gli Stati Uniti smentiscono mentre continuano i raid reciproci e il traffico navale crolla.
Due petroliere sono esplose e hanno preso fuoco mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo un comunicato della Guardia rivoluzionaria iraniana diffuso nella notte tra venerdì e sabato. L'agenzia statale Irna ha precisato che le navi sarebbero state indirizzate «con l'inganno» dai servizi d'intelligence americani verso un campo minato a sud del canale. Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha respinto la ricostruzione con un messaggio laconico: «Come la maggior parte delle affermazioni dei Guardiani della rivoluzione, questa è falsa». L'episodio, su cui non sono state fornite informazioni indipendenti né dettagli su bandiere o equipaggi, si inserisce in una settimana di escalation ininterrotta che ha di fatto paralizzato il transito nella via d'acqua da cui dipende circa un quinto del commercio globale di petrolio.
Secondo Teheran, l'area a sud dello Stretto è ormai «estremamente pericolosa e completamente chiusa» a causa delle mine e delle operazioni militari statunitensi. La Repubblica islamica accusa Washington di aver colpito per sette notti consecutive infrastrutture civili – tra cui un aeroporto, una stazione ferroviaria e due ponti – e di aver messo sotto pressione la rete elettrica nazionale, spingendo il ministero dell'Energia a chiedere ai cittadini di ridurre i consumi. In risposta, i Guardiani della rivoluzione hanno rivendicato attacchi con missili e droni contro radar, basi aeree e depositi navali americani in Qatar, Bahrein e Oman, oltre a un'offensiva che avrebbe danneggiato una centrale elettrica e idrica in Kuwait, ferendo diversi militari. Il generale Mohsen Rezaei, consigliere della Guida suprema, ha minacciato «operazioni offensive su larga scala» se i raid americani proseguiranno ancora per due o tre giorni, avvertendo che «nessun confine politico sarà al sicuro».
Dal quartier generale di Centcom, la narrazione è opposta: gli attacchi notturni mirano esclusivamente a «degradare le capacità militari iraniane» e a proteggere la libertà di navigazione, dopo che Teheran ha ripetutamente imposto alle navi mercantili di usare solo i corridoi settentrionali, vicini alla propria costa, e ha fermato con la forza quattro mercantili accusati di violare le nuove regole. La marina statunitense ha ripristinato il blocco navale contro i porti iraniani e, secondo fonti del Pentagono, avrebbe costretto alla retromarcia oltre trenta petroliere. In questo braccio di ferro, il traffico attraverso Hormuz è crollato da circa centodieci a tre unità al giorno, con ripercussioni immediate sui mercati energetici globali che Bruxelles e Roma osservano con crescente allarme, data la dipendenza europea dal greggio in transito dal Golfo.
La guerra, iniziata il 28 febbraio con attacchi congiunti americano-israeliani contro l'Iran, è entrata in una fase in cui, secondo analisti mediorientali ed europei, entrambe le parti percepiscono qualsiasi compromesso come una capitolazione. I mediatori cinesi e pakistani hanno moltiplicato gli appelli al cessate il fuoco, ma sul terreno la dinamica resta quella di un allargamento del conflitto ai Paesi vicini – Giordania, Kuwait, Qatar, Bahrein e la regione curda irachena hanno tutti registrato impatti diretti degli scontri – e di una progressiva erosione della distinzione tra obiettivi militari e civili. Al momento, non è attesa alcuna tregua: Teheran condiziona la fine delle ostilità alla cessazione dei raid americani sulle proprie coste, mentre Washington insiste sulla necessità di garantire la riapertura incondizionata dello Stretto.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.30 | critical |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
I Guardiani della Rivoluzione iraniani affermano che le petroliere hanno colpito mine, ma il Comando Centrale USA respinge la versione. L'incidente avviene mentre continuano gli attacchi statunitensi contro l'Iran.
Il blocco contestualizza la rivendicazione iraniana all'interno della campagna militare statunitense in corso, suggerendo che la rivendicazione fa parte della narrazione del conflitto piuttosto che un incidente isolato.
Il blocco omette la dichiarazione iraniana secondo cui lo stretto è ora 'altamente insicuro e completamente chiuso'.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno confermato che due petroliere sono esplose dopo aver colpito mine piazzate dai servizi segreti statunitensi. La rotta meridionale è ora chiusa e pericolosa.
Il blocco omette la smentita dei militari statunitensi e qualsiasi spiegazione alternativa, presentando la rivendicazione iraniana come l'unico resoconto fattuale.
Il blocco omette la smentita dei militari statunitensi sull'incidente e qualsiasi menzione dei continui attacchi statunitensi o del contesto più ampio del conflitto.
Iran reports that two tankers exploded after hitting mines, and some outlets also note that the US denies this. The situation is unclear.
The bloc uses a mix of direct reporting and inclusion of counter-claims, creating a fragmented narrative that leaves the truth ambiguous.
Outlets that omit the US denial leave out the counter-narrative, while balanced outlets include it. The omission is not uniform across the bloc.
Allarga lo sguardo
Roma, nuovo crocevia del negoziato Israele-Libano: le zone pilota e l’ombra dell’Iran
7 lingue · 16 testate
Da Economy & MarketsBrasile ricorre all'OMC contro i dazi di Trump: cosa cambia per il commercio globale
1 lingua · 8 testate
Da TechnologyL’AI fa impennare i costi degli smartphone: a rischio i modelli sotto i 100 dollari
4 lingue · 7 testate