Accedi
Edizione delle 10:00 CETlunedì 20 luglio 2026
311 testate · 17 lingue666 briefing oggi
Media e Intrattenimentosabato 18 luglio 2026

L’ultimo post di Mauro Menéndez: «REAL MUSIC», poi il silenzio

A trent’anni, il figlio della star cubana Aylín Mujica è morto a Barbados per una polmonite degenerata in infarto, lasciando una scia di dolore che unisce due mondi, quello delle telenovelas e della musica elettronica.

Dieci giorni prima di morire, Mauro Menéndez aveva pubblicato su Instagram una serie di fotografie in uno studio di registrazione. Appariva curvo su sintetizzatori e consolle, le cuffie calate sulle orecchie, lo sguardo fisso oltre l’obiettivo. Sotto le immagini, due sole parole: «REAL MUSIC». Era il 7 luglio, e quel post sarebbe diventato l’ultimo segnale di vita di un ragazzo che, a trent’anni, stava costruendo una carriera solida nella musica elettronica con il nome d’arte MAAHEZ. Poi, nella notte del 16 luglio, il silenzio. Mauro era volato a Barbados per assistere a una partita di baseball, nonostante una polmonite già diagnosticata e le preghiere della madre, l’attrice cubana Aylín Mujica, di restare a riposo. Secondo le ricostruzioni della stampa latinoamericana, l’infezione polmonare avrebbe scatenato un infarto fulminante, spegnendolo lontano da casa.

Figlio del primo matrimonio di Mujica con il musicista Osamu Menéndez, Mauro era nato quando l’attrice aveva appena diciannove anni, in una Cuba da cui lei sarebbe presto partita per cercare fortuna in Messico. Cresciuto tra L’Avana e Miami, il ragazzo aveva ereditato il talento musicale del padre – chitarrista e fondatore del gruppo Havana – ma lo aveva declinato in chiave elettronica, mescolando house, tech house e moombahton in un groove che aveva attirato collaborazioni con artisti come DVBBS e Jenn Morel. La sua figura, lontana dai riflettori delle telenovelas che avevano reso celebre la madre, si muoveva in un circuito internazionale di club e festival, da Miami a Ibiza, con una sensibilità che la critica musicale ispanofona definiva «un ponte tra la cultura del groove latino e l’estetica underground europea».

La notizia della morte ha scosso l’intero ecosistema dell’intrattenimento in lingua spagnola. Mentre Aylín Mujica abbandonava di corsa le riprese del reality Top Chef VIP a Bogotá per volare a Barbados a riconoscere la salma, il padre Osamu affidava a Facebook un messaggio scarno e definitivo: «Perdonatemi, non posso parlare, mio figlio Mauro è morto la scorsa notte e sono distrutto. Sono in aereo per andare a prendere il suo corpo». La televisione ispanofona, da Telemundo a Univision, ha sospeso la programmazione per trasmettere condoglianze, mentre sui social si moltiplicavano i messaggi di cordoglio. Tra questi, ha colpito per intensità quello di Maribel Guardia, attrice costaricana che nel 2023 aveva perso il figlio Julián Figueroa per un arresto cardiaco: «Oggi piango con te, cara Aylín. Nessuna madre dovrebbe seppellire un figlio», ha scritto, evocando una sorellanza del dolore che ha unito due donne abituate alla luce dello schermo ma improvvisamente accomunate dal buio più fitto.

Per ore, Aylín Mujica non ha detto nulla. Poi, sotto un post del programma Al Rojo Vivo che annunciava la tragedia, ha lasciato cinque parole e un emoji a forma di cuore spezzato: «Muchas gracias familia, sólo puedo decir que estoy devastada». Un messaggio asciutto, che contrastava con l’ondata di reazioni pubbliche e con la retorica spesso sovrabbondante del mondo dello spettacolo. La famiglia, intanto, si è ritrovata a Barbados per le procedure di rimpatrio della salma verso Miami, dove vivono gli altri due figli dell’attrice, Alejandro e Violeta. La stampa messicana ha raccontato di una madre «completamente a pezzi», chiusa in un dolore che non cerca telecamere.

Resta, di questa storia, l’immagine di un ragazzo che dieci giorni prima della fine postava foto dalla sala d’incisione con l’orgoglio di chi sta creando qualcosa di autentico. E resta, sospeso tra i cavi e i led di uno studio, quel «REAL MUSIC» che ora suona come un testamento involontario, l’ultimo riverbero di una vita che aveva scelto il ritmo e si è spenta in un silenzio innaturale.

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Stipendi pubblici e costo della vita: il paradosso globale che unisce Nauru, Abuja e Buenos Aires·Stretta migratoria USA: agenti senza bodycam, vittime e la Corte Suprema sullo sport·L’Iran colpisce basi USA in Giordania, Kuwait e Bahrain: escalation senza tregua·Mosca apre al colloquio Lavrov-Rubio, ma con Berlino il disgelo è lontano·Nona notte di raid americani in Iran: lo Stretto di Hormuz diventa il fronte decisivo·Doppio sisma in Venezuela: 5.208 morti e decine di migliaia di dispersi·La notte in cui la fortuna scelse la provincia argentina·Spagna sul tetto del mondo: Ferrán Torres piega l’Argentina ai supplementari·Stipendi pubblici e costo della vita: il paradosso globale che unisce Nauru, Abuja e Buenos Aires·Stretta migratoria USA: agenti senza bodycam, vittime e la Corte Suprema sullo sport·L’Iran colpisce basi USA in Giordania, Kuwait e Bahrain: escalation senza tregua·Mosca apre al colloquio Lavrov-Rubio, ma con Berlino il disgelo è lontano·Nona notte di raid americani in Iran: lo Stretto di Hormuz diventa il fronte decisivo·Doppio sisma in Venezuela: 5.208 morti e decine di migliaia di dispersi·La notte in cui la fortuna scelse la provincia argentina·Spagna sul tetto del mondo: Ferrán Torres piega l’Argentina ai supplementari·
Agg. 07:172 lingue · 8 testate
PrecedenteMedia e IntrattenimentoSuccessivo
8 testate|2 lingue|3 min lettura
sabato 18 luglio 2026

L’ultimo post di Mauro Menéndez: «REAL MUSIC», poi il silenzio

A trent’anni, il figlio della star cubana Aylín Mujica è morto a Barbados per una polmonite degenerata in infarto, lasciando una scia di dolore che unisce due mondi, quello delle telenovelas e della musica elettronica.

Dieci giorni prima di morire, Mauro Menéndez aveva pubblicato su Instagram una serie di fotografie in uno studio di registrazione. Appariva curvo su sintetizzatori e consolle, le cuffie calate sulle orecchie, lo sguardo fisso oltre l’obiettivo. Sotto le immagini, due sole parole: «REAL MUSIC». Era il 7 luglio, e quel post sarebbe diventato l’ultimo segnale di vita di un ragazzo che, a trent’anni, stava costruendo una carriera solida nella musica elettronica con il nome d’arte MAAHEZ. Poi, nella notte del 16 luglio, il silenzio. Mauro era volato a Barbados per assistere a una partita di baseball, nonostante una polmonite già diagnosticata e le preghiere della madre, l’attrice cubana Aylín Mujica, di restare a riposo. Secondo le ricostruzioni della stampa latinoamericana, l’infezione polmonare avrebbe scatenato un infarto fulminante, spegnendolo lontano da casa.

Figlio del primo matrimonio di Mujica con il musicista Osamu Menéndez, Mauro era nato quando l’attrice aveva appena diciannove anni, in una Cuba da cui lei sarebbe presto partita per cercare fortuna in Messico. Cresciuto tra L’Avana e Miami, il ragazzo aveva ereditato il talento musicale del padre – chitarrista e fondatore del gruppo Havana – ma lo aveva declinato in chiave elettronica, mescolando house, tech house e moombahton in un groove che aveva attirato collaborazioni con artisti come DVBBS e Jenn Morel. La sua figura, lontana dai riflettori delle telenovelas che avevano reso celebre la madre, si muoveva in un circuito internazionale di club e festival, da Miami a Ibiza, con una sensibilità che la critica musicale ispanofona definiva «un ponte tra la cultura del groove latino e l’estetica underground europea».

La notizia della morte ha scosso l’intero ecosistema dell’intrattenimento in lingua spagnola. Mentre Aylín Mujica abbandonava di corsa le riprese del reality Top Chef VIP a Bogotá per volare a Barbados a riconoscere la salma, il padre Osamu affidava a Facebook un messaggio scarno e definitivo: «Perdonatemi, non posso parlare, mio figlio Mauro è morto la scorsa notte e sono distrutto. Sono in aereo per andare a prendere il suo corpo». La televisione ispanofona, da Telemundo a Univision, ha sospeso la programmazione per trasmettere condoglianze, mentre sui social si moltiplicavano i messaggi di cordoglio. Tra questi, ha colpito per intensità quello di Maribel Guardia, attrice costaricana che nel 2023 aveva perso il figlio Julián Figueroa per un arresto cardiaco: «Oggi piango con te, cara Aylín. Nessuna madre dovrebbe seppellire un figlio», ha scritto, evocando una sorellanza del dolore che ha unito due donne abituate alla luce dello schermo ma improvvisamente accomunate dal buio più fitto.

Per ore, Aylín Mujica non ha detto nulla. Poi, sotto un post del programma Al Rojo Vivo che annunciava la tragedia, ha lasciato cinque parole e un emoji a forma di cuore spezzato: «Muchas gracias familia, sólo puedo decir que estoy devastada». Un messaggio asciutto, che contrastava con l’ondata di reazioni pubbliche e con la retorica spesso sovrabbondante del mondo dello spettacolo. La famiglia, intanto, si è ritrovata a Barbados per le procedure di rimpatrio della salma verso Miami, dove vivono gli altri due figli dell’attrice, Alejandro e Violeta. La stampa messicana ha raccontato di una madre «completamente a pezzi», chiusa in un dolore che non cerca telecamere.

Resta, di questa storia, l’immagine di un ragazzo che dieci giorni prima della fine postava foto dalla sala d’incisione con l’orgoglio di chi sta creando qualcosa di autentico. E resta, sospeso tra i cavi e i led di uno studio, quel «REAL MUSIC» che ora suona come un testamento involontario, l’ultimo riverbero di una vita che aveva scelto il ritmo e si è spenta in un silenzio innaturale.

Divergenza delle fonti

Media e Intrattenimento · 8 testate · 2 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale100%

Questa notizia è apparsa su

8 testate · 2 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Ungheria, il presidente Sulyok firma la riforma che lo rimuove: si chiude l’era Orbán

6 lingue · 9 testate

Da Economy & Markets

Petrolio oltre 90 dollari: lo scontro nel Golfo paralizza lo Stretto di Hormuz

8 lingue · 21 testate

Da Technology

L'intelligenza artificiale cinese accorcia le distanze: Kimi K3 scuote i mercati globali

4 lingue · 7 testate

Leggi di più