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Geopolitica e Politicavenerdì 24 luglio 2026

Netanyahu e Zelensky da Trump: Iran e Ucraina al centro del vertice di Washington

Il premier israeliano e il presidente ucraino incontrano Trump il 28 luglio mentre proseguono i raid Usa sull'Iran e si tenta un nuovo cessate il fuoco aereo per Kiev.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu incontrerà il presidente statunitense Donald Trump alla Casa Bianca martedì 28 luglio, su invito della stessa presidenza americana. Lo ha annunciato l’ufficio di Netanyahu, precisando che il premier parteciperà anche ai funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham, deceduto l’11 luglio. Nella stessa giornata, secondo fonti dell’amministrazione Usa, è previsto un colloquio tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, giunto a Washington proprio per la cerimonia in onore di Graham, storico alleato di Kiev e di Israele. L’incontro con Netanyahu – il primo faccia a faccia dal febbraio scorso e dall’inizio della guerra congiunta contro l’Iran – cade mentre per la tredicesima giornata consecutiva le forze americane colpiscono obiettivi militari iraniani, e Teheran risponde con attacchi a installazioni statunitensi in Bahrein, Arabia Saudita e Giordania.

Secondo fonti della difesa israeliana, Tel Aviv è pronta a colpire l’Iran con obiettivi finora non toccati – come le infrastrutture energetiche – e attende soltanto il via libera di Trump per agire. Tuttavia, la sintonia tra i due leader ha mostrato crepe negli ultimi mesi, in particolare sulla gestione del fronte libanese. Negoziati tesi su un cessate il fuoco poi naufragato avevano spinto Trump a definire Netanyahu «fottutamente pazzo» e un «tipo molto difficile», come confermato dallo stesso presidente in interviste. Da parte sua, il premier israeliano ha ridimensionato gli scontri a «disaccordi tattici», ribadendo obiettivi comuni: disarmare Hezbollah e impedire a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare. Sul tavolo ci sarà anche il rispetto dell’accordo trilaterale mediato dagli Stati Uniti il 26 giugno tra Israele e Libano, che prevedeva il ritiro graduale delle truppe israeliane e il dispiegamento dell’esercito libanese in «zone pilota», ma che Israele – secondo fonti libanesi e osservatori europei – continua a violare con operazioni militari nel sud del paese.

Parallelamente, Zelensky cerca di riportare l’attenzione di Washington sulla guerra in Ucraina. Secondo fonti ucraine, si sta discutendo una proposta di tregua aerea da presentare alla Russia, nel quadro di una nuova iniziativa di pace. Droni ucraini continuano a colpire strutture petrolifere in territorio russo, e analisti di Bruxelles ritengono che le crescenti difficoltà economiche di Mosca potrebbero indurre il Cremlino a considerare almeno un cessate il fuoco parziale. L’influencer di destra Laura Loomer, vicina a Trump, ha rivelato che Zelensky le avrebbe confermato l’intenzione di incontrare il presidente. La coincidenza degli impegni offre a Kiev una finestra diplomatica preziosa, in un momento in cui l’impegno americano appare sbilanciato sul Medio Oriente.

Il doppio vertice si consuma in un quadro di pressioni incrociate: Netanyahu è in campagna elettorale per le legislative del 27 ottobre e i sondaggi lo danno in difficoltà, segnato dalle critiche per l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023; Trump, da parte sua, alterna minacce di escalation senza precedenti contro l’Iran a dichiarazioni rassicuranti sull’alleato israeliano, come la promessa che «non sarà arrestato» negli Usa nonostante il mandato della Corte penale internazionale. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, l’evoluzione dei due dossier ha ricadute dirette: un’ulteriore instabilità nello Stretto di Hormuz spingerebbe al rialzo i prezzi dell’energia, mentre un eventuale disimpegno americano dall’Ucraina modificherebbe gli equilibri di sicurezza del continente. Le decisioni attese in queste ore, da Washington, potrebbero ridisegnare la traiettoria di entrambe le guerre.

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venerdì 24 luglio 2026

Netanyahu e Zelensky da Trump: Iran e Ucraina al centro del vertice di Washington

Il premier israeliano e il presidente ucraino incontrano Trump il 28 luglio mentre proseguono i raid Usa sull'Iran e si tenta un nuovo cessate il fuoco aereo per Kiev.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu incontrerà il presidente statunitense Donald Trump alla Casa Bianca martedì 28 luglio, su invito della stessa presidenza americana. Lo ha annunciato l’ufficio di Netanyahu, precisando che il premier parteciperà anche ai funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham, deceduto l’11 luglio. Nella stessa giornata, secondo fonti dell’amministrazione Usa, è previsto un colloquio tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, giunto a Washington proprio per la cerimonia in onore di Graham, storico alleato di Kiev e di Israele. L’incontro con Netanyahu – il primo faccia a faccia dal febbraio scorso e dall’inizio della guerra congiunta contro l’Iran – cade mentre per la tredicesima giornata consecutiva le forze americane colpiscono obiettivi militari iraniani, e Teheran risponde con attacchi a installazioni statunitensi in Bahrein, Arabia Saudita e Giordania.

Secondo fonti della difesa israeliana, Tel Aviv è pronta a colpire l’Iran con obiettivi finora non toccati – come le infrastrutture energetiche – e attende soltanto il via libera di Trump per agire. Tuttavia, la sintonia tra i due leader ha mostrato crepe negli ultimi mesi, in particolare sulla gestione del fronte libanese. Negoziati tesi su un cessate il fuoco poi naufragato avevano spinto Trump a definire Netanyahu «fottutamente pazzo» e un «tipo molto difficile», come confermato dallo stesso presidente in interviste. Da parte sua, il premier israeliano ha ridimensionato gli scontri a «disaccordi tattici», ribadendo obiettivi comuni: disarmare Hezbollah e impedire a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare. Sul tavolo ci sarà anche il rispetto dell’accordo trilaterale mediato dagli Stati Uniti il 26 giugno tra Israele e Libano, che prevedeva il ritiro graduale delle truppe israeliane e il dispiegamento dell’esercito libanese in «zone pilota», ma che Israele – secondo fonti libanesi e osservatori europei – continua a violare con operazioni militari nel sud del paese.

Parallelamente, Zelensky cerca di riportare l’attenzione di Washington sulla guerra in Ucraina. Secondo fonti ucraine, si sta discutendo una proposta di tregua aerea da presentare alla Russia, nel quadro di una nuova iniziativa di pace. Droni ucraini continuano a colpire strutture petrolifere in territorio russo, e analisti di Bruxelles ritengono che le crescenti difficoltà economiche di Mosca potrebbero indurre il Cremlino a considerare almeno un cessate il fuoco parziale. L’influencer di destra Laura Loomer, vicina a Trump, ha rivelato che Zelensky le avrebbe confermato l’intenzione di incontrare il presidente. La coincidenza degli impegni offre a Kiev una finestra diplomatica preziosa, in un momento in cui l’impegno americano appare sbilanciato sul Medio Oriente.

Il doppio vertice si consuma in un quadro di pressioni incrociate: Netanyahu è in campagna elettorale per le legislative del 27 ottobre e i sondaggi lo danno in difficoltà, segnato dalle critiche per l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023; Trump, da parte sua, alterna minacce di escalation senza precedenti contro l’Iran a dichiarazioni rassicuranti sull’alleato israeliano, come la promessa che «non sarà arrestato» negli Usa nonostante il mandato della Corte penale internazionale. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, l’evoluzione dei due dossier ha ricadute dirette: un’ulteriore instabilità nello Stretto di Hormuz spingerebbe al rialzo i prezzi dell’energia, mentre un eventuale disimpegno americano dall’Ucraina modificherebbe gli equilibri di sicurezza del continente. Le decisioni attese in queste ore, da Washington, potrebbero ridisegnare la traiettoria di entrambe le guerre.

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