
Egitto accusa: “Mondiale diretto per l’Argentina” dopo la rimonta dei campioni
Giocatori e tecnico denunciano un arbitraggio “ingiusto” e un torneo “già deciso” dopo il 3-2 subito in rimonta, mentre l’Albiceleste vola ai quarti.
L’Argentina ha compiuto una rimonta che resterà impressa nella memoria di questo Mondiale 2026, ribaltando da 0-2 a 3-2 l’Egitto negli ottavi di finale ad Atlanta. I gol di Cristian Romero, Lionel Messi ed Enzo Fernández negli ultimi quindici minuti hanno spento l’entusiasmo dei Faraoni, che fino al 67’ conducevano con una doppietta di Mostafa Ziko e sembravano a un passo dall’impresa. Ma la cronaca sportiva è stata immediatamente travolta dalle reazioni egiziane, che hanno trasformato il campo in un tribunale dell’arbitraggio.
Secondo la stampa egiziana e le dichiarazioni raccolte a caldo, il direttore di gara francese François Letexier è stato accusato di aver “diretto” la partita a favore dei campioni in carica. Il tecnico Hossam Hassan ha parlato di “ingiustizia” e ha sostenuto che l’Argentina avrebbe esercitato pressioni sull’arbitro prima del fischio d’inizio, mentre il portiere Mostafa Shobeir ha mostrato la maglia strappata di un compagno come prova di un presunto rigore non concesso. Il punto più controverso resta il gol annullato a Ziko al 53’: il VAR ha ravvisato un fallo su Lisandro Martínez in avvio di azione, scatenando le proteste egiziane.
Dai microfoni di beIN Sports, lo stesso Ziko ha dichiarato: “Il torneo è truccato, è tutto diretto verso l’Argentina. L’arbitro è stato ingiusto, ha buttato via lo sforzo di un intero Paese”. Parole che hanno trovato eco nell’ex stella Mohamed Aboutrika, il quale ha parlato di una partita giocata “contro Argentina, Messi, l’arbitraggio e la FIFA”. Nell’ottica del mondo arabo, queste accuse si inseriscono in una narrazione di marginalizzazione: Hassan ha rivendicato con orgoglio l’appartenenza al mondo arabo, ma ha lamentato di non aver ricevuto il trattamento meritato.
Dall’altra parte, i media argentini hanno riportato le proteste senza enfatizzarle, limitandosi a descrivere la delusione egiziana. La stampa brasiliana e portoghese ha invece dato ampio spazio alle critiche, sottolineando la coincidenza tra l’assenza di cartellini per l’Argentina e i cinque ammoniti egiziani. Il tecnico Hassan ha inoltre attaccato l’orario del match, le 12 locali, definendolo “una decisione di chi non ha mai giocato a calcio”, e ha insinuato che la FIFA voglia mantenere Messi in gara per ragioni di marketing.
Al di là delle polemiche, il risultato consegna all’Argentina il pass per i quarti di finale, dove affronterà la vincente di Svizzera-Colombia. L’Egitto torna a casa con la migliore prestazione della sua storia mondiale, ma con la sensazione, diffusa in gran parte del mondo arabo e non solo, che il sogno sia stato interrotto da fattori esterni al rettangolo di gioco.
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | −0.20 | neutral |
L'arbitro è stato parziale e il Mondiale è pilotato per l'Argentina. L'Egitto è stato derubato di una possibilità equa.
Citando ripetutamente le dichiarazioni emotive dei giocatori e dell'allenatore egiziani, l'accusa viene presentata come un'affermazione credibile e seria.
Mancano la prospettiva argentina e qualsiasi analisi delle decisioni arbitrali, lasciando l'accusa senza contestazione.
L'arbitro è stato ingiusto e il torneo è già truccato. L'Egitto è stato imbrogliato.
Il resoconto si basa sull'accusa diretta del giocatore e sul tono emotivo per trasmettere un senso di ingiustizia.
Non vengono forniti controargomenti né contesto sulla partita.
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