
Crisi climatica: alluvioni in Africa cinque volte più probabili, in Europa eccesso di decessi
Uno studio attribuisce le piogge nel Golfo di Guinea al riscaldamento globale, mentre i Paesi Bassi registrano 911 morti in eccesso durante l'ondata di calore. L'OMS spinge per l'emergenza sanitaria.
Le piogge torrenziali che a giugno hanno colpito le coste di Costa d'Avorio, Ghana, Togo e Nigeria, causando almeno 98 morti e migliaia di sfollati, sono state rese cinque volte più probabili dal cambiamento climatico. È la conclusione del team World Weather Attribution, che ha calcolato un aumento dell'intensità delle precipitazioni del 23% rispetto all'era preindustriale. Nelle stesse settimane, un'ondata di calore eccezionale in Europa ha provocato 911 decessi in eccesso nei soli Paesi Bassi e, secondo la rete EuroMOMO, oltre 10.650 morti in tutto il continente.
L'analisi si basa sul confronto tra osservazioni storiche e simulazioni modellistiche. Per l'Africa occidentale, i modelli faticano a catturare la piena scala delle precipitazioni tropicali, ma il segnale è emerso con chiarezza: un aumento dell'intensità del 4% direttamente attribuibile ai gas serra, che si traduce in un evento di questa portata ogni due-quattro anni con l'attuale riscaldamento di 1,4°C. In Europa, il gruppo di attribuzione ha definito l'ondata di calore di giugno «virtualmente impossibile» senza il cambiamento climatico. Le autorità sanitarie olandesi (RIVM) precisano che la causa dei decessi non è ancora accertata, ma il caldo è ritenuto il fattore scatenante principale, specie tra gli over 80 e nelle regioni meridionali e orientali del Paese, dove le temperature hanno sfiorato i 40°C.
La commissione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha colto l'occasione per chiedere che il cambiamento climatico venga dichiarato «emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale», citando uno studio di Lancet che stima 63.000 morti per caldo all'anno in Europa. Tuttavia, da Accra, un'analisi pubblicata sulla stampa ghanese contesta questa lettura: se si utilizzano tassi di mortalità standardizzati per età, l'aumento del rischio di morte per caldo in Europa dal 1990 è marginale (meno di 850 decessi aggiuntivi), mentre il numero di morti per freddo è diminuito di circa 210.000 unità l'anno, un effetto benefico del riscaldamento che il rapporto dell'OMS omette. La critica sottolinea inoltre che l'invecchiamento della popolazione spiega quasi interamente l'incremento grezzo dei decessi per caldo, e che le politiche climatiche hanno reso l'elettricità fino a quattro volte più cara, riducendo la capacità di difesa delle fasce più vulnerabili.
Sul fronte africano, gli scienziati avvertono che l'adattamento procede più lento del cambiamento climatico e che senza un taglio drastico delle emissioni questi eventi diventeranno sempre più frequenti. L'OMS dovrà ora decidere se accogliere la raccomandazione della propria commissione, una scelta che promette di riaccendere il dibattito sul rapporto tra costi e benefici delle politiche climatiche per la salute globale. Il prossimo rapporto del panel intergovernativo sul clima e le decisioni attuative della COP29 rappresenteranno i banchi di prova per valutare se l'allarme si tradurrà in misure concrete o in un nuovo stallo diplomatico.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa africana subsahariana | −0.60 | critical |
Il riscaldamento globale ha trasformato un evento meteorologico ordinario in una catastrofe climatica. I paesi devono adattarsi a una nuova realtà spaventosa.
L'articolo utilizza la scienza dell'attribuzione per stabilire un nesso causale diretto tra cambiamento climatico e disastro, creando un senso di urgenza ineludibile.
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