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Giustizia e Dirittomartedì 23 giugno 2026

Arrestato a Mosca l'ex ceo di Aeroflot: l'inchiesta risale al salvataggio bancario del 2016

Mikhail Poluboyarinov, ex amministratore delegato della compagnia di bandiera russa, è in custodia cautelare per abuso di potere; gli inquirenti scavano nel suo passato alla guida del consiglio di Svyaz-Bank durante la costosa ristrutturazione finanziata da VEB.RF.

Il 19 giugno il tribunale Tverskoj di Mosca ha disposto la custodia cautelare per Mikhail Poluboyarinov, ex direttore generale di Aeroflot, con l'accusa di abuso di poteri d'ufficio aggravato (parte 3 dell'articolo 285 del codice penale russo, che prevede fino a dieci anni di reclusione). L'arresto, confermato da fonti delle forze dell'ordine e da conoscenti del manager citati dalla stampa russa, è stato eseguito nei giorni scorsi ma è divenuto pubblico solo nelle ultime ore. Poluboyarinov, che aveva lasciato la compagnia aerea nel marzo 2022 subito dopo essere stato colpito dalle sanzioni personali dell'Unione Europea, dal 2023 ricopriva un alto incarico nella holding statale Rostec, dove si occupava del coordinamento finanziario del gruppo.

Secondo le ricostruzioni emerse da ambienti vicini all'inchiesta, il procedimento non riguarderebbe la gestione di Aeroflot ma il precedente incarico di Poluboyarinov presso la banca di sviluppo VEB.RF, dove tra il 2009 e il 2019 è stato membro del consiglio di amministrazione e presidente del consiglio di sorveglianza di Svyaz-Bank. L'attenzione degli investigatori si concentrerebbe in particolare sulle operazioni di salvataggio bancario condotte nel 2016, quando la Banca centrale russa, attraverso VEB.RF, impiegò oltre 212 miliardi di rubli per risanare Svyaz-Bank. A maggio lo stesso tribunale Tverskoj aveva posto agli arresti domiciliari Artem Dovlatov, vicepresidente in carica di VEB.RF, con un'accusa identica, legata – secondo fonti giornalistiche – a decisioni assunte in solitaria durante quella ristrutturazione.

La parabola di Poluboyarinov incrocia più volte i gangli dell'economia statale russa. Dopo un primo periodo in Aeroflot come direttore finanziario e vicedirettore generale, approdò a VEB.RF per poi tornare alla compagnia di bandiera nel novembre 2020 come amministratore delegato. Lasciò l'incarico nel marzo 2022, ufficialmente per l'impossibilità di sviluppare le rotte internazionali dopo le sanzioni europee, e l'anno successivo entrò in Rostec come consigliere del ceo Sergej Čemezov. La corporation ha risposto alle richieste di commento con un laconico «purtroppo, nessun commento», mentre i familiari del manager non hanno risposto ai tentativi di contatto.

Per gli osservatori che seguono le dinamiche del potere a Mosca, l'arresto si inserisce in una sequenza di procedimenti che stanno toccando ex alti dirigenti di istituzioni finanziarie statali, in un momento in cui il Cremlino mostra segnali di riassetto dei vertici economici dopo le tensioni belliche e sanzionatorie. L'inchiesta su Poluboyarinov, al momento, non ha ancora un capo d'imputazione formalizzato e il suo status processuale non è stato reso noto. Le autorità inquirenti non hanno diffuso dettagli ufficiali, mentre proseguono gli atti investigativi. Il dossier resta aperto e i prossimi sviluppi potrebbero chiarire se il caso si allargherà ad altre figure della galassia VEB.RF.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa russa e CSIStampa europea continentale
Stampa russa e CSI/ Statale
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L'ex amministratore delegato di Aeroflot, Mikhail Poluboyarinov, è stato arrestato da un tribunale di Mosca con l'accusa di abuso di potere. L'inchiesta risale al suo precedente ruolo in VEB.RF durante il salvataggio bancario del 2016. Il tribunale ha disposto la custodia cautelare in base all'articolo 285 parte 3 del codice penale.

Stampa europea continentale
ScetticismoIndignazione

L'ex capo della compagnia di bandiera russa Aeroflot è stato arrestato per corruzione, con un caso che si ricollega a un salvataggio bancario statale del 2016. Ha lasciato l'incarico poco dopo essere stato sanzionato dall'UE, e le accuse precise restano opache, alimentando sospetti di epurazioni o lotte di potere interne.

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martedì 23 giugno 2026

Arrestato a Mosca l'ex ceo di Aeroflot: l'inchiesta risale al salvataggio bancario del 2016

Mikhail Poluboyarinov, ex amministratore delegato della compagnia di bandiera russa, è in custodia cautelare per abuso di potere; gli inquirenti scavano nel suo passato alla guida del consiglio di Svyaz-Bank durante la costosa ristrutturazione finanziata da VEB.RF.

Il 19 giugno il tribunale Tverskoj di Mosca ha disposto la custodia cautelare per Mikhail Poluboyarinov, ex direttore generale di Aeroflot, con l'accusa di abuso di poteri d'ufficio aggravato (parte 3 dell'articolo 285 del codice penale russo, che prevede fino a dieci anni di reclusione). L'arresto, confermato da fonti delle forze dell'ordine e da conoscenti del manager citati dalla stampa russa, è stato eseguito nei giorni scorsi ma è divenuto pubblico solo nelle ultime ore. Poluboyarinov, che aveva lasciato la compagnia aerea nel marzo 2022 subito dopo essere stato colpito dalle sanzioni personali dell'Unione Europea, dal 2023 ricopriva un alto incarico nella holding statale Rostec, dove si occupava del coordinamento finanziario del gruppo.

Secondo le ricostruzioni emerse da ambienti vicini all'inchiesta, il procedimento non riguarderebbe la gestione di Aeroflot ma il precedente incarico di Poluboyarinov presso la banca di sviluppo VEB.RF, dove tra il 2009 e il 2019 è stato membro del consiglio di amministrazione e presidente del consiglio di sorveglianza di Svyaz-Bank. L'attenzione degli investigatori si concentrerebbe in particolare sulle operazioni di salvataggio bancario condotte nel 2016, quando la Banca centrale russa, attraverso VEB.RF, impiegò oltre 212 miliardi di rubli per risanare Svyaz-Bank. A maggio lo stesso tribunale Tverskoj aveva posto agli arresti domiciliari Artem Dovlatov, vicepresidente in carica di VEB.RF, con un'accusa identica, legata – secondo fonti giornalistiche – a decisioni assunte in solitaria durante quella ristrutturazione.

La parabola di Poluboyarinov incrocia più volte i gangli dell'economia statale russa. Dopo un primo periodo in Aeroflot come direttore finanziario e vicedirettore generale, approdò a VEB.RF per poi tornare alla compagnia di bandiera nel novembre 2020 come amministratore delegato. Lasciò l'incarico nel marzo 2022, ufficialmente per l'impossibilità di sviluppare le rotte internazionali dopo le sanzioni europee, e l'anno successivo entrò in Rostec come consigliere del ceo Sergej Čemezov. La corporation ha risposto alle richieste di commento con un laconico «purtroppo, nessun commento», mentre i familiari del manager non hanno risposto ai tentativi di contatto.

Per gli osservatori che seguono le dinamiche del potere a Mosca, l'arresto si inserisce in una sequenza di procedimenti che stanno toccando ex alti dirigenti di istituzioni finanziarie statali, in un momento in cui il Cremlino mostra segnali di riassetto dei vertici economici dopo le tensioni belliche e sanzionatorie. L'inchiesta su Poluboyarinov, al momento, non ha ancora un capo d'imputazione formalizzato e il suo status processuale non è stato reso noto. Le autorità inquirenti non hanno diffuso dettagli ufficiali, mentre proseguono gli atti investigativi. Il dossier resta aperto e i prossimi sviluppi potrebbero chiarire se il caso si allargherà ad altre figure della galassia VEB.RF.

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Stampa russa e CSIStampa europea continentale
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L'ex amministratore delegato di Aeroflot, Mikhail Poluboyarinov, è stato arrestato da un tribunale di Mosca con l'accusa di abuso di potere. L'inchiesta risale al suo precedente ruolo in VEB.RF durante il salvataggio bancario del 2016. Il tribunale ha disposto la custodia cautelare in base all'articolo 285 parte 3 del codice penale.

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ScetticismoIndignazione

L'ex capo della compagnia di bandiera russa Aeroflot è stato arrestato per corruzione, con un caso che si ricollega a un salvataggio bancario statale del 2016. Ha lasciato l'incarico poco dopo essere stato sanzionato dall'UE, e le accuse precise restano opache, alimentando sospetti di epurazioni o lotte di potere interne.

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