
Argentina ribalta l’Egitto 3-2: rimonta e accuse di combine al Mondiale 2026
Sotto di due gol, l’Albiceleste segna tre reti negli ultimi minuti; il ct egiziano Hassan denuncia un arbitraggio pilotato e si scontra con Scaloni.
L’Argentina ha strappato il pass per i quarti di finale del Mondiale 2026 con una rimonta che ha del clamoroso: sotto 2-0 contro l’Egitto fino al 79’, la squadra di Scaloni ha ribaltato il risultato in undici minuti, chiudendo sul 3-2 grazie ai gol di Cristian Romero, Lionel Messi ed Enzo Fernández al 92’. La partita, giocata al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, sembrava segnata dopo il penalty fallito da Messi nel primo tempo e il raddoppio di Mostafa Ziko al 67’, ma la reazione argentina ha trasformato una serata di sofferenza in un trionfo che tiene in vita la difesa del titolo conquistato in Qatar.
La tensione, però, era esplosa ben prima del fischio finale. Durante l’incontro, il commissario tecnico egiziano Hossam Hassan ha più volte incrociato le braccia a formare una X, il gesto ufficiale adottato dalla FIFA nel 2024 per segnalare presunti episodi di razzismo. L’arbitro francese François Letexier non ha attivato il protocollo in tre fasi e ha invece ammonito Hassan. Dalla panchina egiziana sono partiti insulti verso Messi quando il capitano argentino ha tentato di calmare gli animi, mentre un assistente è stato espulso per aver inveito contro Alexis Mac Allister dopo il gol del 3-2. Il clima si è surriscaldato ulteriormente per la presenza sugli spalti di un tifoso argentino con una bandiera israeliana, verso cui Hassan – già noto per aver sventolato la bandiera palestinese dopo la qualificazione agli ottavi – ha reagito con gesti e, secondo diverse fonti, sputando in quella direzione.
Nel dopo-partita, le dichiarazioni del tecnico egiziano hanno alzato il livello dello scontro. “Dirò quello che penso senza preoccuparmi delle conseguenze: questa partita era chiaramente truccata e tutto il mondo l’ha visto”, ha affermato Hassan, aggiungendo che “se vogliono che l’Argentina vinca a tutti i costi, perché invitare tutti a partecipare?”. L’allenatore ha puntato il dito contro l’arbitraggio, l’orario della gara e presunte pressioni argentine sul direttore di gara, mentre il fuoriclasse Mohamed Salah ha ironizzato sul VAR “trasformato in archeologo” per annullare un gol egiziano e “improvvisamente dimentico” su un presunto rigore a suo favore. La Federazione egiziana ha presentato un reclamo formale alla FIFA chiedendo un’inchiesta sull’operato della terna arbitrale.
Il percorso dell’Egitto si ferma così agli ottavi, eguagliando il miglior risultato della sua storia mondiale (1934), dopo aver superato un girone con Belgio, Iran e Nuova Zelanda e aver eliminato l’Australia ai rigori. L’Argentina, dal canto suo, archivia la polemica e si proietta sul quarto di finale contro la Svizzera, che ha estromesso la Colombia ai calci di rigore. La Scaloneta prosegue la marcia verso la riconferma iridata, mentre le scorie di Atlanta alimentano il dibattito sull’imparzialità del torneo, con voci critiche che si levano non solo dal mondo arabo ma anche da osservatori europei attenti alla regolarità della competizione.
| Stampa latinoamericana | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa africana subsahariana | −0.60 | critical |
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
La vittoria argentina è stata pulita; le proteste egiziane sono solo frustrazione e il comportamento dell'allenatore è stato inappropriato.
Si normalizza la vittoria descrivendo le proteste egiziane come reazioni emotive e si spiega il gesto di Hassan come un protocollo anti-razzismo, riducendo la portata delle accuse.
Non si menziona la bandiera palestinese esibita da Hassan né le accuse di sputi contro tifosi israeliani, elementi che avrebbero politicizzato ulteriormente la vicenda.
La FIFA ha favorito l'Argentina; la sconfitta dell'Egitto è stata ingiusta e Hassan ha il coraggio di denunciarlo.
Si costruisce una narrazione di vittima e coraggio, presentando le accuse come verità nonostante la mancanza di prove, e si omette il contesto del gesto anti-razzismo di Hassan.
Non si fa cenno al fatto che Hassan stesso ha attivato il protocollo anti-razzismo della FIFA, il che avrebbe potuto indebolire la sua accusa di parzialità.
Hassan è una figura controversa: le sue azioni politiche e il comportamento dopo la partita dividono l'opinione pubblica.
Si adotta un tono distaccato, elencando le diverse reazioni senza prendere posizione, creando l'impressione di obiettività.
Non si riporta la versione argentina degli eventi né i dettagli della partita, concentrandosi esclusivamente sulle azioni di Hassan.
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