
Anastasia, Momi e il culto dei sosia: lo strano Mondiale di Erling Haaland
Una modella russa che suona il tamburo con la maglia della Norvegia, una comica argentina travolta dagli insulti: il fenomeno dei 'doppi' del calciatore ha segnato il torneo tra ironia e violenza.
Sul palco di un bar di Mosca, con la maglia rossa della Norvegia addosso, Anastasia Kostromitina impugna le bacchette e colpisce il bombo. Intorno, lo schermo trasmette una semifinale del Mondiale 2026, ma gli occhi sono su di lei, la modella russa di 24 anni che nelle ultime settimane è diventata il volto più virale del torneo senza mai scendere in campo. Sua madre aveva acceso la miccia con un video ingenuo: «Non credete che mia figlia assomigli a una persona famosa?». Da quel momento, il gioco di specchi con Erling Haaland ha travolto ogni confine.
Anastasia ha ricreato le pose del centravanti del Manchester City e della nazionale norvegese, dalla mascella squadrata alle sopracciglia marcate, accumulando oltre cento milioni di visualizzazioni. «All'inizio non vedevo la somiglianza», ha raccontato, «poi ho imparato a prenderla con umorismo». L'ironia è diventata opportunità: inviti nei locali, nuovi contratti pubblicitari, una sfilata alla Settimana della Moda di Mosca. Nel frattempo, a Miami, un'altra sosia, l'influencer Emma Kate Willman, organizzava un concorso per imitatori di Haaland nel quartiere di Brickwell, alla vigilia dei quarti di finale contro l'Inghilterra. A vincere fu un tifoso norvegese, premiato con due biglietti per lo stadio.
Il Mondiale, con la sua capacità di amplificare ogni dettaglio, ha trasformato la fisionomia in un linguaggio condiviso. Haaland, sette gol in sei partite e un'eliminazione storica ai quarti, è stato il catalizzatore involontario di un fenomeno che mescola gioco, identità e desiderio di partecipazione. In Russia, la modella ha scoperto che il proprio volto poteva diventare un ponte verso un pubblico globale; negli Stati Uniti, il raduno dei sosia ha mostrato come l'evento sportivo generi rituali collettivi che vanno ben oltre il rettangolo verde.
Ma lo specchio ha anche un lato oscuro. In Argentina, la comica Momi Giardina ha realizzato una parodia di Haaland per il programma LuzuTV, scatenando un'ondata di critiche e insulti. «Mi hanno augurato la morte», ha confessato, «l'aggressione è stata molto più dolorosa della polemica in sé». Giardina ha raccontato di aver persino inviato un messaggio al calciatore, senza ricevere risposta, e ha rivendicato la natura ludica della sua imitazione: «Non mi pento, perché non l'ho fatto con cattiveria. Era un gioco, come indossare una maschera». Il collega Homero Pettinato ha difeso la comica sostenendo che la violenza della reazione fosse legata al fatto di essere donna, un'ipotesi che ha alimentato il dibattito sui social in America Latina.
Resta, sospesa, l'assenza di una voce: quella di Erling Haaland. Il norvegese, già tornato in patria, non ha mai commentato né le imitazioni né i messaggi. Forse, in fondo, il gioco dei sosia non ha bisogno di originali: si nutre di schermi, di like, di un tamburo che risuona in un bar di Mosca mentre il mondo guarda altrove.
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Momi Giardina si difende e si scusa, mentre Anastasia Kostromitina gode della sua fama virale. Il blocco dà voce alla reazione personale e alla difesa della parodia.
Raccontando la storia dal punto di vista della protagonista locale, il blocco rende la controversia una questione personale e non una critica al calciatore.
Non menziona il concorso di sosia di Miami né l'organizzatrice Emma Kate Willman, che appaiono in altri blocchi.
L'evento di Miami celebra la cultura dei sosia in modo ludico, con un concorso e un vincitore premiato. Il blocco presenta il fenomeno come un divertimento collettivo.
Descrivendo un evento concreto e premi, il blocco trasforma la viralità in un'occasione di intrattenimento, evitando ogni controversia.
Non fa riferimento alla polemica attorno a Momi Giardina né alle dichiarazioni della modella russa.
Anastasia Kostromitina racconta la sua ascesa virale con sorpresa e gratitudine. Il blocco enfatizza il numero di visualizzazioni e la portata globale del fenomeno.
Utilizzando numeri impressionanti e citazioni dirette della modella, il blocco legittima la fama come un successo meritato e innocuo.
Non menziona la parodia di Momi Giardina né il concorso di Miami, concentrandosi esclusivamente sulla modella russa.
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