
La paternità surrogata di Spahn scuote la CDU: tra divieto tedesco e scelta personale
Il capogruppo conservatore rivendica la nascita del figlio tramite gestazione per altri negli Stati Uniti, pratica vietata in Germania, innescando richieste di dimissioni e un dibattito sulla credibilità del partito.
La notizia che Jens Spahn, capogruppo della CDU/CSU al Bundestag, è diventato padre insieme al marito Daniel Funke grazie a una madre surrogata negli Stati Uniti ha innescato una crisi politica interna alla destra tedesca, con la prima richiesta ufficiale di dimissioni da parte del presidente della CDU del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Daniel Peters. Secondo fonti del partito, la vicenda è aggravata dal fatto che la CDU, nel congresso di febbraio, aveva ribadito il divieto assoluto della gestazione per altri, anche nella forma altruistica, e che lo stesso Spahn, da ministro della Salute nel 2020, aveva respinto una proposta di legalizzazione parziale. Peters ha dichiarato che Spahn si è posto «deliberatamente al di sopra della legge tedesca» e che la sua posizione di capogruppo non è più sostenibile, mentre altri esponenti della Frauen Union e della base parlamentare parlano di «doppia morale» e di un «enorme problema di credibilità».
La reazione delle Chiese tedesche ha amplificato la pressione. Il vescovo cattolico di Passau, Stefan Oster, ha definito la scelta di Spahn un «vero scandalo» e una violazione della dignità umana, sottolineando la contraddizione tra la sua appartenenza dichiarata alla comunità cattolica e il ricorso a una pratica che la dottrina considera inaccettabile. Anche il vescovo evangelico del Württemberg, Ernst-Wilhelm Gohl, ha parlato di doppia morale e di danno alla fiducia nella politica, osservando che il divieto tedesco viene aggirato proprio da chi dovrebbe rappresentarlo. Nell’ottica delle gerarchie ecclesiastiche, la vicenda riapre la questione del confine tra norma giuridica e scelta privata, con il rischio di normalizzare ciò che il legislatore ha inteso proibire.
Sul piano politico, il cancelliere Friedrich Merz ha preso le distanze senza attaccare direttamente Spahn: ha ribadito che la legge tedesca e la posizione del partito restano immutate e che la questione sarà discussa nel presidio della CDU. Secondo analisti vicini all’esecutivo, Merz intende contenere i danni in vista delle elezioni regionali di settembre nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove la CDU teme ripercussioni elettorali. I Verdi, per bocca del co-presidente Felix Banaszak, hanno chiesto a Spahn di spiegare pubblicamente la contraddizione tra la sua condotta personale e le sue posizioni politiche, mentre l’FDP ha parlato di «bigottismo» e ha ricordato che il divieto tedesco non impedisce ai benestanti di aggirarlo all’estero, creando un diritto di famiglia a due velocità.
Spahn, in un’intervista al podcast della Bild, ha rivendicato la legittimità della sua scelta, sostenendo che la legge tedesca non punisce chi diventa genitore tramite surrogata all’estero e che la decisione è maturata dopo un lungo travaglio personale. Ha ammesso di aver sbagliato a non intervenire al congresso di febbraio, quando la madre surrogata era già incinta, e ha annunciato che affronterà il gruppo parlamentare a settembre per decidere insieme il suo futuro. La vicenda, che secondo la stampa elvetica e francese mette a nudo le ipocrisie del conservatorismo tedesco, si inserisce in un più ampio dibattito europeo sulla gestazione per altri, con l’Italia e la Francia che mantengono divieti analoghi e con la Corte di Cassazione francese che ha recentemente aperto al riconoscimento dei figli nati all’estero. Il presidio CDU di lunedì prossimo sarà il primo banco di prova per misurare la tenuta del capogruppo e la coerenza della linea del partito.
| Stampa europea continentale | −0.60 | critical |
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| Stampa sud-est asiatica | +0.70 | aligned |
| Stampa latinoamericana | +0.60 | aligned |
CDU leader Spahn has violated his duty to set an example through his private choice of surrogacy; his position is untenable.
The German press transforms a personal decision into a matter of public integrity, using the concept of 'Vorbildfunktion' (role model function) to legitimize the demand for resignation.
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