
Venezuela, la moglie di un calciatore muore per salvare la figlia di un anno durante i terremoti
Andrea, compagna del difensore Héctor Bello, ha protetto la piccola Alana con il proprio corpo prima del crollo dell’edificio a La Guaira; la bambina è stata estratta viva, il padre ha confermato la tragedia sui social.
La notte del 24 giugno, durante le scosse che hanno devastato il nord del Venezuela, Andrea, compagna del calciatore Héctor “Kike” Bello, è morta nel crollo della palazzina in cui viveva a La Guaira. Secondo quanto ricostruito dai media locali e confermato dallo stesso sportivo sui social, la donna ha protetto con il proprio corpo la figlia Alana, di un anno e otto mesi, permettendole di sopravvivere sotto le macerie fino all’arrivo dei soccorritori. La bambina è stata estratta viva e ricoverata in ospedale, dove si trova in condizioni stabili e fuori pericolo, assistita da una zia anch’essa sopravvissuta al crollo.
Bello, difensore del Marítimo de La Guaira, non era in casa al momento del sisma: si trovava con la squadra. Attraverso una serie di messaggi su Instagram, ha reso pubblica la tragedia, esprimendo il proprio dolore e promettendo di raccontare alla figlia il sacrificio della madre. Fonti ospedaliere riferiscono che la piccola presenta solo ferite lievi e contusioni. I due terremoti, di magnitudo 7.2 e 7.5 secondo il Servizio Geologico degli Stati Uniti, sono stati i più forti registrati nel Paese in oltre un secolo e hanno provocato distruzione diffusa, in particolare nello stato di La Guaira.
Il bilancio complessivo delle vittime resta provvisorio e discordante: le autorità locali hanno diffuso cifre che variano da 589 a oltre 900 morti, mentre i gruppi di volontari segnalano decine di migliaia di dispersi. La catastrofe ha colpito anche altri ambienti sportivi: il calciatore argentino Lucas Trejo ha denunciato la scomparsa della propria famiglia, e almeno due giovani promesse del calcio venezuelano sono state confermate tra le vittime. Squadre di soccorso internazionali, provenienti da diversi Paesi tra cui il Brasile e gli Stati Uniti, stanno raggiungendo le aree colpite per supportare le operazioni di ricerca.
Al momento, la figlia di Bello è in attesa di dimissioni, mentre il padre cerca di raggiungerla. Le ricerche dei dispersi proseguono senza sosta, e le autorità prevedono un aggravamento del bilancio man mano che si procede con la rimozione delle macerie. La vicenda, pur nella sua drammaticità, resta un frammento di una emergenza umanitaria di proporzioni ancora in via di definizione.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Una giovane madre venezuelana, moglie di un calciatore, ha perso la vita facendo scudo con il proprio corpo alla figlia di un anno durante il crollo della loro abitazione a La Guaira. La piccola è stata estratta viva dalle macerie, mentre la donna è deceduta. La vicenda, rilanciata sui social dal marito, sta commuovendo l'intero paese e viene narrata come un gesto estremo di amore materno.
In un Venezuela scosso da terremoti devastanti, il calciatore Héctor Bello ha lanciato un appello disperato dopo che la moglie Andrea è morta per salvare la loro bambina di un anno. La donna ha usato il proprio corpo come scudo tra le macerie dell'edificio crollato a La Guaira. Il dramma personale si intreccia con la tragedia nazionale, mentre i soccorritori continuano a scavare e il paese affronta le conseguenze del sisma.
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