
Un potenziale ciclone tropicale minaccia il Golfo del Messico: allerta tra Texas e Tamaulipas
Il sistema, con venti fino a 65 km/h, potrebbe diventare la prima tempesta stagionale e portare piogge torrenziali e inondazioni lampo su entrambi i lati del confine.
Un’ampia area di bassa pressione in fase di organizzazione sul Golfo del Messico ha spinto le autorità meteorologiche di Messico e Stati Uniti a emettere allerte per la formazione di un ciclone tropicale. Martedì mattina il Servicio Meteorológico Nacional messicano ha localizzato il sistema – denominato “Potenziale ciclone tropicale Uno” – a circa 105 chilometri a sud-sudovest di Reynosa, nello Stato di Tamaulipas, e a pari distanza da Corpus Christi, in Texas. Il fenomeno si sposta verso nord-est a 9 km/h con venti sostenuti di 45 km/h e raffiche fino a 65 km/h. Dal lato statunitense, il National Hurricane Center ha diramato un avviso di tempesta tropicale per la costa texana e per la Louisiana sud-occidentale, segnalando che venti di forza tropicale potrebbero manifestarsi entro 48 ore in città come Galveston, Houston, Port Arthur, Lake Charles e Abbeville.
Le bande nuvolose associate al sistema stanno già scaricando precipitazioni intense su entrambi i versanti del confine. Secondo le proiezioni messicane, Tamaulipas e Nuevo León riceveranno accumuli compresi tra 75 e 150 millimetri, con punte che potrebbero innescare inondazioni improvvise, straripamenti di corsi d’acqua e disagi nei centri urbani. Oltreconfine, l’allerta si estende dalla costa texana fino al Mississippi centrale: il National Hurricane Center prevede inondazioni lampo e urbane “potenzialmente letali” fino a giovedì, con il rischio che piogge prolungate estendano la minaccia fino al fine settimana. Non si escludono esondazioni significative di fiumi secondari e, in casi isolati, anche dei principali corsi d’acqua della regione.
L’instabilità atmosferica non si limita alla fascia costiera. Un rapporto delle autorità messicane evidenzia come una combinazione di sistemi meteorologici stia favorendo, tra martedì e giovedì, temporali persistenti con fulminazioni e rovesci di forte intensità su gran parte del territorio nazionale. Nuevo León, già colpito dalle piogge legate al ciclone in formazione, è tra gli Stati più esposti, ma l’allerta riguarda anche altre regioni interne dove le precipitazioni potrebbero superare le sei ore consecutive, aumentando il rischio di allagamenti e smottamenti. Le raccomandazioni ufficiali invitano la popolazione a evitare spostamenti non necessari e a monitorare i bollettini di protezione civile.
Dal punto di vista della stagione degli uragani atlantici, che ha preso avvio il primo giugno, la comparsa di un sistema tropicale così precoce nel Golfo del Messico è un segnale che gli analisti seguono con attenzione. Se il potenziale ciclone dovesse rafforzarsi fino a raggiungere venti sostenuti di almeno 63 km/h, diventerebbe la prima tempesta con nome del 2026, Alberto. Le acque calde del Golfo forniscono carburante a questi fenomeni, e la traiettoria prevista verso nord-est potrebbe portare il sistema a interagire con infrastrutture energetiche critiche lungo la costa texana e con aree urbane densamente popolate. Per l’Europa e l’Italia, l’impatto diretto è trascurabile, ma un avvio turbolento della stagione atlantica può influenzare i mercati energetici globali e la logistica delle rotte transatlantiche, temi che Bruxelles monitora con crescente sensibilità in un contesto climatico sempre più instabile.
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Il Servizio Meteorologico Nazionale messicano ha segnalato la formazione di un potenziale ciclone tropicale nel Golfo del Messico, a 105 km da Reynosa, con venti fino a 65 km/h. Si prevedono piogge intense e possibili inondazioni negli stati di Tamaulipas e Nuevo León, e le autorità raccomandano precauzioni.
La prima tempesta con nome della stagione atlantica, Arthur, si avvicina alla costa del Golfo, minacciando oltre 40 milioni di persone con inondazioni improvvise e piogge record. Sono in vigore allerte per tempesta tropicale in città come Houston e Galveston, mentre il sistema potrebbe intensificarsi.
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